L’isola di cemento è un luogo distopico della postmodernità, dello sviluppo umano. È l’intersezione tra autostrade ciclopiche che entrano ed escono dalla metropoli londinese. Nella primavera del 1973 l’architetto Robert Maitland al volante della sua Jaguar, sbanda per lo scoppio di uno pneumatico, rompe la segnaletica posta precariamente lungo la barriera, ed esce di strada precipitando nell’“isola”, metri e metri al di sotto del piano stradale. Il resto del romanzo è l’avventura di questo novello Crusoe, prigioniero delle palizzate di cemento contro cui, seriamente ferito, dovrà combattere per trovare salvezza. Una storia paradossale, dunque: brevi capitoli che si susseguono scandendo ore e giorni di questa lotta. Una lotta fatta di tentativi disperati, talora folli. I mezzi scorrono veloci e rumorosi nelle ore di punta, irraggiungibili e indifferenti, mentre là sotto, l’isola, si rivela realtà parallela e alquanto sinistra. Uno spazio incolto dove erba e sterpaglie crescono in altezza celando i resti di una “città del prima”; prima delle colate di cemento e asfalto, prima dell’edilizia selvaggia. Un rifugio interrato risalente alla Seconda guerra mondiale, un vecchio cinema, lapidi di quel che fu un cimitero… E col passare di quei drammatici giorni, Maitland, si ritroverà in compagnia non soltanto dei suoi fantasmi (la moglie, l’amante), ma di due strani personaggi in carne ed ossa.
J. G. Ballard, sci-fi, letteratura e cinema
James Graham Ballard (1930 – 2009), è considerato uno dei maggiori narratori inglesi. Autore di romanzi e racconti che hanno come argomento la visione di un mondo caratterizzato dall’insorgenza di nuove frontiere che mettono alla prova l’integrità dell’essere umano; in particolare, l’impatto dello sviluppo tecnologico sul senso stesso dell’umanità. Ha esplorato, scandagliato le possibilità offerte da uno stile di scrittura non convenzionale di pari passo ad una attrazione per “ciò che sta sotto”, il mostruoso che caratterizza la contemporaneità e le sue angosciose visioni del futuro (La mostra delle atrocità, 1970) . Con queste premesse, e visto il successo, giusto l’interesse del cinema per le sue storie: due opere in particolare andrebbero ricordate L’impero del sole (Steven Spielberg, 1987) – che ha in realtà un taglio più autobiografico – e, soprattutto, Crash (David Cronenberg, 1996). Inevitabilmente anche L’isola di cemento sembrava destinata a una trasposizione cinematografica già nel 2012. Avrebbe dovuto vedere in azione l’accoppiata Brad Anderson (regista di The Machinist, Beirut, eccetera) e Christian Bale, già attore bambino nel succitato film di Spielberg. Ma, a quanto pare, non se ne è fatto più nulla.

L’isola di cemento (“Concrete Island”) venne pubblicato nel 1974. La prima edizione italiana risale al 1993 per l’editore Anabasi; oggi potete trovare questo libro in Universale Economica Feltrinelli. (Nell’immagine ritratto di Ballard presso il museo Demeure du Chaos a Lione).
Altre 10 letture estive
Dalla nostra sezione Libri alcune scelte, diciamo suggerimenti per chi non sa bene cosa portarsi al mare o in montagna questa estate, autrici e autori importanti, e a volte, da recuperare:
Rimanendo in ambito sci-fi segnaliamo anche Vita e opere di Philip K. Dick secondo Emmanuel Carrère (leggi articolo).
…E tante altre idee ancora esplorando la nostra sezione Libri (accedi).
