“Una storia” è la storia di ognuno. Il bellissimo film di Anna Foglietta

Una storia di distanza emozionale nella vicinanza fisica.
Una storia sul timore di rivelarsi agli altri e di osservare se stessi.
Una storia di schemi e (auto)confinamenti; di routine come risposta più sicura agli stessi.
Una storia, “la” storia.

Erika e Mauro vivono una vita di provincia scandita da abitudini rassicuranti e piccoli gesti ordinari. Con il passare del tempo nel loro legame si insinua una frattura silenziosa e profonda e i due finiscono per non capirsi né riconoscersi più.

Messa di fronte alla distanza che li separa, la coppia è costretta a fermarsi e interrogarsi; la crisi diventa così l’occasione per comprendere se, e come, sia possibile trasformarsi per ritrovare la propria essenza.


L’ottima sceneggiatura (Anna Foglietta, Tania Pedroni, Matteo Ferri), nel suo incedere piano e lineare, ci presenta un puzzle di accumuli quotidiani: le emozioni, che pesano anche più delle azioni, si sedimentano e logorano la mente e l’anima dei protagonisti, coppia dell’oggi che non riesce a trovare uno sfogo nella condivisione e nella parola.

Il carico del presente di Erika e Mauro è dosato alla perfezione dalla sensibilità della scrittura e della mdp di Anna Foglietta: alla sua prima, eccellente, prova di regia coglie nelle inquadrature un meraviglioso equilibrio – sostenuto dalla livida e ruvida fotografia di Andrea Benjamin Manenti – tra la necessità di bilanciare l’avanzamento dell’intreccio e quella di esplicitare, con piccoli gesti o eventi, il tumulto emotivo del non detto.


In questo è aiutata da una splendida coppia di attori – Alba Rochwacher e Guido Caprino – che fanno parlare voce e volto (sguardo), riempiendo l’inquadratura di silenzi e attese e che manifestano intensamente, con fantastico realismo, il dramma che si alimenta pian piano. I due interpreti delineano il lento deragliamento di Erika e Mauro soffocandone le lacrime prima che  diventino manifestazione del disagio e grido d’aiuto. Gli occhi di Caprino e Rochwacher, incorniciati a una perfetta distanza dalla Foglietta, sono il tratteggio più limpido, toccante di una compiuta caratterizzazione umana e sociale.

Una storia racconta le assenze e i vuoti come momenti chiave dell’innesco: una figlia che conquista la sua autonomia lasciando un crepaccio nelle cose e tra le persone; un padre scorbutico che rinfaccia violentemente la propria frustrazione sul figlio; una madre che ha bisogno del continuo supporto organizzativo della figlia; due lavori faticosi, frustranti e pesantemente iterativi; il continuo senso di soffocamento dei pensieri nel confronto con un mondo esterno che sembra vivere una parallela serenità.

La Foglietta circoscrive spesso i due protagonisti con la mdp quasi a sottolinearne la distanza e l’ipocrisia difensiva rispetto a un contesto ripetitivo e riempitivo. La scena dello “strappo” familiare, quando durante un pranzo per il compleanno del padre emerge il magma di un figlio orfano, è impattante, ma lo split screen del primo (e unico) vero confronto tra Erika e Mauro è eccezionale, nella sua essenziale ruvidità: due sguardi, due tensioni, due anime distanti, eppure vicinissime, nella direzione delle proprie necessità e richieste.

Una storia è un film pulsante e lacerante, eppure mai artificioso o eccessivo, che apre a una chiusura sinceramente emozionante nella sua naturale semplicità.

 

Una storia

Regia: Anna Foglietta
Interpreti: Alba Rohrwacher, Guido Caprino, Elio De Capitani, Caterina Casini
Distribuzione: BIM Distribuzione
Durata: 107′