Ragusa Foto festival 2024. Attraverso il Tempo e lo Spazio

Il mondo corre, incessante. La frenesia quotidiana ci avvolge, lasciando poco spazio alla riflessione.

È in questo contesto che il dodicesimo Ragusa Foto Festival, che si svolgerà dal 30 agosto al 30 settembre 2024, ha lanciato un invito pressante: fermarsi.

Prendersi una pausa.

E farlo attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica.

Nel cuore barocco di Ibla, le immagini hanno offerto un rifugio, un luogo dove perdersi e ritrovarsi. Quindici esposizioni, sparse tra i palazzi e i giardini storici, hanno invitato il pubblico a un viaggio introspettivo, a una lente esplorazione della realtà che ci circonda. Tante le tematiche ripercorse attraverso l’obiettivo dei fotografi presenti.

Naturalmente come spesso accade non sempre è possibile identificare in maniera netta univoca il lavoro di un artista e in particolare alcuni lavori hanno interagito più di altri con il contesto siciliano. Le opere di Ferdinando Scianna e Marco Zanta ci invitano a riflettere sulla natura effimera del tempo.

Scianna, fotografo siciliano reso iconico dalle sue numerose collaborazioni tra letteratura e mondo della fotografia, a lungo si è interrogato nei suoi lavori sull’identità siciliana e sia relazionato col concetto di memoria.

Si è spesso definito un racconta storie e con le sue immagini di persone addormentate, si è  cimentato nel narrare quel momento sospeso tra veglia e sogno.

 

Zanta, invece, ci torna a parlare di tempo ma lo fa proiettandosi in un futuro distopico, dove il tempo sembra essersi fermato, invitandoci a riflettere sulle conseguenze delle nostre azioni.

È un tempo non sospeso ma in divenire quello che viene rappresentato nei fotogrammi di Zanta, un futuro incombente.

La mostra di Luca Campigotto ci conduce in un viaggio attraverso paesaggi onirici, dove la natura sembra dominare incontrastata. Le sue fotografie ci invitano a riconnetterci con il mondo naturale e a riflettere sul nostro impatto sull’ambiente.

 

Simona Ghizzoni ci invita a un viaggio introspettivo, esplorando la propria identità attraverso l’autoritratto.

Le sue opere sono un invito a confrontarci con problematiche legate all’identità e la memoria e ci invita a interfacciarsi con le nostre paure e le nostre fragilità.

Antonio Biasiucci, in dialogo con i lavori di Mimmo Paladino, con il suo progetto tombola ancora una volta ci parla di tempo Un tempo arcaico passato fatto di simbologie.

Il dialogo con i lavori di Mimmo Palladino sono lo strumento prescelto per tentare di farci riconnettere  con questa memoria arcaica, ci riporta alle nostre radici tutte mediterranee.

Il cinema e la realtà, l’immagine come doppio, copia o interpretazione del reale, questo binomio è al centro dei lavori di Angelo Raffaele Turetta che  ci svela i segreti del dietro le quinte del cinema, mostrandoci un mondo fatto di luci, ombre e magia.

Le sue fotografie ci invitano a riflettere sulla relazione tra realtà e finzione.

AppleMark

Il Festival di Ragusa è stato inoltre occasione sia di celebrazione delle bellezze della Sicilia sia di Ragusa attraverso sia l’allestimento delle mostre del festival, creando un dialogo tra arte e architettura,   sia attraverso i lavori stessi degli Artisti che hanno scelto all’interno i loro lavori di parlare proprio della Sicilia.

Il lavoro inedito di Mario Cresci, realizzato in residenza d’artista a giugno scorso qui a Ragusa, in mostra a Palazzo Garofalo, nel centro storico di Ragusa Superiore, è frutto della sua interazione con il territorio ibleo e con le preziose cartografie della Sicilia, testimonianza della lettura geopolitica dell’Isola tra il Cinquecento e l’Ottocento, raccolte nella prestigiosa Collezione della Fondazione ‘Cesare e Doris Zipelli’ della Banca Agricola Popolare di Ragusa.

La Sicilia è protagonista di altri due lavori inediti: “Sicilia”, il progetto appena realizzato, è di Loredana Nemes, artista rumena che vive a Berlino, sul legame tra gli alberi e l’uomo, voluto da Fondazione Sylva che si occupa di sviluppo locale attraverso la riforestazione e la creazione di progetti di sensibilizzazione sui temi ambientali.

E infine “Stadi di Sicilia”, lungo lavoro di Umberto Coa, fotografo documentarista, realizzato con il contributo del giornalista Massimiliano Macaluso, per documentare la realtà sociale e culturale dell’Isola attraverso la mappatura dei piccoli campi di calcio. Entrambe le mostre sono allestite a Palazzo Cosentini.

Valguarnera Caropepe (EN), Stadio Comunale, Valguarnerese-Gagliano 7-1.

Il festival ha dato spazio anche ai giovani talenti, attraverso il concorso YPIA. Le loro opere fresche e innovative hanno dimostrato che il futuro della fotografia è nelle mani di una nuova generazione di artisti.

Il Ragusa Foto Festival non è stato solo una mostra di fotografie. Seminari, workshop, letture portfolio e incontri con gli artisti hanno arricchito l’esperienza dei visitatori, offrendo un’opportunità unica per approfondire la conoscenza del linguaggio fotografico e per confrontarsi con i professionisti del settore.

L’edizione 2024 del Ragusa Foto Festival si è confermata un evento di grande successo, capace di attirare visitatori da tutta Italia e dall’estero. Un successo che è il frutto di un lavoro di squadra e di una passione condivisa per la fotografia.

In conclusione, il Ragusa Foto Festival è molto più di una semplice esposizione. È un’esperienza che tocca il cuore e la mente, un invito a riflettere sul nostro mondo e a riscoprire la bellezza delle piccole cose.

CONTATTI
Associazione Antiruggine APS
Via Ponchielli 25, 97100 Ragusa
info@ragusafotofestival.com
workshop@ragusafotofestival.com

INFO E ORARI
Apertura al pubblico dal 30 agosto al 30 settembre 2024

Orari
Palazzo Cosentini, San Vincenzo Ferreri, Palazzo Garofalo
Martedì–Domenica: 10:00–13:30/16:00–20:00
Lunedì chiuso

Palazzo La Rocca
Lunedì–Domenica: 9:00–19:00

BIGLIETTI

• INTERO: 10 €

• RIDOTTO: 8 € (Under 25, disabili, residenti del Comune di Ragusa)

• RIDOTTO SCUOLE: 4 € per studente compresa visita guidata, prenotazione a info@ragusafotofestival.com

• GRATUITO: Under 14