Gli ospedali militari di Napoli

Nel 1838  Salvatore De Renzi nella sua Topografia e Statistica Medica elenca le seguenti strutture sanitarie militari operanti nella capitale del  regno: “Dotti e sperimentati professori sanitari, ottimi regolamenti,  savi e zelanti  direttori, ed una disciplina severissima rendono questi stabilimenti degni della mugnificenza e della filantropia dell’ottimo nostro Sovrano

  • Ospedale della S.S. Trinità delle monache
  • Ospedale del S.S. Sacramento
  • Ospedale della Reale Armata di mare di Piedigrotta
  • (Dal 1839) Ospedale militare della Consolazione

Gli ospedali militari di Napoli – Ospedale della S.S. Trinità delle monache

Ospedali Militari di Napoli

L’imponente struttura sanitaria era situata in cima alla salita di “Magnocavallo” in un ex convento di suore francescane  che era stato costruito nel 1606. Incaricato della costruzione  con l’attigua  chiesa era stato   l’architetto Grimaldi.

Cosimo Fanzago invece progettò e realizzò lo  scalone  monumentale  e l’atrio. La struttura è espropriata nel marzo del 1806 durante il decennio francese e Gioacchino  Murat la  trasforma in ospedale militare nel 1808.

Sotto il Borbone, nel 1854 aveva 800 posti letto ed era il principale ospedale militare del regno. Ha continuato ad avere questa funzione anche dopo l’unità di Italia fino agli anni 80.

Il magnifico e storico edificio da allora è in un raccapricciante stato di abbandono nonostante si siano elaborati numerosi progetti per il suo recupero. Senza un intervento massiccio di risorse dello stato e di privati non credo che con  gli striminziti bilanci del comune, proprietario dell’ immobile, si possa mai risolvere il problema. A stento si riescono a mantenere aperti i giardini. Una piccola parte del mastodontico edificio  è affidata ad un commissariato di Polizia.

Ospedale del SS. Sacramento  (Ex convento Carmelitane)

Ospedali militari
Portale del “S.S. Sacramento di Santa Maria Maddalena dei pazzi” Chiesa annessa all’ospedale militare

Nella strada dell’infrascata sorgeva l’ex convento delle carmelitane fondato  nel 1646. il sito fu espropriato nel decennio francese e trasformato in ospedale militare. Conservato a tale funzione  anche dopo la restaurazione borbonica  nel 1854 aveva 400 posti letto. La struttura fu demolita nel 1927  e trasformata in civili abitazioni. Delle antiche “vestigie” si è salvata la chiesa e alcune  parti architettoniche  dell’antico  chiostro,  che sono state inglobate nel cortile del moderno palazzo.

 

Parte dell’antico chiostro del convento, poi ospedale militare, ora inglobato in un palazzo

Come già premesso l’ospedale fu ricavato in un antico convento di Carmelitane costruito  nel 1645,  il complesso in un primo momento si chiamò del S.S  Sacramento alla cui denominazione, nel 1673, su istanza di  Gaspar Roomer di Anversa uno dei maggiori benefattori delle monache, in onore della figlia che in quel convento  aveva preso  i voti,  venne aggiunta anche “Santa Maria Maddalena dei pazzi“.

Nel  1806 il convento fu soppresso e trasformato in ospedale militare. L’attigua chiesa fu trasformata prima in un fienile e poi in una stalla. Con il ritorno dei Borbone l’ospedale militare continuò la sua funzione. La chiesa fu ripristinata, su istanza degli abitanti dell’Infrascata che  supplicarono  il sovrano  di restaurala e  farla ritornare alla devozione popolare. Il sovrano acconsentì al ripristino purché del suo mantenimento e manutenzione se ne occupassero   il parroco dell’ Avvocata (uno dei quartieri di Napoli),  il direttore e i complementari dell’ospedale a proprie spese.

Real Ospedale dell’Armata di Mare di Piedigrotta

 

Stemma dell’ Armata di Mare di S.M. il Re del Regno delle Due Sicilie
Stemma dell’ Armata di Mare di S.M. il Re del Regno delle Due Sicilie

Nella strada di Piedigrotta  vi era l’ospedale centrale della real Marina borbonica. L’ospedale era situato  nel convento dei frati lateranensi contiguo alla chiesa di Piedigrotta e già operava prima della “fuga” di Ferdinando IV a Palermo.

Ingrandito  nel 1808 durante il periodo francese  fu ulteriormente ristrutturato con l’aggiunta di fonti termali  terapeutiche presenti in quella zona durante la restaurazione borbonica e poteva ospitare oltre  300 posti letto.

La facciata principale dell'ospedale di Piedigrotta
La facciata principale dell’ospedale

Nel 1867 la reale marina Italiana inserì  la struttura nella propria organizzazione sanitaria insieme a quella  dell’ospedale di Marina Sant’Anna a Venezia. In quella occasione fu requisita anche  la parte del convento che era ancora occupato dai monaci che comprendeva lo splendido chiostro.

Il chiostro, a pianta rettangolare, è opera di Tommaso Malvito ed è arricchito da entrambi i lati con colonnato e capitelli in marmo con gli stemmi aragonesi e delle famiglie nobili locali. L’ingresso principale
L’ospedale ha continuato a svolgere la sua funzione fino ad una decina di anni fa. Da allora è in un indecoroso stato di abbandono.

Ospedale militare della Consolazione

Ospedali militari di Napoli - Particolare facciata barocca della chiesa del convento
Particolare facciata barocca della chiesa del convento

L’ospedale militare era un ex monastero  di suore francescane nei pressi di porta San Gennaro situato  in via della Consolazione. Era stato fondato nel 1524 con l’annessa chiesa.

Durante il periodo francese, intorno al 1807, fu espropriato e ceduto agli incurabili che vi posero le suore riformate. Nel 1830 diviene ospedale per colerosi e dal 1839 ospedale militare con 100 posti letto. Dopo l’unità di Italia è prima trasformato in caserma di Pubblica Sicurezza  e poi adibito a civili abitazioni. Dell’antico convento sono rimaste solo poche testimonianze architettoniche  inglobate e murate nella divisione degli  appartamenti.

Resti di particolari architettonici del convento di Porta San Genanro
Resti di particolari architettonici del convento

Tutto il complesso versa  in un un imperdonabile degrado. Solo la chiesa è rimasta integra con la sua facciata barocca

Fonti Bibliografiche:

  • Nicolò Carletti “Topografia Universale della città di Napoli in Campagna felice” – Copia anastatica del  1776
  • Giuseppe Sigismondo : “descrizione della città di Napoli e i suoi borghi” – copia anastatica del 1788   Arnoldo Forni Editore  1989
  • Salvatore De Renzi: “Osservazioni sulla topografia medica del regno di Napoli” 1838
  • Erasmo Pistolesi: “Guida metodica di Napoli e i suoi contorni”- Copia anastatica  del 1845
  • Teresa Filangieri  Ravaschieri Fieschi: “Storia della carità Napoletana”- Morano 1879
  • Gennaro Aspreno Galante: “Guida Sacra alla Città di Napoli” – A cura di Nicola Spinosa – Società Editrice Napoletana 1985
  • Carlo Celano: “Notizie  del bello e dell’antico e del curioso della città di Napoli “curata da G.B.Chiarini – copia anastatica dell’ edizione del 1856- Ed, Dell’ anticaglia 2000
  • Autori vari : “Napoli Sacra  Guida alle Chiese della Città” – Elio De Rosa Editore 1996
  • Giuseppe Maria Galanti: “Nuova guida per Napoli e suoi contorni “- Copia anastatica del 1845 di Arnoldo Forni Editore 1990
  • Ida Maietta e Angelo Vanacore: “L’Annuziata (Chiesa e Santa Casa)” – Ed Eidos sas  1997
  • Candida Carrino: “Andar per Monasteri” –  Ed Intra Moenia- 2014
  • Vincenzo de Pasquale: “Quando i malati erano incurabili…”- Ed Stamperia del Valentino 2014
  • Antonio Emanuele Piedimonte: “Alchimia e medicina a Napoli”- Ed. Intra Moenia  2014

 

Foto: Dal archivio fotografico dell’ autore