
GO!2025, 24 giugno 2025 – Non appena le luci sono calate su Gorizia, il suono inconfondibile dei Massive Attack, pionieri del trip-hop, ha avvolto Piazzale della Casa Rossa.
L’annuncio del loro concerto in una città di confine così ricca di storia, un crocevia di culture, aveva creato un’onda di eccitazione che si estendeva ben oltre i confini regionali. Fan dall’Italia, dalla Slovenia, dall’Austria sono stati attratti non solo dalla leggenda del gruppo di Bristol, ma anche dall’unicità di un evento che prometteva di fondere la potenza della musica con l’eco di un luogo intriso di memoria; Gorizia e Nova Gorica, città divise da velleità umane e riunite in occasione della loro elezione condivisa a Capitale Europea della Cultura 2025, si sono preparate ad accogliere un sound che, per sua natura, trascende i limiti e unisce le anime. L’incontro tra l’avanguardia sonora e un pezzo di storia contemporanea: un’esperienza tanto viscerale quanto intellettuale.

Dopo alcuni dj set per alleggerire l’attesa, all’ora d’inizio prevista il pubblico ha impaziente rumoreggiava per chiamare la band: l’improvvisa oscurità, il boato della folla, il pulsare di basso che squarcia il silenzio, un ritmo ipnotico che sale: i Massive Attack salgono sul palco. Ecco le prime note, profonde e inquietanti, mentre sul grande ledwall alle loro spalle, quasi fosse un gigantesco schermo pc anni ’90, scorrono alcune notizie (lette da una voce metallica) che raccontano la corruzione dei nostri tempi.
L’impatto è immediato, fisico: il basso entra nelle ossa, le percussioni scandiscono il respiro e le proiezioni sul grande schermo sono un’estensione visiva della musica; frammenti di notizie, testi politici, immagini astratte – con riferimenti stretti all’attuale genocidio palestinese – si fondono e si dissolvono, creando un’esperienza multisensoriale che va oltre il semplice ascolto.
Ogni canzone un universo a sé, ma tutte connesse da quel filo di malinconia urbana, critica sociale e cruda bellezza. Risingson ha scosso la piazza con la sua intensità ritmica, mentre Inertia Creeps ha creato un’atmosfera quasi paranoica con i suoi beat spezzati e le sirene distorte. Le proiezioni, sempre più incisive (con uno studio illuminotecnico sbalorditivo e fatalmente ipnotico), hanno alternato messaggi su capitalismo, sorveglianza e disuguaglianze sociali trasformando il concerto in una sorta di manifesto sonoro e visivo. Non c’è stata molta interazione verbale con il pubblico, ma il linguaggio era quello universale della musica e delle immagini, che parlava direttamente alle viscere.

La maestria tecnica dei Massive Attack è evidente in ogni nota. Il suono impeccabile, potente ma pulito, ha permesso a ogni strato sonoro di emergere distintamente. Il mix tra l’elettronica più spinta, le linee di basso profondissime, la batteria complessa e gli inserti di chitarra o tastiere sono state un equilibrio perfetto, un’orchestra di suoni che ha costruito/decostruito costantemente l’atmosfera. Robert “3D” Del Naja e Grant “Daddy G” Marshall si muovono sul palco con una presenza magnetica, ma contenuta, lasciando che sia la musica a parlare. I vocalist di supporto – tra cui la magica voce eterea di Elizabeth Fraser – hanno aggiunto sfumature che hanno arricchito ulteriormente il sound, passando dal soul al rap, dal canto mistico, al grido liberatorio.
Al di là della pura esperienza sonora, il concerto dei Massive Attack a Gorizia è stato anche un potente statement politico e sociale. Le proiezioni non erano semplici sfondi, ma commentari affilati sulla realtà contemporanea: dati sull’inquinamento, frammenti di discorsi politici manipolati, immagini di zone di guerra. In una città che è stata simbolo di divisione e che oggi cerca un’unità transfrontaliera, il messaggio della band sulla necessità di superare le barriere – sia fisiche che mentali – ha risuonato con una forza particolare. Un promemoria che la musica può essere anche un veicolo per la consapevolezza critica, un catalizzatore per la riflessione, una chiamata all’azione, seppur silenziosa.
Con i loro beat i Massive Attack non hanno creato solo ritmi, ma pulsazioni di un’umanità complessa, che ha risuonato perfettamente con la storia e lo spirito di una città come Gorizia/Nova Gorica, ponte tra mondi, unita nel ricordo di una notte in cui il suono ha vibrato più forte di ogni confine. Un evento veramente significativo, organizzato perfettamente da Vigna PR e FVG Music Live, in collaborazione con PromoTurismoFVG, il GECT GO e il Comune di Gorizia.

Scaletta della serata:
In My Mind (Gigi D’Agostino cover)
Risingson
Girl I Love You
Black Milk
Take It There
Future Proof
Song to the Siren (Tim Buckley cover)
Inertia Creeps
ROckwrok (Ultravox cover)
Angel
Safe From Harm
Unfinished Sympathy
Levels (Avicii cover)
Teardrop
Group Four
In My Mind
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