Il progetto curato da Valentina de Giovanni che unisce letteratura, educazione e visione artistica
Nel panorama culturale contemporaneo, la connessione tra parola, arte ed educazione emotiva acquista un valore sempre più centrale. È in questo orizzonte che nasce La chiave dei sentimenti, il nuovo volume curato da Valentina de Giovanni e arricchito da un contributo speciale di Maurizio de Giovanni, pubblicato nella collana Polimeri di Homo Scrivens, la prima collana italiana interamente dedicata alla scrittura collettiva. Il libro raccoglie i contributi di ventitré autori italiani che, con sensibilità e stili differenti, esplorano il vasto universo delle emozioni attraverso racconti brevi, riflessioni e chiavi interpretative capaci di parlare a lettori di ogni età e formazione.
Gli autori coinvolti – tra cui Vincenza Alfano, Sara Bilotti, Barbara Perna, Martin Rua, Maria Rosaria Selo, Serena Venditto, Letizia Vicidomini – costruiscono un mosaico narrativo che restituisce il valore profondo e trasformativo della parola. I temi affrontati spaziano dall’amore alla solitudine, dalla bellezza alla ribellione, dal sogno alla giustizia, creando una mappa emotiva che invita il lettore a riflettere, a riconoscersi e a crescere.
Il volume contiene inoltre il “Lessico sentimentale” di Maurizio de Giovanni, un’intervista al presidente AMI Gian Ettore Gassani, e tre saggi dedicati all’educazione emotiva firmati da Anna Copertino, Fabrizio Manuel Sirignano e Stefania Tondo. Il coinvolgimento degli studenti dell’I.I.S. “Francesco Saverio Nitti” di Portici, che hanno curato un originale dizionario emotivo, dona all’opera una dimensione partecipativa che intreccia professionalità, nuove generazioni e visione pedagogica.
La chiave dei sentimenti rappresenta un laboratorio culturale in cui letteratura, psicologia, educazione e arte collaborano in modo armonico. Il risultato è un volume che diventa esperienza, uno spazio condiviso dove la narrazione diventa strumento di consapevolezza e dove le emozioni vengono restituite nella loro forma più autentica e universale.
Un volume che trasforma la lettura in un’esperienza artistica ed emotiva condivisa
La forza de La chiave dei sentimenti risiede nella sua capacità di unire mondi diversi – letterario, educativo, artistico – in un unico percorso narrativo capace di coinvolgere e trasformare. Ogni autore porta con sé un frammento di umanità, un tassello emotivo che, sommato agli altri, compone un affresco corale ricco di prospettive, sensibilità e linguaggi. La lettura diventa così un viaggio interiore, un’esperienza che non si limita alla semplice fruizione ma invita alla partecipazione attiva, alla riflessione e alla condivisione.
Il contributo di figure come Maurizio de Giovanni, con la sua capacità unica di raccontare sentimenti complessi attraverso un linguaggio immediato e vivo, e quello di Gian Ettore Gassani, che arricchisce l’opera di una visione giuridico-sociale sul mondo delle relazioni, dona al libro un valore interdisciplinare raro nel panorama editoriale. I saggi critici di Copertino, Sirignano e Tondo aggiungono spessore teorico, mentre il dizionario emotivo degli studenti rappresenta un ponte verso le nuove generazioni, dimostrando come la scrittura possa ancora essere uno strumento educativo essenziale.
La chiave dei sentimenti è anche un’opera che parla alla dimensione artistica: il linguaggio narrativo diventa forma, immagine, gesto emotivo. La copertina d’autore di Francesca Strino contribuisce a valorizzare l’opera come oggetto estetico oltre che contenutistico. Per un pubblico attento alla contaminazione tra arti visive, narrazione e pedagogia – come quello di Whipart –, il libro si presenta come un esempio virtuoso di prodotto culturale capace di collegare sensibilità, discipline e generazioni differenti.
In un’epoca in cui spesso manca il tempo per ascoltare, riconoscere e nominare le emozioni, questo volume rappresenta un invito rinnovato a ritrovare il linguaggio interiore e collettivo dei sentimenti. È un progetto editoriale che va oltre le pagine e si trasforma in una vera e propria esperienza artistica ed emotiva, confermando quanto la cultura possa ancora essere uno strumento di cura, apertura e trasformazione.
