La 66ª edizione del Festival di Majano inaugura con i capolavori di Ravel e Orff

Il 25 luglio 2026, l’Area Concerti di Majano (UD), grazie all’organizzazione di Azalea, ha ospitato l’evento di apertura della 66ª edizione del Festival una serata di particolare significato poiché dedicata alla commemorazione del 50° anniversario del terremoto del Friuli. Il programma ha visto l’accostamento di due opere fondamentali del Novecento: il Boléro di Maurice Ravel e i Carmina Burana di Carl Orff, eseguiti dalla Ensemble Symphony Orchestra sotto la direzione del M° Giacomo Loprieno.

La soprano Anna Delfino

La performance dell’Ensemble Symphony Orchestra ha confermato la versatilità che caratterizza questa compagine, capace di muoversi con rigore tra strutture sinfoniche classiche e linguaggi moderni. Nel Boléro, l’orchestra ha mantenuto con precisione il celebre ritmo ostinato del rullante, elemento che sorregge l’intera partitura per diciotto sequenze musicali. La direzione di Loprieno ha saputo gestire il crescendo graduale richiesto, valorizzando i timbri dei diversi settori, dai legni (ottavini, oboi e sassofoni) fino al maestoso finale orchestrale suonato a pieno volume e che si chiude in mi maggiore.

Nella seconda parte della serata, dedicata ai Carmina Burana, è emersa la solidità del maestoso coro presente. La cantata di Orff, basata su 24 poemi medievali, richiede una notevole escursione dinamica e precisione ritmica, specialmente in brani corali iconici come “O Fortuna” e “Fortune plango vulnera”. Il coro ha mostrato un’ottima resa, garantendo l’impatto sonoro necessario nei momenti più solenni e la flessibilità richiesta nelle sezioni più liriche; l’orchestra, arricchita da una nutrita sezione ritmica e dal pianoforte, ha restituito con chiarezza la complessa tessitura timbrica di entrambi i brani.

Di particolare rilievo è stata la performance della soprano solista Anna Delfino, impegnata in passaggi di estrema delicatezza e controllo tecnico, come nei brani “In trutina” e “Dulcissime”. La sua interpretazione ha offerto il necessario contrasto alle sezioni più ritmiche della cantata, integrandosi con equilibrio agli altri solisti (tenore e baritono) previsti dall’organico della partitura.

L’esecuzione ha messo in luce la maturità dell’Ensemble Symphony Orchestra, una realtà che vanta oltre 15 anni di attività e collaborazioni di livello internazionale. L’evento ha saputo coniugare il rigore esecutivo con il valore civile della commemorazione, offrendo al pubblico una lettura curata di due pietre miliari della musica sinfonico-corale.

Un piccolo estratto della serata qui.

Tutto il programma e le info del festival su

www.promajano.it