Il Rossetti, Trieste, 10 maggio 2025 – Riccardo Cocciante al Rossetti di Trieste: un successo annunciato, ma un risultato che è andato oltre le aspettative: il magnifico folletto venuto dal Vietnam, in completo bianco candido, ha incantato un teatro pieno in ogni ordine di posti, toccando momenti di intensità musicale e interpretativa che solo lui, con quella voce dal timbro e l’estensione unici, è capace di raggiungere.
Il titolo del nuovo tour che ha fatto tappa a Trieste, grazie alla perfetta organizzazione di Vigna PR – sempre più leader dei grandi eventi organizzati in Regione – e FVG Music Live, già dal semplice titolo Io… Riccardo Cocciante lascia intendere l’intento di un racconto scarno, pulito, diretto alla sostanza.

E di sostanza ce n’è se parliamo di uno dei massimi cantautori e compositori italiani, capace di trasformare la storia della musica leggera, lasciando la sua impronta indelebilmente impressa nel cuore di generazioni di appassionati e traccia nelle memorie di vita di tantissime persone.
Quello ascoltato è stato il racconto di una carriera che lascia stupefatti e che, alla prova del palco e del tempo, restituisce grande serenità umana e, malgrado un’età importante sulle spalle, una potenza artistica ancora intatta e trascinante che lega noi del pubblico in un disarmante abbraccio emotivo dal valore catartico.
Riccardo Cocciante è un maestro incantatore e sull’elegante palco è stato accompagnato da un gruppo di musicisti e coristi di valore che lo hanno sostenuto e accompagnato in un viaggio musicale multiforme e appagante, che ha voluto essere una piccola grande biografia in musica, scandita dagli impulsi umani e dalle svolte private dietro alle canzoni.

Conoscersi e capirsi, comunicarsi (a se stessi e al mondo) trovando una centratura in sé e nella propria dimensione, umana, sociale e geografica; è proprio partendo con le sonorità anni ’70 di Ora che io sono luce che ci siamo trovati a camminare anche nel nostro io, tra il dove eravamo e il come eravamo, quando quelle indimenticabili canzoni si sono scolpite nella nostra memoria. Alcune sorprese intime e poetiche, come la meravigliosa L’odore del pane pubblicata nell’album Anima del 1974, o inaspettatamente rock, come Jimi suona dedicata alla libertà, si sono alternate a grandissimi successi che non hanno lasciato tregua è scampo allo spettatore, scanditi solo da qualche breve, centrata riflessione che, insieme all’artista, hanno fatto entrare l’uomo, con la sua semplicità e ironia, sul palco e vicino a noi.
Due ore e mezza per una cavalcata emotiva senza appello – sulle indimenticabili note di A mano a mano, Se stiamo insieme (su cui il cielo stellato del teatro si è illuminato trascinando il coro di tutto il pubblico all’unisono, nda), Bella senz’anima, Margherita e le vigorose e profonde Il tempo delle cattedrali e I clandestini tratte dal musical Notre-Dame de Paris – scandita da quelle lacrime che fanno star bene, perché frutto di una carezza, e da momenti di grande energia positiva che hanno avvolto un teatro pronto a rispondere all’unisono sul ritornello di Questione di feeling divenuto un vero e proprio divertissement collettivo che ha fatto scendere la magia del teatro sul teatro.
Riccardo Cocciante, con la sua musica, è stato una vera e propria onda energetica, sotto la volta stellata del Rossetti e negli animi festanti dei presenti.


Prossime tappe del tour:
6 e 8 giugno 2025: Roma, Terme di Caracalla
12 luglio: Lucca, Piazza Napoleone
10 agosto: Taormina, Teatro Antico
22 settembre: Napoli, Piazza del Plebiscito





