ERT FVG, Teatro G. Modena, Palmanova (UD) – Giulia Fiume e Flavio Insinna sono i due mattatori che illuminano il palcoscenico della deliziosa commedia dolceamara di Nino Manfredi e Nino Marino.
“Gente di Facili costumi” è ambientato a fine anni ’80, nell’appartamento all’ultimo piano di un condominio ed è la storia di quella che inizialmente è una difficile convivenza tra la prostituta siciliana che ci abita e l’inquilino del piano di sotto, uomo di cultura e scrittore.
Gli improbabili orari della professionista e la sua congenita mancanza di tatto, scatenano la reazione del mite Ugo che si ritrova con la casa allargata e, suo malgrado, dopo un serrato confronto notturno, ad accettare di essere ospitato dalla ragazza.
Tra battibecchi, prese in giro e piccoli scontri sulle opposte abitudini, nasce un’amicizia sincera, che via via acquista una nuova grammatica e nuovi contorni.

La pièce è un brioso vortice di dialoghi, una serrata partita giocata sulla distanza tra i due protagonisti: un divario marcatissimo, di estrazione sociale, d’impronta culturale e di tratteggio umano.
Un incontro che per entrambi diventa un viaggio che consente di esplorare le proprie difficoltà, prendere in mano il proprio presente e trovare un’inattesa compagnia per il futuro. Un confronto che consente, con un cambiamento di punti di vista e di priorità, di ridisegnare obiettivi e tragitti che sembravano destinati all’imperitura e stanca ripetizione di sé stessi.
Invece, Ugo si manifesta, sul palcoscenico della sua vita (e nello spettacolo), proprio grazie all’esuberanza di Anna, mentre Anna ritrova un equilibrio proprio perché trova un punto fermo, stabile, di confronto e d’ascolto.

All’inizio i due non si capiscono, si proteggono e si schermano con i loro spazi e nell’attacco verbale. Anzi, provano a ad annullare la propria paura di mettersi in discussione criticando le peculiarità dell’altro; con il tempo, il dibattito e la convivenza imparano a sentirsi bene insieme e la lotta diventa un gioco in cui ritrovarsi nel calore dell’abbraccio umano.
Il tutto si svolge tra le bellissime scene di Luigi Ferrigno, ricche di spazi e profondità, che suggeriscono molto bene la presenza di ipotetici ambienti fuori scena (la camera da letto di Anna, l’ingresso con ascensore, il tetto, …). Predominano i colori, le forme, l’oggettistica vintage-kitsch che, mescolata a un’atmosfera di decadentismo bohémien, sfiora il pop pur mantenendosi ruvida e “calda”; molto affascinante la trasformazione del fondale in una giostra da luna park che lascia intendere il lieto fine del progetto di (nuova) vita in comune.

La colonna sonora sulla quale ruota tutto “Rumore” di Raffaella Carrà che, sparata a tutto volume, per Anna diventa l’anestetico di fine giornata. Geniale e di grandissima resa l’idea di Paolo Vivaldi nell’utilizzarla anche in modo extradiegetico, con arrangiamenti rallentati, per evocare alcuni dei momenti più intimi e malinconici dello spettacolo.
Se tutto funziona incredibilmente bene è merito sia del testo, oliatissimo, sia di un incredibile equilibrio tra ironia e profondità, commedia e dramma, sia della capacità dei due attori di integrarsi alla perfezione e restituire accelerazioni e decelerazioni ai loro alter ego con le più appropriate sfumature e una spontaneità che arriva carezzevole, ma potente. Giulia Fiume dà forma a un personaggio caricaturale con bellissima energia e una espressività fuori dal comune, mentre Flavio Insinna, con una recitazione naturalistica, sembra essere il suo personaggio, non interpretarlo.
“Gente di Facili costumi” è una fiaba d’amore su uno sfondo contemporaneo; è uno spettacolo che fa bene all’anima perché nutre lo spettatore con grande rispetto, mettendo in scena un prodotto pensato, scritto, confezionato con attenzione e grande professionalità e messo in scena con tanto amore per il racconto, la parola e il teatro.

GENTE DI FACILI COSTUMI
di Nino Marino e Nino Manfredi
con Flavio Insinna e Giulia Fiume
regia di Luca Manfredi
scene Luigi Ferrigno
costumi Giuseppina Maurizi
musiche Paolo Vivaldi
disegno luci Antonio Molinaro
durata: 130 min.





