Entrée sulla crisi climatica. Planet A: Survivors

La preoccupazione circa lo stato di salute del Pianeta, scenari distopici e post apocalittici, cartoline dal passato, tutto questo e non solo in Planet A: Survivors, la personale di Antonio Conte che apre presso la Fondazione Banco di Napoli la rassegna Entrée, a cura di Carla Viparelli.

Un assaggio della fine per cominciare

È innegabile: che ci piaccia o no, il Cambiamento Climatico continua ad allungare inesorabilmente la sua ombra nefasta sul nostro Pianeta e, di conseguenza, sulle nostre vite. Nella storia del Pianeta Terra, i cambiamenti climatici ci sono sempre stati, ma il riscaldamento climatico a cui assistiamo da circa 150 anni è anomalo perché innescato dall’uomo e dalle sue attività. Le attività umane influenzano sempre di più il clima e la temperatura della Terra: l’eccessivo utilizzo di combustibili fossili e l’abbattimento delle foreste pluviali, tutto questo aggiunge enormi quantità di gas serra a quelli presenti naturalmente nell’atmosfera, aumentando l’effetto serra e il riscaldamento globale. A provocare più danni è soprattutto il consumo di carbone, petrolio e gas, che rappresentano la maggior parte delle emissioni di gas serra.

Definire tutto questo con il termine Climate Change è corretto ma non rende abbastanza l’idea. Dobbiamo iniziare a parlare di crisi climatica perché il clima è sempre cambiato, ma non in maniera così repentina e non coinvolgendo delle infrastrutture rigide e complesse come sono le città e il sistema produttivo, ai quali i Paesi più industrializzati sono abituati.

Ed è proprio su queste note di cauto ottimismo che inizia la riflessione dell’artista Antonio Conte, la cui personale pittorica Planet A: Survivors inaugura la rassegna di arte contemporanea Entrée curata da Carla Viparelli, presso la Fondazione Banco di Napoli. La rassegna Entrée, realizzata in partnership con l’associazione Liberi Libri, prevede un ciclo di cinque mostre, allestite nell’arco di un anno, per proporre un “assaggio” della produzione di ciascun artista, fornendo così spunti e spuntini per ulteriori approfondimenti e aumentare la curiosità dello spettatore.

Planet A: Survivors
Antonio Conte Planet A: Survivors Ph. Marta Bonavolontà

Arte e salvaguardia del Pianeta

Se ad immortalare l’inquinamento già dai primi anni dell’Ottocento ci sono le tele di pittori come William Turner, inconsapevole autore di un racconto visivo che purtroppo continua ancora oggi, dove il livello di insalubrità dell’aria a seguito dell’Industrializzazione è dato dall’effetto “sporco ma bello”, non è certo una novità che arte e ambientalismo si siano spesso incrociati nel corso della storia. Un esempio su tutti, lo Sciamano dell’Arte Joseph Beuys, che ha improntato all’attivismo politico e ambientalista tutta la sua vita professionale e personale.

Il rapporto tra arte e ambientalismo ha recentemente assunto una nuova connotazione: complice le azioni del movimento ambientalista Ultima Generazione, le opere d’arte sono diventate oggetto passivo delle minacce di forte impatto che le azioni di protesta di questo gruppo portano all’attenzione pubblica. Rivolgere atti di vandalismo o presunto tale alle più importanti opere d’arte, a livello mondiale, per garantire visibilità alle rivendicazioni ambientaliste, è un approccio controverso ma che sicuramente sortisce l’effetto desiderato: denunciare la mancanza di attenzione verso la crisi climatica e soprattutto la mancanza di risposte adeguate a livello globale per il contenimento del rischio.

Il tempo passato, presente e futuro

«Planet A: Survivors, è la visione, in tele e colori, di ciò che sta accadendo e che verosimilmente accadrà, se la crisi climatica non viene affrontata subito» scrive Susanna Crispino nel testo critico che accompagna la mostra. I dipinti riprendono e sviluppano la tematica affrontata dall’artista in occasione della Giornata del Contemporaneo 2022, dedicata all’ecologia, e richiamano un noto slogan delle manifestazioni contro il Climate Change: There is no Planet B.

In occasione di Entrée, Conte ci accompagna in un suo personalissimo viaggio cromatico, alla scoperta di scenari possibili, fluttuando tra le acque disastrosamente innalzatesi a seguito del Global Warming: il monito è chiaro, cosa resterà della nostra civiltà se non le sue abusate vestigia consumiste?

Ecco spuntare dalle azzurre acque l’iconica scritta Ikea, oggetti e rimorsi galleggiano pigri, mentre tristi scatole Amazon portano alla deriva le illusioni di un finto benessere infrante dalla dura realtà della legge della Natura. E mentre si spera che la hit di un noto dj possa avere una miracolosa azione salvifica e ci protegga dalla heat estiva, ci apprestiamo a fare la fine delle rane bollite, nell’indifferenza generale.

Planet A: Survivors - Love Summer
Antonio Conte Planet A: Survivors Ph. Marta Bonavolontà

Chiude la mostra una sorta di memento mori, una cartolina dal passato ispirata allo scioglimento del ghiacciaio Thwaites, ribattezzato “Doomsday Glacie” (il ghiacciaio dell’Apocalisse) qui ritratto ancora nel suo massimo splendore, come la foto di un defunto su una lapide, anche in questo caso decorata ai lati da vivaci fiori.

Thwaites Memorial (I had a dream) – ph Marta Bonavolontà
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Insomma che la crisi climatica sia un argomento urgente e vitale è ormai di palmare evidenza, quali siano le soluzioni per sfuggire a questo destino di distruzione non è certo compito dell’Arte individuarle, tuttavia l’Arte, come ha sempre fatto, può promuovere un’attiva discussione sull’argomento. Del resto, sarebbe bene ricordare ai benpensanti che bollano come iconoclastiche le azioni di Ultima Generazione che la salvaguardia del patrimonio artistico è anzitutto assicurata da un buon livello di salute del nostro Pianeta, visto che non abbiamo un Planet B dove poter mettere al sicuro l’intero genere umano e le sue opere d’arte.

La mostra Planet A: Survivors, primo appuntamento della rassegna Entrée, è visitabile fino al 9 giugno 2023, presso la sede della Fondazione Banco Napoli, dal lunedì al venerdì secondo gli orari di apertura.

Planet A: Survivors
opere di Antonio Conte
Entrée
Rassegna a cura di Carla Viparelli
Testo critico: Susanna Crispino

Opening: Giovedi 27 aprile 2023 alle ore 18:00
Visitabile fino al 9 giugno 2023
Orari: dal Lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 17:00

Artist talk sabato 13 maggio h 11:30
Fondazione Banco di Napoli, Palazzo Ricca, Via Tribunali 213, Napoli – Sala d’ingresso al secondo piano, Sala Marrama

Info: Tel.: +39 081 449400 Fax: +39 081 450732 – https://www.facebook.com/fondazionebancodinapoli/