Daniele Silvestri e il suo tour Il Cantastorie Recidivo.

E’ un sabato piovoso quello del nove marzo 2024, un sabato tanto atteso, quanto desiderato, non un sabato qualunque ma il sabato per eccellenza, quel sabato che ci spinge ad affrontare le numerose allerte meteo che di questi tempi sembrano andare tanto di moda ma che non riescono ugualmente a fermare il nostro viaggio che parte da Napoli alla volta di Roma, precisamente all’Auditorium Parco della Musica, dove Daniele Silvestri porterà in scena un’altra delle trenta date del suo tour Il Cantastorie Recidivo.

Trent’anni di musica, trent’anni di parole, concerti, viaggi, emozioni, tutti raccontati su di un palco che ha il sapore del salotto di casa, con lampade a luci calde e soffuse, qualche poltrona qui e la’ e la sua immancabile e storica band che accoglie il pubblico prima ancora che lo stesso Daniele faccia il suo ingresso direttamente dalla platea. 

 

 

Raccontare trent’anni di carriera è quasi impossibile, cosi’ come lo è  raccontare tre ore di musica ed emozioni, tre ore in cui siamo diventati tutti un’unica grande famiglia che si riunisce nelle gelide e piovose serate invernali e, complici i video, le ospitate, i ricordi, si gode la bellezza di una vita che ha avuto inizio in una piccola stanza di una casa romana, dove un giovanissimo Daniele muoveva i suoi primi passi, pronto a raccontare il mondo visto coi suoi occhi, quegli stessi occhi che piano piano sono diventati anche i nostri.

Il Cantastorie Recidivo, il tour teatrale che celebra i trent’anni di carriera di Silvestri, non è  un semplice concerto, non è uno spettacolo, non è uno show, piuttosto è casa, è intimità, è quella magia unica che si crea ogni volta che il nostro Cantastorie, mette piede sul palco, imbraccia la chitarra, sorride al suo pubblico, quel pubblico che ormai è famiglia, e ci regala parti di sé, senza mai risparmiarsi.

L’emozione, prima ancora che il sipario si aprisse, era palpabile ed il fermento correva di minuto in minuto, forse ancor più dovuto dalla presenza in platea, di buona parte del fan club dei Capoccioni, I testardi, gruppo ufficiale dei Fan di Daniele Silvestri, che per l’occasione hanno distribuito in sala un cartoncino rosso, da sventolare durante il brano L’appello, dedicato al magistrato Paolo Borsellino e dei palloncini bianchi con accanto un foglio su cui campeggiava a caratteri cubitali la scritta STOP THE WAR, da sollevare alla fine del brano While the children play.

 

 

E’ questo che dovrebbe fare la musica, farci sentire tutti uniti e vicini, tutti parte di un solo mondo, senza differenza di razze e religioni, senza il bisogno di combatterci gli uni con gli altri, perché “Ogni figlio del mondo è il mio bambino, ogni storia è una curva nel mio destino, anche se distante, tanto distante da me, tanto distante non è ”. 

E mentre Silvestri canta le sue canzoni, la platea gli fa da coro, segue il tempo con le mani, ride delle sue battute e si commuove sulle note di brani come KuntaKinte, Il Mio Nemico, L’Uomo Col Megafono. 

E’ un susseguirsi di parole parlate e parole cantate, di pause forzate dovute ai piccoli imprevisti dei live, come gli ear monitor dello stesso Daniele che non ne volevano sapere di collaborare, o il maxi schermo che improvvisamente ha smesso di funzionare e ha costretto ad un rapido cambio di scaletta perché “Su questo pezzo proprio non può mancare il video” confessa Silvestri dal palco. 

È cosi, con la naturalezza, la semplicità e l’umiltà che da sempre lo contraddistingue, ha chiesto al suo pubblico di pazientare un po’, perché di imprevisti è piena la vita e perché strade diverse prima o poi ci porteranno comunque a destinazione, l’importante è godersi il viaggio. 

 

 

E dunque godiamocelo questo viaggio, un viaggio in cui il Silvestri intimista e profondo, si intreccia con il suo io ironico e geniale, mentre la band ci affascina muovendosi con leggerezza e magnificenza tra vari generi, un po’ rock, un po’ jazz, un po’ folk, il tutto condito da momenti di delicata malinconia. 

Ma ogni viaggio che si rispetti merita una piccola sosta, niente di eccessivamente lungo, il giusto tempo per riprendersi dalle emozioni travolgenti, il tempo di guardare negli occhi il tuo vicino di poltrona e ritrovare nei suoi occhi le tue stesse sensazioni, il tempo di riprendere un attimo fiato prima che il sipario si apra di nuovo e ci catapulti in un’atmosfera ancora diversa, in cui Daniele Silvestri veste i panni di conduttore di talk show, un progetto legato in tutto e per tutto a questo tour in cui il nostro Cantastorie porta sul palco con sé attori, musicisti, uomini e donne che hanno fatto parte del suo vissuto e insieme con loro ci regala momenti di vita inedita. 

E cosi’ che, in collaborazione con Fandango, nasce il primo podcast dal titolo “Le cose che abbiamo in comune” che, come stesso Daniele racconta, non è altro che “un momento “Talk” in cui incontro ogni sera un ospite diverso per chiacchierare in libertà, per svelare pezzi diversi del racconto collettivo e personale, e per sottoporre il pubblico in sala alla fascinazione di qualcosa di molto distante dalla logica prevedibile di un concerto. 

 

 

E imprevedibili sono anche gli ospiti che ogni sera saliranno sul palco, da Max Gazze’ a Fiorella Mannoia, da Niccolo’ Fabi a Sergio Cammariere e ancora Rocco Papaleo, Rodrigo D’Erasmo, Petra Magoni, trenta artisti per trenta date. Noi, quella sera del nove marzo, abbiamo avuto il privilegio di ascoltare scorci di vita passata tra il nostro Daniele e un grandissimo Valerio Mastrandrea. Trenta minuti di ricordi, con tanto di foto d’epoca proiettate sul maxi schermo a recuperare immagini di vite lontane, trenta minuti in cui abbiamo respirato ancor di più “aria di casa”, e abbiamo buttato un occhio su piccole vicissitudini che hanno legato i nostri, dagli esordi fino ad oggi.

E sull’uscita di scena del nostro ospite, partono le note di A bocca chiusa, mentre lo schermo proietta le immagini del video diretto dallo stesso Mastrandrea e interpretato dal compianto Renato Vicini, che ha portato avanti e, alla fine ha vinto, la battaglia per il riconoscimento della Lingua Italiana dei segni. 

 

 

Il Cantastorie Recidivo è un tour pieno di ricordi splendidi ma anche dolorosi, che toccano il cuore e l’anima, basti pensare alle foto di Paolo Borsellino o di Gino Strada, che hanno lasciato questo mondo troppo presto, e di certo non poteva mancare un omaggio al grande Gigi Proietti, a chiusura di questa magica serata, la cui foto campeggia alle spalle di un felicissimo, stanco ma soddisfatto, Daniele Silvestri che ci lascia sulle note di Testardo, brano scritto ispirandosi all’arte del grande attore, un attore che ha cambiato il suo modo di pensare al teatro e al palcoscenico. 

 

 

Per noi finisce cosi, con una stretta di mano sotto il palco e una luce negli occhi che ci resterà per giorni. Per Daniele Silvestri invece, c’ è ancora tanta strada da fare, tanti artisti da incontrare nelle prossime date del tour che si concluderà il 14 Aprile, tanta vita da raccontare al suo pubblico in pieno stile Silvestri, quello stile unico e inconfondibile che fa tanto casa, che azzera le distanze e che alleggerisce il cuore.