74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica – Suburbicon

Matt Damon

Approda in concorso l’America di George Clooney in Suburbicon, il suo sesto film da regista. Esteriormente solo un divertito thriller scritto dai fratelli Coen negli anni Ottanta, in realtà Suburbicon è una metafora piuttosto ponderosa sugli Stati Uniti di ieri e di oggi che prende spunto da Levittown, vero centro urbano creato in Pennsylvania dopo la Seconda Guerra Mondiale da William Levitt, destinato unicamente a persone di «razza caucasica». E proprio in un luogo analogo, chiamato però Suburbicon, troviamo nell’estate del 1959 l’impacciato Gardner Lodge (Matt Damon), un cinereo padre di famiglia che vive con la moglie paralizzata, Margaret (Julianne Moore), la sorella di lei (sempre Julianne Moore) e il figlio Nicky (Noah Jupe, una vera rivelazione).

Suburbicon è l’immagine perfetta di un sobborgo degli anni ’50, dove il meglio e il peggio dell’umanità si rispecchiano nelle azioni della gente comune. Un giorno però, a fianco della loro casa, si trasferiscono i Meyers, la prima famiglia afroamericana della città, la cui sola vista sconvolge la serenità dell’abitato. Non bastasse, poco dopo in casa Lodge fanno irruzione due balordi che minacciano Gardner e i suoi. Ma chi sono veramente? E cosa vogliono? E perché Gardner non sembra poi troppo interessato a collaborare con la polizia per la loro cattura? Dopo un’effrazione che si conclude con un omicidio, la famiglia Lodge è costretta a ricorrere al ricatto, alla vendetta e al tradimento per sopravvivere.

Julianne Moore e Matt Damon

Inevitabile, soprattutto davanti alle immagini dell’assalto alla casa dei malcapitati Meyers, ripensare alla Virginia, agli scontri di Charlottesville dello scorso agosto e a quella supremazia bianca che l’ambiguità di Donald Trump ha reso ancor più pericolosa. Perché Suburbicon si muove su due piani: da una parte filtra le surreali vicende familiari dei Lodge, dall’altra racconta la resistenza della comunità all’arrivo dei Meyers, circondati, barricati e tempestati giorno e notte dagli assembramenti dei loro vicini che battono tamburi e urlano improperi per cercare di farli andare via, in un’America che ancora deve eleggere Kennedy e che ha da poco varato il Civil Rights Act del 1957, ovvero la possibilità di estendere finalmente il diritto di voto anche ai cittadini afroamericani. Un film che parla di muri e minoranze che fanno da capro espiatorio.

Matt Damon as Gardner and Noah Jupe as Nicky in SUBURBICON, from Paramount Pictures and Black Bear Pictures.

Questa è la storia di persone imperfette e delle loro scelte sbagliate. Questa è Suburbicon: una città perfetta con tutta la gente che guarda nella direzione sbagliata. È la storia di un’epoca e di un luogo dai quali, purtroppo, non ci siamo mai veramente allontanati.

George Clooney – Suburbicon
Venezia 74

Usa / 104′
lingua Inglese
cast Matt Damon, Julianne Moore, Noah Jupe, Oscar Isaac
sceneggiatura Joel & Ethan Coen, George Clooney, Grant Heslov
fotografia Robert Elswit
montaggio Stephen Mirrione
scenografia James D. Bissell
costumi Jenny Eagan
musica Alexandre Desplat