Venezia 82 – Jay Kelly

Jay Kelly, in concorso alla 82.esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, il nuovo film del candidato all’Oscar Noah Baumbach, segue il famoso attore cinematografico Jay Kelly (George Clooney) nel suo viaggio alla scoperta di se stesso, in cui si confronta col proprio passato e presente, accompagnato dal suo devoto manager Ron (Adam Sandler).

 

Jay Kelly. (L-R) Billy Crudup as Timothy and George Clooney as Jay Kelly in Jay Kelly. Cr. Wilson Webb/Netflix © 2025.

Jay Kelly, scena di apertura. Un set cinematografico vertiginosamente immersivo, tempo presente. Con uno straordinario piano sequenza, un’attenta telecamera passa silenziosa tra le personalità multicolori della produzione e i meccanismi che girano all’interno della produzione cinematografica. L’atmosfera mutevole avvolge tutti, dai produttori ai manager, dai cameramen agli assistenti (e addirittura un cane ammaestrato pronto per il suo primo piano), annunciando vivacemente che tutti gli attori presenti vivono e respirano cinema.

Nel mezzo di questo caos ben orchestrato si erge Jay Kelly, la leggendaria (e fittizia) star del cinema alla testa dell’intricato, perspicace, e dolceamaro studio di personaggio di Noah Baumbach, mentre chiede se può ricominciare da capo per ottenere una ripresa migliore della precedente. Gli attori possono farlo mentre recitano una parte: avere un’altra possibilità di appianare le grinze della propria esecuzione per migliorare quanto è già sulla pellicola. Ma nella vita reale, quando si interpreta la parte più ostica di tutte, quella di se stessi? Quella è ben altra storia, ed è la vera domanda che sta al centro di Jay Kelly.

“Deve aver avuto un significato.”

Jay Kelly. (L-R) Greta Gerwig as Lois Sukenick and Adam Sandler as Ron Sukenick in Jay Kelly. Cr. Netflix © 2025.

Gary Cooper. Cary Grant. Robert De Niro. Jay Kelly. Le star del cinema cambiano sempre forma. Da una storia all’altra, sono i camaleonti dell’identità, con facce che rappresentano qualcosa di personale per milioni di persone. E nel mondo di oggi che non produce più divi planetari come prima, pochi idoli influenti brillano ancora della stessa luce abbagliante di George Clooney. In una delle performance più riflessive della propria carriera, Clooney recita il proprio clone immaginario con un meritato senso di saggezza e intuizione palpabilmente vissuta. Il suo delicato ritratto si intona tra i due personaggi di Jay: la sua vera personalità e la facciata della star cinematografica, i ruoli obbligatori ed estenuanti di un personaggio pubblico da cui Jay fu una volta messo in guardia da un sagace docente di recitazione. E dopo la perdita improvvisa del proprio mentore (Jim Broadbent), e un episodio spiacevole con un suo vecchio amico (Billy Crudup), Jay sembra essere ancor più gravato dall’ampio divario tra queste due identità, tra chi è veramente nel profondo, e la persona che proietta per il mondo esterno.

Jay Kelly. (L-R) George Clooney as Jay Kelly and Riley Keough as Jessica in Jay Kelly. Cr. Peter Mountain/Netflix © 2025.

 

Scritto a quattro mani da Baumbach e Emily Mortimer (nel suo debutto come sceneggiatrice) con attente prospettive sul mondo dello spettacolo e un senso dell’umorismo sofisticato su rimpianti con cui è facile immedesimarsi, Jay Kelly trova il suo eroe eponimo proprio a quel crocevia, portandolo in un viaggio alla scoperta di se stesso a fianco del proprio logoro entourage e un disarmante magnetismo hollywoodiano che non può non irradiare. È sempre stato bravo ad essere famoso, con una vita celebrata in film che hanno portato gioia e significato ad innumerevoli persone, che vedono frammenti delle proprie vite nel volto di Jay. Ma quando si tratta delle vite di chi gli è più vicino, Jay potrebbe aver causato più dolore di quanto intendesse. E se solo potesse ricominciare daccapo …

“Tutti i miei ricordi sono film.”

Jay Kelly racconta la storia di un uomo che ripensa alla sua vita e riflette sulle scelte, i sacrifici, i successi, gli errori commessi. Quando è troppo tardi per cambiare il corso della nostra vita? Jay Kelly è un attore e, proprio per questo, il tema del film è l’identità. Come recitiamo la nostra parte. Chi siamo come genitori, figli, amici, professionisti? Siamo buoni? Siamo cattivi? Qual è lo scarto tra chi abbiamo deciso di essere e chi potremmo effettivamente essere? Cosa rende speciale una vita? Jay Kelly parla di cosa vuol dire essere se stessi.

Jay Kelly. George Clooney as Jay Kelly in Jay Kelly. Cr. Peter Mountain/Netflix © 2025.

 

“Essere se stessi è una responsabilità pazzesca. È molto più facile essere qualcun altro, o addirittura nessuno.”

Sylvia Plath

Toccante e pieno d’umorismo, epico ed intimo, Jay Kelly si posiziona all’intersezione tra rimpianti della vita e glorie degne di nota verso il proprio posto delle fragole.

 

Jay Kelly. (Featured L-R) Laura Dern as Liz, George Clooney as Jay Kelly and Adam Sandler as Ron Sukenick in Jay Kelly. Cr. Peter Mountain/Netflix © 2025.

Jay Kelly

Venezia 82 Concorso

 

Regia:Noah Baumbach
Produzione:Heyday Films (David Heyman), Pascal Pictures (Amy Pascal), NBGG Pictures (Noah Baumbach)
Durata:132’
Lingua:Inglese
Paesi:USA, Regno Unito, Italia
Interpreti:George Clooney, Adam Sandler, Laura Dern, Billy Crudup, Riley Keough, Grace Edwards, Stacy Keach, Jim Broadbent, Patrick Wilson, Eve Hewson, Greta Gerwig, Alba Rohrwacher, Josh Hamilton, Lenny Henry, Emily Mortimer, Nicôle Lecky, Thaddea Graham, Isla Fisher
Sceneggiatura:Noah Baumbach, Emily Mortimer
Fotografia:Linus Sandgren
Montaggio:Valerio Bonelli, Rachel Durance
Scenografia:Mark Tildesley
Costumi:Jacqueline Durran
Musica:Nicholas Britell
Suono:Christopher Scarabosio

 

Jay Kelly. Director Noah Baumbach on the set of Jay Kelly. Cr. Peter Mountain/Netflix © 2025.
Jay Kelly. (L-R) George Clooney as Jay Kelly and director Noah Baumbach on the set of Jay Kelly. Cr. Peter Mountain/Netflix © 2025.