“Vizita” @ Lenghis Festival per GO!2025

Gorizia, Kulturni Dom – Le iniziative si dividono in due macro-categorie: quelle che si accendono in un abbacinante lampo, spegnendosi in modo altrettanto improvviso e lasciando un polveroso ricordo (magari imbellettando il cv di qualche amministrazione) e quelle che, soppesate, ragionare, radicate da un senso di necessarietà e urgenza, diventano testimonianza sensibile di un Progetto.

In questo senso, il neonato festival “Lenghis”, sviluppatosi all’interno dell’oceano di GO!2025, è senza ombra di dubbio uno degli esempi più interessanti, vitali, necessari dell’intera proposta: un’idea di reale e indispensabile attenzione alle diverse sensibilità culturali che esaltano la ricchezza di questo territorio e di genti che, nate in determinate circostanze temporali e/o all’interno di confini geografici, possono confrontarsi, parlarsi, capirsi, apprezzarsi anche attraverso il valore artistico e metaforico del teatro.

L’ultimo appuntamento del cartellone di questa prima edizione è stato il pluripremiato spettacolo “Vizita” di Davide Iodice: una rappresentazione – in lingua albanese con sopratitoli – di grande impatto sull’essenza umana e sulla sua incapacità di accogliere, capire, crescere.

Un giorno, un angelo viene fortuitamente ferito e fatto cadere dal cielo da uno sparo; impossibilitato a rientrare nei ranghi celesti, accede nei meccanismi sociali consolidati di una piccola comunità cristiana, dando vita inizialmente a un tentativo di accoglimento e, successivamente, a un percorso di emarginazione e rifiuto.

Ogni personaggio è molto ben delineato negli schemi sociali di appartenenza, che rivelano la circolarità secolare di un pensiero che ci rende solidi, riconoscibili nella nostra identità personale e comunitaria, ma che ci condanna, allo stesso tempo e inconsapevolmente, a diventare vittime di noi stessi attraverso azioni che si auto(de)generano e si svuotano di significato.

L’Angelo, elemento di imprevedibilità e poesia, inizialmente capace di incantare, ma impossibile da inserire negli ingranaggi collettivi, è colpevole, a sua insaputa, di incrinare le consolatorie consapevolezze delle persone (la crisi morale del parroco; la scienza incapace del medico; l’”angelica” figura della ragazza; …); per questo, malgrado vari tentativi di forzarlo in ruoli prestabiliti e violarne la libertà, verrà rigettato. Il rito è, in questo mondo, più importante del reale, del vero, del presente.

Vizita è uno spettacolo che crea suspense emotiva attraverso una drammaturgia poetica e struggente, ma assolutamente “vera”, pulsante, dolorosa, immanente. La scrittura teatrale di Iodice sa riempire/svuotare lo spazio tra rappresentazione e suggestione, maneggiando con estrema attenzione e sensibilità lo spazio musicale e visivo per creare una fiaba tragica, magica, ma assolutamente umana e riconoscibile. Di un’umanità che inneggia a un Dio letterario, senza saperne distinguere le manifestazioni quotidiane, senza avere la sensibilità di diffonderne gli insegnamenti, rimanendo schiacciata nella costante attesa di quello che potrebbe esserci già, lì accanto. È così che, mentre il miracolo si sostanzia attraverso l’energia vitale dell’inatteso, si cerca conforto attraverso la tradizione, attraverso una messa, attraverso l’annullamento del bello, rimanendo schiacciati nell’ombra, mentre, chi sa?, l’angelo rinnegato, forse ha ritrovato la strada di casa.

Vizita

da: La Visita Meravigliosa di H.G.Wells

testo: Fabio Pisano

traduzione: Zija Vuka

adattamento, spazio scenico, costumi e regia: Davide Iodice

musiche originali: Lino Cannavacciuolo

luci: Loic Hamelin

elementi scenici: Divni Gushta

aiuto regia: Jozef Shiroka

con: Nikolin Ferketa – il matto, Raimonda Markja – la madre/narratrice/il paese, Pjerin Vlashi – il prete, Fritz Selmani – angelo, Rita Gjeka Kacarosi – la governante/narratrice/il paese, Julinda Emiri – Delia/narratrice/il paese, Jozef Shiroka- il medico/il paese, Merita Smaja – la signora/il paese, Alexander Prenga – il militare/narratore/il paese, Vladimir Doda – il contadino/il signor Gotch/il paese

produzione: Teatro MigjieniSardegna Teatro

con il supporto dell’ Istituto Italiano di Cultura di Tirana