Viva Tondelli, viva gli anni ottanta, viva l’Emilia

Viva Tondelli, uno scrittore delle nostre parti è il titolo di un documentario che in sessanta minuti circa, attraverso contributi vari, vuole aggiungere qualcosa a quanto già s’è detto in questi anni sulla figura di Pier Vittorio Tondelli. Tondelli, scrittore, autore di cinque libri imprescindibili tra gli anni 80 e 90 (Altri libertini, Pao Pao, Camere separate, Rimini, Un weekend postmoderno), oramai considerati da molta critica cinque pietre miliari della nostra (e non solo) letteratura contemporanea.
Tondelli ha scritto tanto anche in campo musicale e sui fenomeni di costume che interessavano la gioventù di quegli anni. Grave perdita la sua prematura scomparsa e anche per questo per tanti è rimasto lo “scrittore giovane” per eccellenza. Va anche ricordato – e il film mette in luce tale aspetto – che alla promozione di una nuova letteratura (“giovane” o, come si diceva allora, “cannibale”), cioè l’espressione migliore e “dal basso” di un sottobosco di aspiranti scrittori tra i venti e trent’anni, ebbene a questa Tondelli si dedicò, finché poté, con qualche interessante risultato.

Uno scrittore delle nostre parti, tra la provincia padana e l’Europa

Queste “nostre parti”, l’“Emilia paranoica”, gli anni ottanta ruggenti, fatti di sogni dorati di libertà e nottate insane. Tutto questo Tondelli ha saputo renderlo alla grande nelle sue pagine, tra l’euforia per un nuovo avventuroso viaggio e la malinconia delle pianure nebbiose intorno a Correggio, la sua città. Ma si sbaglia chi pensa che il successo e la bellezza di questi racconti di vita sia collegabile unicamente a quell’epoca lì. A far da ponte tra ieri e oggi cinque voci di Viva Tondelli, corregionali che l’hanno conosciuto e amato, tra i quali Massimo Zamboni dei CCCP ed Enrico Brizzi. Quest’ultimo, a riprova di quanto detto, ricorda le sue primissime prove letterarie che emersero grazie a iniziative come “Progetto under 25”, curato da Tondelli e Massimo Canalini per la casa editrice Transeuropa. Infine, ci sono contributi di Luciano Ligabue, le letture di Vinicio Capossela, e la testimonianza del fratello medico di Pier Vittorio. Viene così alla luce chiaramente una figura che si proietta oltre la sua generazione; una specie di “maestro” che ha cercato a suo modo di abbattere i muri, che in questa ricerca cadde, vittima delle insidie che ogni momento storico ti mette sul cammino.

Una produzione Documentaristi Emilia Romagna

Regionalismo a parte, siamo di fronte al risultato produttivo di una sinergia positiva tra istituzioni (D.E-R) e forze fresche della cultura. Prima della visione presso i Cinema Modernissimo, il giovane regista e fotografo Michael Petrolini ricorda come si possa ancora portare alla luce momenti e reperti visivi nuovi, e fornire ulteriore contributo alla conoscenza, soprattutto presso un pubblico di ragazzi, di Pier Vittorio Tondelli. (Vedi, ad esempio, i memorabilia di famiglia e lo sgranato filmato di una vecchia intervista a una TV locale).
Occhio quindi alle programmazioni nelle sale grandi e piccole delle vostre città perché questo doc è in tour.

Ecco qui una anteprima su Lepida TV.

(Nell’immagine in evidenza, serata di presentazione di Viva Tondelli, uno scrittore delle nostre parti, presso Cinema Modernissimo Bologna)