Venezia 82 – The Smashing Machine

The Smashing Machine è il nuovo film scritto e diretto da Benny Safdie (già autore di Uncut Gems e Good Time) presentato in concorso alla 82.esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.

The Smashing Machine racconta la storia vera di Mark Kerr, leggendario pioniere dell’UFC, in un racconto che fonde l’adrenalina della biografia sportiva con l’intensità emotiva di un dramma ad alto impatto. Un viaggio travolgente all’alba di una nuova era delle arti marziali miste, seguendo l’uomo considerato il più forte combattente che lo sport avesse mai visto, dai vertici della celebrità fino all’abisso — e ritorno.

Con The Smashing Machine, Benny Safdie firma il suo progetto più ambizioso e maturo: un biopic ad alta intensità emotiva, che esplora il lato più crudo e vulnerabile della leggenda dell’UFC Mark Kerr, interpretato da un sorprendentemente intenso Dwayne Johnson. Lontano dai suoi soliti ruoli muscolari e ironici, Johnson offre qui una performance sofferta e autentica, calandosi nei panni di un campione diviso tra la gloria sportiva e un abisso personale fatto di dipendenza, dolore e relazioni esplosive.

Il film si muove con abilità tra generi: è un racconto sportivo immersivo e realistico — con sequenze di combattimento mozzafiato e rese con un rigore quasi documentaristico — ma è anche, e soprattutto, un dramma umano che parla di fragilità mascherata da forza, e dell’inesorabile prezzo della fama. Accanto a Johnson, una Emily Blunt magistrale dà vita a Dawn Staples-Kerr, moglie e compagna di lotta, in una relazione che Safdie mette in scena come una guerra parallela all’interno delle mura domestiche: violenta, passionale, indomabile. Le loro discussioni sembrano round da cinque minuti, tra provocazioni, colpi bassi e dichiarazioni d’amore che bruciano come pugni.

Safdie ricostruisce con grande attenzione gli anni ’90 del mondo dell’MMA, portando lo spettatore dai tornei semisconosciuti del Sud degli Stati Uniti agli spettacolari eventi giapponesi della Pride Fighting Championship. L’ambientazione è ricca di atmosfera e di dettagli d’epoca, mentre la narrazione si nutre del documentario The Smashing Machine del 2002, arricchito da testimonianze di vere leggende delle arti marziali miste.

Ma quello che rende il film davvero memorabile è il modo in cui scava nell’animo del protagonista, restituendoci un uomo dilaniato tra il dovere di essere invincibile e il bisogno disperato di essere salvato. La storia di Kerr non è quella classica dell’ascesa e caduta dell’eroe sportivo: è la cronaca di una resistenza quotidiana, di un uomo che cerca di rimanere in piedi mentre tutto intorno a lui crolla. Come ricorda la celebre frase di Mike Tyson: “Tutti hanno un piano finché non prendono un pugno in faccia.”

Ma The Smashing Machine è anche, sorprendentemente, una storia d’amore. Un legame fuori dagli schemi tra due personalità fortissime, Kerr e Staples-Kerr, la cui passione sfocia spesso in scontri tanto verbali quanto emotivi. Safdie filma le loro tensioni come se fossero incontri di MMA: con finte, colpi bassi, strategie e provocazioni. Eppure, contro ogni previsione, l’amore tra i due resiste. In un mondo dominato dalla competizione e dalla violenza, l’unica certezza rimasta è il legame che li unisce.

Il cast di contorno, composto in gran parte da veri combattenti al loro debutto cinematografico — tra cui Oleksandr Usyk, Ryan Bader (nei panni del mentore Mark Coleman), Satoshi Ishii, e altri — aggiunge autenticità e fisicità alle scene sul ring, contribuendo a rendere The Smashing Machine un’esperienza brutale ma profondamente umana.

In definitiva, Safdie realizza un film che trascende il genere sportivo: è un racconto di amore e distruzione, un’odissea personale fatta di dolore, passione e redenzione. Un’opera intensa, sporca, viva — e forse il miglior ruolo di sempre per Dwayne Johnson.

The Smashing Machine

Venezia 82 Concorso

Regia:Benny Safdie
Produzione:Out for the Count Productions, Seven Bucks Productions, Magnetic Fields Entertainment
Durata:123’
Lingua:Inglese
Paesi:USA
Interpreti:Dwayne Johnson, Emily Blunt
Sceneggiatura:Benny Safdie
Fotografia:Maceo Bishop
Montaggio:Benny Safdie
Scenografia:James Chinlund
Costumi:Heidi Bivens
Musica:Nala Sinephro