Venezia 75 – A star is born: Lady Gaga

Sarà la musica country ad accompagnare la storia d’amore tra Jackson (Cooper) e Ally (Lady Gaga) nel terzo remake del classico A Star is Born, protagoniste nel tempo Janet Gaynor, Judy Garland e Barbra Streisand. Tra i titoli di maggior richiamo di questa 75esima edizione, A Star is Born, presentato Fuori Concorso, segna il debutto dietro la macchina da presa di Bradley Cooper e di Lady Gaga nelle vesti insolitamente semplici di attrice protagonista.

In questa nuova lettura dell’iconica storia d’amore, Bradley Cooper debutta alla regia raffigurando il maturo musicista Jackson Maine che scopre e si innamora di Ally, una fallita cameriera a tempo pieno che sogna di essere un’artista, in difficoltà, cantando nei locali di drag queen, interpretata da Lady Gaga. Per caso in un bar Jackson incontra Ally, che ha uno straordinario talento naturale ma non è mai diventata famosa, perché non abbastanza avvenente per i canoni dello showbiz. Tra i due nasce l’amore e lui decide di aiutarla a diventare una stella, ma la coppia comincia a scricchiolare quando la carriera di lei finalmente decolla, mentre quella di lui va dissolvendosi.

Mi dicono tutti la stessa cosa, amano la mia voce ma non il mio aspetto”, racconta lei a Jackson. Una considerazione che Lady Gaga potrebbe fare anche su se stessa, con la differenza che lei ha scavalcato il cliché a piè pari sposando l’arte del travestimento, della performance e dell’affermazione orgogliosa di ogni diversità: “Non sono mai rientrata negli standard richiesti dal mondo dello spettacolo, all’inizio tutti mi hanno chiesto di rifarmi il naso, di rifare questo e quello. Ma essere fuori dal canone non mi dispiace, anzi”.

La sorpresa è proprio che nel film la vediamo tutta al naturale, lineamenti marcati e il naso importante liberi dal make-up, ancora una volta contro ogni body shaming.

Ally ha abbandonato il sogno di diventare una cantante di successo finché non incontra Jack, che riconosce immediatamente il suo talento naturale. Questo racconto intimo ci conduce in un viaggio nella bellezza e nelle difficoltà di un rapporto che fatica a sopravvivere. Tutto si riduce a questa impossibile storia d’amore. Non si può controllare ciò che ci commuove e il regista ha sempre voluto narrare una storia d’amore.

La musica è il mezzo di comunicazione più puro per cantare l’amore. Quindi Cooper, a un certo punto, ha dovuto fare un salto dall’altro lato della macchina da presa. “Mi ha sempre interessato il processo di realizzazione di un film. – ha dichiarato – Sono stato fortunato ad aver lavorato con registi che mi hanno lasciato osservare come operano. Per questo progetto mi sono potuto permettere il lusso del tempo, un fattore che si è dimostrato fondamentale. Mi sono preso il tempo di scrivere, di lavorare con la musica e alla sceneggiatura, di fare le prove per tre anni. Sono sempre stato appassionato di musica. Aver potuto raccontare questa storia proprio attraverso la musica è un sogno diventato realtà.

L’attore ha lavorato a lungo sulla sua voce: come richiesto da Lady Gaga, tutte le musiche e le canzoni del film sono originali ed eseguite live, a partire dal brano The Shallow che la cantante ha scritto con Mark Ronson.

Vuole la leggenda che al primo provino per A Star Is Born, durato otto ore, Bradley Cooper abbia impugnato una spugnetta e abbia detto a Lady Gaga: “Togliti tutto il trucco, ti voglio naturale”. E lei, ovvero Stefani Angelina Germanotta, la star trasformista che ha più rivoluzionato l’immaginario del pop negli ultimi dieci anni, ha obbedito, capendo subito che spogliarsi della maschera sarebbe stata forse la più significativa delle sue performance.

C’è un motivo in più per guardare con interesse al terzo rifacimento firmato Bradley Cooper con Lady Gaga (dopo quelli dello stesso Cukor con Judy Garland del ‘54 e di Frank Pierson con Barbra Streisand e Kris Kristofferson del ‘76) del classico È nata una stella. Perché quel titolo è diventato un luogo comune? Banalmente perché glorifica, con la pietà dei melodrammi, la guerra dei sessi sotto le luci della ribalta: lei è bruttina, anche solo un po’ anonima (dipende dalle versioni), comunque fuori canone, e incontra lui, il consueto attore/cantante di enorme popolarità che ha perso la strada tra alcol e droga. Lui la ama, si scopre Pigmalione, si pente subito dopo e con una certa generosità, quando lei diventa famosa più di lui, prima la mena e poi si suicida per lasciarle la scena. E per averla vinta almeno nel finale. Ecco come il cinema popolare, quello grande, sa raccontare il vero. Cosa diventerà tutto questo in mano a Lady Gaga, eroina di diversità, sofferenza e travestimento: sarà l’ombra di Barbra Streisand? Nascerà una stella? Il suo fisico outsider ci racconterà un’altra storia, che è poi sempre la stessa?

Regia: Bradley Cooper

Produzione: Warner Bros, Live Nation Productions, Metro Goldwin Mayer Pictures, Bill Gerber, Jon Peters, Bradley Cooper, Todd Philips, Lynette Howell Taylor

Durata: 135’

Lingua: inglese

Paesi: Usa

Interpreti: Lady Gaga, Bradley Cooper, Sam Elliott, Andrew Dice Clay, Dave Chappelle

Sceneggiatura: Eric Roth, Bradley Cooper

Fotografia: Matthew Libatique

Montaggio: Jay Cassidy

Scenografia: Karen Murphy

Costumi: Erin Benach

Musica: Julia Michels e Julianne Jordan, Bradley Cooper

Suono: Alan Robert Murray

Effetti speciali: Larz Anderson

Note: dalla sceneggiatura “A star is born” di Moss Hart