Palazzo Ricca, scrigno di tesori e memorie, si apre al mare: non il mare che bagna il golfo partenopeo, ma quello racchiuso negli scatti della collezione di Rita e Riccardo Marone, protagonisti della mostra Un mare di storie, inaugurata giorno 10 dicembre nelle sale dell’Archivio Storico della Fondazione Banco di Napoli.

Oltre cento fotografie, selezionate dalle curatrici Angela Madesani e Carla Viparelli, ci conducono in un viaggio affascinante attraverso le diverse sfaccettature del mare, riflesso della passione collezionistica dei Marone e, al contempo, specchio della storia della fotografia.

Già in precedenza questa selezione a tema marino della Collezione Marone era stata ospitata dal Comune di Senigallia, con un numero minore di foto. Questa napoletana, come la precedente marchigiana, è una mostra con una doppia valenza
Come scrive Angela Madesani nel catalogo della mostra, Un mare di storie ci offre una doppia chiave di lettura: da un lato, l’amore per l’arte e la ricerca del bello, dall’altro, l’evoluzione del linguaggio fotografico, catturato attraverso gli obiettivi di autori noti e meno noti.
«Infatti, un’attenzione particolare è dedicata ai cosiddetti “minori” – spiega Madesani – che rivelano una gestione del linguaggio fotografico tutt’altro che “minore” e che hanno avuto la sfortuna, per motivi diversi, di essere poco ricordati».

Ma la mostra non si ferma a Palazzo Ricca: le sue onde si propagano fino alla Soprintendenza Archivistica di Palazzo Carafa e alla Biblioteca Universitaria, creando un ideale “Miglio della Memoria” che unisce alcuni dei luoghi simbolo della cultura napoletana.
Un percorso che, come sottolineano Orazio Abbamonte, Gabriele Capone e Silvia Iovane nel catalogo, “raccoglie, nello spazio di appena un miglio, un patrimonio di oltre due milioni di libri e centoventi chilometri di documentazione archivistica“.

Per navigare in questo mare di immagini, ci siamo affidati alla guida di Carla Viparelli, curatrice della mostra e artista eclettica.
«Un’onda di immagini e di luce lambisce gli antichi volumi – scrive Viparelli – snodandosi lungo i cento metri di perimetro nelle cinque sale al terzo piano senza soluzione di continuità, come un rollino fotografico allo stesso tempo contenitore e contenuto di infinite storie».
Il suo racconto, intriso di passione ci ha svelato i segreti di un allestimento pensato come un’opera d’arte a sé stante, in cui le fotografie dialogano tra loro in un flusso libero e poetico.
“La fotografia è un atto di cattura, un tentativo di fermare il tempo, come Achille che insegue la tartaruga“, ci spiega Carla con un sorriso, citando il celebre paradosso di Zenone. “Ma è anche un atto di responsabilità, perché quando scegli di ritagliare un’immagine dalla realtà, le dai una nuova vita, la interpreti e la fai tua“.
Tra le opere che l’hanno colpita di più, Carla cita La mia fidanzata saluta la bandiera di Ettore Sottsass jr, un’immagine ironica e al tempo stesso ricca di pathos, in cui la bandiera, con il suo panneggio elegante, diventa protagonista assoluta.

L’esperienza di Carla nel mondo dell’arte contemporanea, il suo dialogo costante con artisti come Bill Beckley e John Baldessari, hanno influenzato profondamente il suo approccio alla fotografia e alla curatela. “Questa mostra è stata un’occasione per approfondire la mia conoscenza di autori straordinari, noti e meno noti proprio perché questa collezione si compone non soltanto di nomi di Big“, ci confida. “Ho scoperto un mondo di immagini e di storie che mi ha arricchito enormemente“.
Ma cosa rende speciale la collezione Marone? “La passione e la libertà“, risponde Carla senza esitazioni. “Rita e Riccardo hanno seguito il loro gusto, senza lasciarsi condizionare dalle mode o dal mercato. Hanno creato una collezione che riflette la loro personalità e il loro amore per l’arte“.
E proprio come un’artista, Carla ha affrontato l’allestimento della mostra con un approccio intuitivo e poetico. “Non credo nelle narrazioni lineari“, ci spiega. “Ho preferito lasciarmi guidare dall’istinto, creando un percorso in cui le immagini dialogano tra loro a livello subconscio, come in una poesia“.
Un mare di storie è un’esperienza immersiva, un invito a perdersi nella bellezza delle immagini e a lasciarsi trasportare dalle emozioni. Un percorso che, come ha detto la stessa Carla, “ci cattura nella sua rete“.
E per chi vuole approfondire la conoscenza della collezione Marone, c’è il catalogo dito da Nomos, ricco di approfondimenti e di immagini suggestive.
Con questa mostra, Napoli si conferma città d’arte e di cultura, un luogo dove la passione per la bellezza si rinnova continuamente, offrendo al pubblico esperienze uniche e indimenticabili.
La mostra sarà aperta fino al 10 gennaio con i seguenti orari:
Fondazione Banco di Napoli: lunedì-venerdì dalle 10 alle 18; sabato e domenica dalle 10 alle 14 (ultimo ingresso 40 minuti prima della chiusura). Ingresso Gratuito.
Orari sedi distaccate:
– Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania
lun-ven h 9:30-13:30 (ultimo ingresso 15 minuti prima della chiusura)
– Biblioteca Universitaria di Napoli (BUN)
lunedì, mercoledì, venerdì h. 8:30-15:00 ; martedì e giovedì h. 8:30-18:15 (ultimo ingresso 40 minuti prima della chiusura)
Informazioni sul sito del ministero della cultura






