Trent’anni di Artecinema

il poeta è lo strumento di forze misteriose che lo abitano

 

Avere trent’anni e non sentirli per niente o meglio ancora avere trent’anni e la consapevolezza di essere cresciuti bene. Una vita intera, trent’anni e la certezza di averne almeno altrettanti davanti, guardandosi indietro scoprendo il mondo che abbiamo lasciato e quello che abbiamo invece costruito.

Sapere che da trent’anni Artecinema, il festival internazionale di film sull’arte contemporanea, è un appuntamento imprescindibile per Napoli e i napoletani che si incontrano tutto il giorno per tre giorni al teatro Augusteo per ammirare dei film sull’arte e sugli artisti, da non confondere con l’idea che si aveva prima, prima che Laura Trisorio portasse avanti questo suo progetto visionario, progetto che forse nemmeno veniva capito da tutti. Un nuovo modo di guardare l’arte e gli artisti, la loro vita, la poetica. Non documentari ma film per il grande schermo.

Il festival internazionale ha aperto come da tradizione ieri, giovedì 9 ottobre, al teatro San Carlo con l’anteprima  del film Jean Cocteau di Lisa Immordino Vreeland che invitata sul palco a presentare il suo progetto è rimasta colpita dalla bellezza della location.  Il film intrecciando scritti e testimonianze d’archivio attraversa la vita del poeta e drammaturgo, artista visivo e cineasta Jean Cocteau. Un artista che ha intrecciato vita privata e pubblica facendo della sua stessa esistenza un’opera d’arte. Nel film si rivolge direttamente ai giovani del duemila chiedendogli di essere vivi e staccati dai robot, quasi come se sentisse sulla sua pelle quello che sarebbe successo oggi tra social e AI. Un’opera completa, quella di Vreeland e non un semplice biopic che ci porta nella Parigi degli anni Venti dove ritroviamo i personaggi conosciuti da Cocteau che abbiamo imparato ad amare come Picasso, Edith Piaf e Coco Chanel.

La rassegna si sposta oggi 10 ottobre dalle 16  con il film di Lee Shulman su Martin Parr, fotografo inglese, al teatro Augusteo dove verranno proiettati ventisette titoli dedicati a protagonisti e progetti e visioni che hanno cambiato il nostro modo di stare al mondo. Perché di questo si tratta quando parliamo di arte, quella pratica umana che cambia il nostro modo di stare al mondo, come Artecinema ha cambiato il nostro modo di pensare ai film sull’arte.

Laura Trisorio in compagnia di Angela Tecce, presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, e di Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, ha presentato questa nuova edizione, la trentesima per l’appunto dal palco del teatro Augusto parlando del festival  come di un atto di resistenza e di bellezza. Le uniche armi che possiamo accettare per costruire ponti tra i popoli in un dialogo continuo tra culture e generazioni diverse.

Armi che in questi anni hanno portato un pubblico sempre più grande ad appassionarsi ai film d’arte. Persone che ricordano la loro prima volta ad Artecinema. Amici che per tradizione si riuniscono per la prima al teatro San Carlo. Storie di individui che si intrecciano con le tante storie che in questi tre giorni avremo la possibilità di vedere in maniera totalmente gratuita al teatro Augusto grazie a una scommessa, quella di Laura Trisorio che ha vinto e che continua a vincere con lo stesso entusiasmo e la stessa cura di sempre.

A questo indirizzo è possibile studiare tutto il programma  https://artecinema.com/2025-programme )