The Holdovers approda al cinema per la regia di Alexander Payne

Se siete alla ricerca di un film al cinema che catturi sin da subito la vostra attenzione, che sia capace di commuovervi, di farvi sorridere e perché no, anche di farvi arrabbiare un po’, allora The Holdovers – Lezioni di Vita è il film che fa per voi.

Scritto e sceneggiato da David Hemingson per la regia di Alexader Payne, il film vanta molte candidature all’Oscar, tra le quali: miglior film, miglior attore protagonista, migliore sceneggiatura originale, migliore attrice non protagonista. 

 

 

Ci troviamo così catapultati nel 1970, alla Barton Academy, il giorno in cui iniziano per i ragazzi le vacanze natalizie e sebbene per gli studenti sia previsto il rientro a casa per trascorre le feste in famiglia, il professor Paul Hunham (Paul Giamatti) viene insignito del compito di supervisore per quattro di loro che per vari motivi non potranno fare ritorno a casa. A questi si aggiunge in ultimo, anche Angus Tully (Dominic Sessa), un ragazzo intelligente ma impulsivo e a tratti irriverente, che finirà per essere l’unico studente che trascorrerà per intero il periodo natalizio da solo con il professore e la capo cuoca Mary Lamb, interpretata da una bravissima Da’Vine Joy Randolph, chiusa nel suo enorme dolore per la perdita dell’amatissimo figlio, morto in guerra appena ventenne.

Paul insegna Storia Antica, è intransigente, rigido, aspro, un uomo che non ha mai dato spazio ai sentimenti, che preferisce la compagnia dei libri a quella delle persone e che è odiato da colleghi e studenti. Angus è un ragazzo difficile, con un padre che scopriremo malato di mente e una madre egoista e indifferente che lo lascia, da solo e senza preavviso, a trascorrere le festività natalizie alla Barton per poter godersi la luna di miele con il suo nuovo compagno. Mary Lamb dal canto suo, non incarna di certo la classica figura materna che tutti si appetterebbero ma finisce, suo malgrado per essere il catalizzatore capace di sciogliere il ghiaccio tra i due protagonisti.

 

 

I suoi sguardi, carichi di parole non dette, le frasi che sembrano essere buttate lì a caso senza mai la presunzione di voler insegnare qualcosa, i lunghi silenzi carichi di ricordi e lacrime spingono pian piano l’insegnante e lo studente ad avvicinarsi e  a rivelare i loro lati più vulnerabili e umani.

La pellicola è un’immersione negli anni ’70, non solo per la fotografia, per l’ambientazione, i dialoghi e i costumi, ma anche per il rimando ai cambiamenti sociali, politici e culturali che a quel tempo si sono verificati, il tutto enfatizzato dal valore spirituale del Natale che aleggia nell’enorme e solitario campus innevato, in cui sono relegati i nostri tre protagonisti.

Se da un lato il film fa riferimento a quella gioventù borghese bianca, ricca e viziata che utilizzava lo studio come lascia passare per rimandare la chiamata alle armi, dall’altra ci mostra una classe dirigente poco attenta all’istruzione e più interessata a far quadrare i bilanci intessendo ottimi rapporti con i genitori facoltosi. In questo contesto si staglia la figura di Paul Hunham che, nonostante i modi bruschi e distaccati e la sua incapacità di comunicare con chiunque senza celarsi dietro le sue conoscenze linguistiche e storiche, è forse l’unico interessato davvero all’istruzione dei giovani ed è l’unico che fa della sua professione una missione di vita.

The Holdovers, che nella sua traduzione letterale significa “residui”, racconta la storia degli ultimi, degli emarginati che nonostante le difficoltà riescono comunque a trovare nell’altro uno stimolo a crescere e ad aprirsi a quel mondo che sembra terribilmente ostile. La convivenza forzata trasformerà tre perfetti estranei in qualcosa di molto vicino ad un nucleo familiare e senza comportamenti stucchevoli ci riporterà ad una dimensione più umana. Assisteremo ad un crescendo di situazioni in cui le distanze tra i personaggi si assottiglieranno, fino a trovare una chiave univoca per combattere quell’opprimente senso di solitudine che è propria dei nostri tre protagonisti e che ha fatto di questo film un bellissimo ritratto di generazioni a confronto, culminato con il sacrificio di chi ormai è completamente disilluso a beneficio di chi ha dimostrato di sapere riconoscere i propri punti di forza e farne un ponte per il futuro.

The Holdovers – Lezioni di Vita
Cast 
Paul Giamatti
Da’Vine Joy Randolph
Dominic Sessa 

Regia
Alexander Payne

Soggetto
David Hemingson

Scenografia
Ryan Warren Smith

Fotografia 
Eigil Bryld