E se l’identità non fosse un monolite da scoprire, ma un arcipelago da esplorare? Se non fosse un’essenza fissa, ma un’incessante performance sul palcoscenico che è la vita?
In un mondo che ci bombarda di immagini levigate e narrazioni preconfezionate, il Med Photo Fest di Catania non si limita a esporre fotografie.
Lancia una sfida, un’interrogazione radicale: usa l’obiettivo come un bisturi sociologico per dissezionare il concetto stesso di “sé”. Il leitmotiv che pulsa sotto la pelle di questa edizione è una tesi tanto potente quanto necessaria: la frammentazione e l’irriducibilità dell’identità, la possibilità continua di ridefinirsi attraverso le proprie azioni.
Qui, la fotografia smette di essere uno specchio passivo e diventa uno strumento attivo di ridefinizione di identità, spazi, luoghi e dimensioni temporali. Non è un caso che il focus sia sulle Storie di donne.
Per secoli definite dallo sguardo altrui, oggi sono le fotografe a riprendere in mano il dispositivo, non per creare un contro-sguardo unico, ma per frantumare lo specchio in mille nuovi riflessi.
A Catania, tra i vicoli barocchi e le sale espositive, va in scena un atto di resistenza visiva contro la tirannia dell’io coerente.
Un invito a guardarci, e a guardarci dentro, con occhi nuovi.

Il Festival come Laboratorio Sociale: Riscrivere lo Sguardo
Il Med Photo Fest, sotto la direzione artistica di Vittorio Graziano, non è un evento, ma un ecosistema. Un laboratorio diffuso dove la sociologia visiva esce dalle aule accademiche per farsi pratica viva, pulsante. La scelta di Catania non è una semplice cornice, ma una dichiarazione d’intenti.
La città stessa è un testo stratificato, un palinsesto di storie, rovine e rinascite che incarna perfettamente la tesi del festival.
Questo leitmotiv della ridefinizione non è confinato alle opere appese ai muri. Trabocca, si fa esperienza collettiva.
Lo vediamo nel progetto Cerco volti da fotografare di Ljdia Musso, non un semplice set fotografico, ma un rito laico, un invito a donare un frammento di sé a una narrazione più grande. Qui, il pubblico non posa, partecipa.
Diventa materia viva di un’indagine che è insieme artistica e socio-antropologica.
Lo stesso spirito anima il laboratorio di storytelling e sociologia visiva dell’8 ottobre. Un’immersione nel tessuto urbano per mappare la realtà, per “farsi un’idea, per capire come va questo mondo”. I partecipanti non sono studenti, ma esploratori urbani. La macchina fotografica diventa uno strumento per interrogare, per connettere, per riscrivere la propria relazione con il territorio.
E poi c’è la visita guidata all’Atelier Mendola.
Non una passeggiata turistica, ma un pellegrinaggio laico nei luoghi della memoria artistica della città, un modo per riconnettere l’individuo alla storia collettiva, per capire come le identità si formano anche attraverso i luoghi che abitiamo. Ogni evento è un tassello di un unico mosaico: dimostrare che l’identità non è un fatto privato, ma un dialogo continuo tra noi, gli altri e lo spazio che ci circonda.
L’Identità in Frammenti: Le Opere come Manifesto

Matrilineare
Se i laboratori sono la pratica, le opere in mostra sono il manifesto. Ogni autore, a suo modo, attacca l’idea di un’identità stabile. La brasiliana Delfina Rocha, vincitrice del Premio Mediterraneum 2025, con il suo progetto “Matrilineare” compie un’opera di archeologia emotiva.
Usa l’intelligenza artificiale non per creare futuri distopici, ma per resuscitare un passato cancellato, per ridare volto a una genealogia femminile interrotta. Le sue non sono fotografie, sono presenze evocate, frammenti di memoria ricomposti che ci urlano come ogni “io” sia un mosaico di storie non raccontate.

Vies de Femmes
In un contrappunto perfetto, il francese Jean Pierre Chonavel (Premio Mediterraneum Collection 2025) con “Vies de Femmes” cattura l’identità nell’istante.
La sua street photography non cerca l’essenza, ma la performance quotidiana. Le sue donne, a Parigi come a Catania, non sono personaggi di una storia, ma la storia stessa colta in un frammento irripetibile. Il suo lavoro ci sbatte in faccia una verità scomoda: l’identità non è ciò che siamo, ma ciò che facciamo, gesto dopo gesto, sguardo dopo sguardo, sul palcoscenico della strada.
E poi ci sono i maestri della Mediterraneum Collection. Da Man Ray, che scomponeva il corpo femminile in un gioco surrealista , a Henri Cartier-Bresson, che lo fissava in un “istante decisivo” comunque definito dal suo sguardo maschile , fino a Sebastião Salgado, che ha cercato di restituire dignità al paesaggio umano segnato dalla fatica. Metterli in dialogo con le autrici contemporanee è un atto curatoriale potentissimo. Significa mostrare l’evoluzione dello sguardo, il passaggio dalla donna-oggetto alla donna-soggetto, dalla rappresentazione imposta all’auto-narrazione.
Il Med Photo Fest non offre soltanto belle immagini: fornisce strumenti critici. Insegna a pensare la fotografia non come risposta, ma come domanda radicale. La domanda che attraversa le mostre, i laboratori e gli incontri è questa:
In un mondo che ci vuole definiti, incasellati, etichettati, abbiamo ancora il coraggio di accogliere la nostra irriducibile frammentazione?
A Catania, tra immagini, parole e partecipazione, la risposta risuona forte, plurale, corale: sì.
Med Photo Fest 2025 – Storie di Donne
Date: 3 Ottobre – 28 Dicembre 2025 Luoghi: Caltagirone, Catania, Vizzini Direzione Artistica: Vittorio Graziano
Contatti e Organizzazione Comunicazione e Ufficio Stampa: Daniela Aquilia, Maurizio Dell’Aria, Pina Mazzaglia, Ljdia Musso
Web: Maurizio Dell’Aria, Ljdia Musso
Social: Sonia Loren, Ljdia Musso
Programma Principali Eventi
Venerdì 3 Ottobre, ore 17:00 – Caltagirone, Museo Diocesano Inaugurazione generale del festival e delle mostre personali. Consegna dei premi a Delfina Rocha e Jean Pierre Chonavel. Le mostre a Caltagirone saranno aperte fino al 31 ottobre (tutti i giorni, 10:00-16:00). Progetto Speciale: Dalle ore 17:00, l’artista Ljdia Musso invita il pubblico a partecipare al suo nuovo progetto fotografico “Cerco volti da fotografare”, realizzando ritratti ai presenti.
Sabato 4 Ottobre, ore 17:00 – Catania, Complesso Culturale “Le Ciminiere” Inaugurazione delle mostre personali dall’Archivio Fotografico Mediterraneum Collection. Incontro con gli autori. Le mostre a Catania saranno aperte fino al 27 ottobre. Progetto Speciale: Dalle 16:00 alle 19:00, Ljdia Musso sarà presente per scattare ritratti per il suo progetto “Cerco volti da fotografare”.
Martedì 7 Ottobre, ore 16:00-20:00 – Catania Visita guidata all’Atelier Mendola con il direttore artistico Vittorio Graziano, Sabina e Renata Zappalà.
Mercoledì 8 Ottobre – Catania, Centro Storico Laboratorio di Storytelling Fotografico condotto da Ljdia Musso, un’investigazione di sociologia visiva per mappare la realtà urbana e integrare i partecipanti in un nuovo progetto autoriale.
Lunedì 13 Ottobre, ore 11:00 – Vizzini, Associazione Culturale “Il Pentagramma” Inaugurazione della mostra collettiva dei Maestri dall’Archivio Fotografico. Aperta fino al 16 novembre.
Domenica 2 Novembre, ore 10:30 – Caltagirone, Museo Diocesano Inaugurazione di una nuova tranche di mostre personali. Aperte fino al 30 novembre.
Mercoledì 19 Novembre, ore 16:00 – Catania, Università degli Studi, Monastero dei Benedettini Presentazione dell’Archivio e premiazione concorsi fotografici a tema “Lo Sport” e “Spazi Urbani Rigenerati”.
Lunedì 8 Dicembre, ore 17:00 – Vizzini, Museo dell’Immaginario Verghiano Inaugurazione delle mostre fotografiche personali di Maestri e Autori. Aperte fino al 28 dicembre.
Elenco Autori in Esposizione
Paola Francesca Barone (Italia) Valentina Brancaforte (Italia) Bruna Caniglia (Italia) Jean Pierre Chonavel (Francia) Saro Di Bartolo (Italia) Adelaide Di Nunzio (Italia) Georges Dumas (Francia) Elena Ghini (Italia) Sergio Giannotta (Italia) Roberta Giuffrida (Italia) Mariska Karto (Olanda) Francesco Lantino (Italia) Sonia Loren (Brasile) Ailen Maleta (Panama) Heloisa Medeiros (Brasile) Ljdia Musso (Italia) Ilaria Pisciottani (Italia) Delfina Rocha (Brasile) Vanessa Rusci (Italia) Andréa Seligman (Brasile) Tiziana Sparacino (Italia) Tonino Trovato (Italia) Rosario Vicino (Italia) Margherita Vitagliano (Inghilterra)






