“Ma è tutto vero quelle che fino a oggi ho sentito dire su Napoli?”
Se potessi ti regalerei Napoli, quella di chi ci vive e sopravvive tutti i giorni. Di chi ha conosciuto gli anni universitari, gli studenti fuori sede, i festival di musica e il coprifuoco quello vero, non dettato da decreti e fattarielli.
Se potessi ti regalerei Napoli, quella delle metropolitane più belle del mondo, se solo passassero, quella dei motorini sui marciapiedi e quella di chi va a trovare lavoro fuori, magari a Milano. Se potessi ti regalerei Napoli di Ciro Pellegrino su Napoli. Non una semplice guida turistica, non un elenco di chiese e monumenti. Un vero atto d’amore di un napoletano scritto prima che per i turisti, per chi viene qualche giorno, proprio per i napoletani, quelli che vivono la città sempre e comunque. E qualche volta se la scordano. Dimenticano quanto sia grandiosa, quanto ogni singolo sanpietrino, ogni basso trasformato, ogni scorcio che si apre all’improvviso sia parte del proprio essere napoletano. Vene, arterie, sangue e ossa.

Ciro Pellegrino traccia traiettorie come linee di macchine anatomiche, proprio quelle del Principe. Cinque percorsi su Napoli, a Napoli, per Napoli. Ammore, perché ai napoletani una sola m non bastava, come direbbe Erri De Luca, la città della stazione che cambia sempre restando fedele a una sua immagine, il Salone Margherita e il padre di Napoli, un ficus australiano piantato nel 1843 che sorveglia il Giardino Romantico di Palazzo Reale, Santa Lucia e il Pallonetto.
Araggia e Pacienza, storta va deritta vene, la città del centro storico, dei bassi, della pizza fritta nella Pignasecca, del murales di Maradona e di Bosoletti, dei nuovi santi. Ogni impedimento è giovamento in città, fermiamoci a mangiare da Nennella. Ma dove è andata a finire? Uosemo, una certa idea di come alcune strade potevano andare e non sono andate, un sesto senso. Il mare, Bagnoli, il pontile, il Vomero e San Martino.
Apuncundria, come cantava Pino Daniele, un termine che ricorda maledettamente la Saudade portoghese, via Carbonara, il mercato dei Vergini, la casa di Totò, San Gennaro, il santo del popolo, unico e inconfondibile.
Cazzimma. Vuoi sapere cos’è? Non te lo dico. Questa è Cazzimma. La Napoli di Tangentopoli, Fuorigrotta, lo stadio San Paolo, Secondigliano e l’aeroporto.
Vuoi sapere cos’è questo libro. È un viaggio nella città attraverso cinque itinerari turistici. Qualche volta ad accompagnare l’autore c’è Roberto Saviano, la sua Scampia e la nostra, quella che è cambiata in questi venti anni, quella che sta ancora cambiando. Qualche volta Maurizio De Giovanni con i suoi personaggi, la Napoli nostalgica del commissario Ricciardi, il Gambrinus e quella dei Bastardi di Pizzo Falcone, contemporanea e dinamica. C’è poi Alessandro Siani che nella metropolitana più bella d’Italia, quella che, per citare una sua battuta, stanno ancora cercando, ha trovato un mondo.
Qualche volta invece ad accompagnare l’autore in giro per la città, c’è proprio Ciro Pellegrino che racconta e si racconta attraverso aneddoti e storie personali, amici conosciuti, giornalisti che come lui hanno sposato la causa partenopea, politici che sono passati in tutti questi anni.
Se potessi ti regalerei Napoli: la città vista da un napoletano che ama in maniera viscerale le sue strade, che ti fa sognare la pizza e la sfogliatella, che ti porta a prendere un caffè da Moccia e che ti racconta di Bagnoli, dell’Italsider, dello scempio di Italia Novanta, dell’orgoglio di essere napoletani, forse prima ancora che italiani, e di come questo orgoglio sia passato per l’Argentina. Un libro che ricorda Giancarlo Siani, proprio oggi nell’anniversario della sua morte. Un napoletano che ama e conosce i tanti lati oscuri della sua amante e non li nasconde, perché il vero amore vuole anche questo, vuole i difetti, vuole sapere e per questo può amare ancora di più. Sceglie, è consapevole.
Croce e delizia di tutti i napoletani è Napoli stessa, croce e delizia di Ciro è Napoli stessa. Eppure è qui a raccontarla in tutta la sua bellezza contraddittoria. Strade e vicoli, panni stesi e chiese sconsacrate, parcheggi diventati piazze e piazze diventate parcheggi, la Napoli sotterranea, quella dei palazzinari, delle piazze di spaccio e del lungomare liberato. Una città viva, pulsante che racconta anche la storia di un giornalista che sceglie di vivere tutti i giorni e lavorare come cronista nella città di Luciano De Crescenzo, del terzo scudetto, sempre e solo di Maradona e dei quartieri spagnoli, degli spritz a tutte le ore e dei taralli di Tonino.
Se potessi ti regalerei Napoli, un libro da portare in giro per la città, da sfogliare e sottolineare, un libro per prendere appunti.

Una continua scoperta lontana ma non troppo dai percorsi turistici, perché in fondo la città è anche quella, dei turisti a San Gregorio Armeno a senso alternato e di quelli bendati a Piazza del Plebiscito. Come Spaccanapoli ci sono due anime che convivono in questo momento in città, i napoletani che la vivono e i turisti che la scoprono e forse queste due entità possono abitare, esistere insieme, convivere. Come Spaccanapoli, scrive Ciro Pellegrino, puoi pensare che “l’ascia di Dio scagliata in terra divise sui due lati ogni forma di vita e oggetto. E invece la strada che facciamo non divide la città, la tiene unita; non è strappo ma cucitura”.
Se potessi, a Napoli, regalerei Napoli.
Se potessi, ti regalerei Napoli
autore: Ciro Pellegrino
192 pagine, data di uscita: 28/05/2024
Ed. Rizzoli
ISBN 9788817186124
Non dimenticate l’appuntamento con Ricomincio dai Libri: Domenica 29 settembre alle ore 9.00 alla Sala dei Catasti, Ciro Pellegrino dialoga con Gennaro Marco Duello per la presentazione del libro Se potessi ti regalerei Napoli (Rizzoli)





