Michele Smargiassi a Corigliano Calabro: il futuro della fotografia e l’era dell’IA

Il Festival di Corigliano Calabro ha ospitato un incontro imperdibile per gli appassionati di fotografia e per coloro che sono interessati a comprendere il futuro delle immagini nell’era dell’intelligenza artificiale.

Venerdì 30 giugno alle ore 19:00, il noto esperto di fotografia Michele Smargiassi ha tenuto una conferenza dal titolo L’occhio del pollo: il futuro della fotografia nell’epoca dell’intelligenza artificiale.

Da quasi due decenni, l’intelligenza artificiale ha iniziato a condizionare le nostre vite, influenzando le decisioni che prendiamo ogni giorno: cosa comprare, quale film guardare, persino con chi sposarci. Viviamo in un mondo circondato da intelligenze non umane, da oggetti intelligenti che ci pongono di fronte ad un’ansia prometeica, facendoci sentire obsoleti come tecnologie superate.

Ma come l’intelligenza artificiale incide sulle immagini fotografiche?

Un episodio significativo è avvenuto il 13 aprile 2023, quando il fotografo Boris Eldagsen ha rifiutato pubblicamente un prestigioso premio fotografico, il Sony World Photography Award.

L’intelligenza artificiale non è fotografia“, ha dichiarato Eldagsen sul suo sito web “Pertanto, non accetterò il premio“.

Questo episodio solleva una serie di domande cruciali: se l’intelligenza artificiale non è fotografia, cosa rappresenta? Cosa rimane della fotografia tradizionale che conosciamo?

Nel suo libro After photography, Fred Ritchin espone il concetto di una “autentica bugia”: con l’avvento del digitale e di strumenti come Photoshop, gli usi della fotografia non sono cambiati, solo il supporto è mutato. Continuiamo a utilizzare la fotografia come abbiamo sempre fatto.

Secondo Ritchin, i generi fotografici e le manipolazioni visive e informative sono rimaste le stesse nel corso del tempo. L’intelligenza artificiale, sebbene ancora non impeccabile, sta rapidamente raggiungendo livelli di perfezione sempre maggiori.

Ciò cambia le carte in tavola, poiché per la prima volta l’IA è in grado di creare immagini che non esistono nella realtà. Il XXI secolo eredita il secolo precedente e aggiunge un nuovo livello: la creazione di un contesto sociotecnico basato sul digitale e le sue innumerevoli rappresentazioni. Questa nuova realtà mette in crisi le categorie che sembravano solide.

La società che sta prendendo forma sotto i nostri occhi è complessa e articolata, ma si può riassumere in una grande questione: quali sono i confini dell’umano e del sociale nel momento in cui si inseriscono le tecnologie digitali?

Quale rischio corriamo se accettiamo di definire fotografie le composizioni mirabolanti create dall’intelligenza artificiale?

Sembrerebbe un déjà vu caotico, simile alle polemiche che hanno accompagnato l’avvento della fotografia digitale e di strumenti come il già citato software Photoshop.

Tuttavia, smascherare le immagini contrabbandiere o cercare di regolamentare l’intelligenza artificiale in modo repressivo, come proposto dall’Unione Europea con il primo insieme di norme sull’IA, l’AI Act, sembra essere un approccio limitato secondo Smargiassi.

L’intelligenza artificiale non pensa o crea in modo creativo o rivoluzionario, ma è reazionaria. Rinforza gli schemi e gli stereotipi culturali visivi. Invece di cercare soluzioni repressive, Smargiassi suggerisce che il vero antidoto sia dotarsi di spirito critico e dubbio metodico.

Non abbiamo ancora colto appieno che le immagini generate dall’IA sembrano così realistiche non perché assomiglino alla realtà, ma perché somigliano a delle fotografie. In questo modo, rendono un omaggio interessato alla presunzione di veridicità che è stata associata all’invenzione della fotografia da Daguerre.

È giunto il momento di rimettere in discussione questo legame tra fotografia e verità e di sviluppare una percezione più consapevole delle immagini che ci circondano.

In conclusione, l’incontro con Michele Smargiassi al Festival di Corigliano Calabro ha permesso di gettare uno sguardo critico sul futuro delle immagini e di comprendere come l’intelligenza artificiale stia trasformando il nostro modo di vedere e interpretare il mondo visuale.