Intolerance. Intervista ad Antonio Fontana

Si è svolta a Roma dal 27 al 29 marzo presso lo Studio Giga in via del Governo Vecchio, la mostra evento Intolerance. Il corpo come luogo del dissenso, nel gioiello contemporaneo, a cura di Antonio Fontana, ed ha registrato un record di presenze e visitatori.

Ideatori, promotori e organizzatori: Paolo Mangano e Raimondo Oliviero, con il gruppo Kok-Kollettivo orafo Kontemporaneo.

Stefano de Robert, Senza titolo

Ventitre gli autori presenti, tra membri del collettivo, maestri orafi, e artisti italiani e internazionali: Maria Elena Abbate, Francesco Andreoli, Marco Aschi, Hani Baayoun, Glauco Cambi, Lucrezia de Fazio, Andrea De Luca, Enza de Pinto, Stefano de Robert, Adriana del Duca, Simona Della Bella, Alessio Facchini, Antonio Fontana, Forlenza e Giada Reale, Emanuele Leonardi, Paolo Mangano, Raimondo Oliviero, Matteo Peretti, Ebi Rahbarian, Maddalena Rocco, Federico Vianello, Matteo Vitali.

Intolerance intevista Antonio Fontana
Simona Della Bella, Assetto di guerra

Tutti provenienti da esperienze e percorsi diversi ma che operano nel gioiello contemporaneo ed hanno affrontato il tema del limite, dell’incompatibilità, dell’intolleranza e della tensione attraverso il gioiello contemporaneo e l’installazione corporea.

Intolerance intevista Antonio Fontana
Raimondo Oliviero, Senza Titolo

L’esposizione è stata patrocinata dalla Roma Jewelry Week kermesse romana giunta alla quinta edizione, ideata e curata da Monica Cecchini, che dichiara: “Sono molto felice di aver patrocinato questo progetto molto interessante. Una dimostrazione di come il gioiello possa essere portatore di un messaggio e divenire strumento sociale, come ogni altra espressione artistica.

Paolo Mangano, Jerusalem

La RJW non è solo un evento, ma un’alleanza. Nella condivisione e nel lavoro di rete trova la sua linfa vitale. Ogni scambio diventa un ingranaggio che trasforma l’impegno in energia positiva.  A Roma, questo fermento creativo diventa esplosivo, perché nella città eterna l’incontro non è mai un caso, ma il seme di un cambiamento possibile”.

Intolerance intevista Antonio Fontana
Michele Forlenza- Giada Reale, Decollato

Il curatore di Intolerance, Antonio Fontana, ha accettato di rispondere ad alcune domande:

Com’è nato questo progetto?
”Il progetto nasce dal concetto di limite inteso come un’area di contatto e di confronto tra corpo e materia.

Adriana Del Duca, The Endless Cry

Il gioiello non separa, ma mette in relazione: si appoggia, comprime, protegge, trattiene o espone, il corpo reagisce, si adatta, resiste, si allontana dalla funzione tradizionale di ornamento per diventare un elemento attivo: interferisce con movimenti, posture e gesti.

Matteo Vitali, Before Menning

Il contatto con la pelle, il peso, la rigidità o la flessibilità dei materiali generano sensazioni che oscillano tra attrazione e resistenza, comfort e costrizione, protezione e vulnerabilità”. 

Matteo Peretti, Tirapugni femminile

Perchè il titolo Intolerance?
L’intolleranza è il momento in cui il confine si rende visibile. È una parola che nella nostra epoca evoca immediatamente conflitto, esclusione, rifiuto dell’altro. Ma forse, prima ancora di essere una categoria morale o politica, l’intolleranza è una condizione quasi fondamentale ed inevitabile dell’esistenza umana.

Maria Elena Abbate, Un Taglio

Ed è proprio sul confine che prende forma l’esperienza del corpo e del gioiello.

Marco Aschi, Stato dell’Anima

Il corpo è il luogo in cui il mondo si fa tangibile, è superficie sensibile, ma anche limite.

Andrea De Luca, Un Buco nero

È ciò che ci permette di abitare lo spazio e, allo stesso tempo, ciò che ci espone continuamente all’incontro con l’altro, dove la pelle è forse la prima forma di filosofia, è la soglia in cui l’interno incontra l’esterno, è Il punto in cui il contatto diventa esperienza.

Maddalena Rocco, Intolerance

Qui il gioiello smette di essere educato, smette di essere compiacente.

Lucrezia De Fazio, Santa

Non è un elemento che si limita ad abbellire o completare il corpo, diventa invece un dispositivo di relazione, una forma che mette il corpo in questione, lo contraddice, lo stringe, lo devia, lo mette in difficoltà, lo costringe a sentirsi.

Glauco Cambi, Senza titolo

Cosa puoi dirci dei gioielli in mostra?

Ogni opera nasce da un idea, da un processo che attraversa disegno, progettazione, in alcuni casi tridimensionale, e nella ricerca dei materiali. Sono materiali preziosi e non preziosi, talvolta inusuali o difficili da lavorare, allo stesso modo, le tecniche di lavorazione si muovono tra tradizione e sperimentazione.

Antonio Fontana, L’io che Divora…

L’oreficeria classica dialoga con tecnologie contemporanee, generando forme che oscillano tra memoria e innovazione.

Francesco Andreoli, Iconica-Mente

In questo processo il ruolo dei Maestri orafi e degli artisti coinvolti è fondamentale.

Federico Vianello, In out ovvero in tollerance

Ognuno porta con sé una conoscenza della materia, una calligrafia manuale, una sensibilità che trasforma il gesto tecnico in linguaggio, che non addolcisce il conflitto, ma lo rende leggibile.

Enza De Pinto, Extrema Ratio

Da questa pluralità di saperi emerge una costellazione di opere diverse: alcune rigorose, altre radicali, alcune vicine alla tradizione, altre apertamente sperimentali d’avanguardia.

Emanuele Leonardi, Tra visione e comprensione

C’è una tensione negoziata dove ognuna ha una forma di bellezza particolare: una bellezza che non cancella il limite, ma lo rende visibile, che si rivela – puro e inviolabile – come bellezza assoluta”.

Ebi Rahbarian Ebi, Sei sicuro di essere intollerante

Quali sono i prossimi impegni?

Il progetto Intolerance è in divenire e in evoluzione. In programmazione ci sono nuove tappe e date in altre città italiane ed estere.