Il Teatro Bolivar di Napoli venerdì 31 gennaio ha ospitato un evento straordinario: un podcast dal vivo dedicato al genere true crime. In una sala gremita di gente, Martina e Federica, meglio conosciute come BOM – Bouquet of Madness, hanno unito dramma, narrazione e riflessione sociale, raccontando al loro pubblico due storie criminali realmente accadute e lo hanno fatto con quell’ironia che le contraddistingue fin dal primo podcast registrato nel periodo più buio che l’umanità abbia mai vissuto negli ultimi anni, quello pandemico.
In un momento storico così difficile, le due ragazze si sono aggrappate alla loro amicizia e alla loro passione comune, quella per le storie crime e i crimini irrisolti ed esplorando i casi più affascinanti e misteriosi della cronaca nera, hanno registrato più di centotrenta puntante, analizzando anche le implicazioni psicologiche e sociali nascoste nei meandri delle menti criminali.
Mentre molte produzioni si concentrano su toni seri e drammatici, Martina e Federica riescono a trattare gli argomenti con leggerezza utilizzando l’ironia, non certo per sminuire le vittime o le situazioni, quanto piuttosto per esplorare l’assurdità di alcuni eventi e le stranezze della natura umana. Le loro conversazioni sono piene di battute, aneddoti e commenti spiritosi che rendono l’ascolto un’esperienza coinvolgente e a tratti divertente, come mai si potrebbe immaginare possa accadere parlando di delitti e sparizioni improvvise. L’umorismo che utilizzano nelle narrazioni rende il crimine più accessibile, alleviando la tensione e rendendo più sopportabili gli argomenti complessi legati al crimine.

Fin dai primi minuti del loro ingresso sul palco, è stato chiaro che questo non sarebbe stato il classico podcast crime a cui di solito sono abituata, in cui il narratore utilizza toni bassi, inserendo anche registrazioni audio di processi e interrogatori realmente accaduti, no. Piuttosto sembrava di essere in un grande salotto, con comode poltrone, luci soffuse e vino, dove due amiche, appassionate di crimini chiacchierano amabilmente, rivelando inquietanti fatti di cronaca nera quasi totalmente sconosciuti ai più.
Grazie al mix di ironia e fascino, con il quale le BOM trattano i casi, hanno ampiamente dimostrato che anche le storie più oscure possono essere raccontate in modo brillante e coinvolgente, senza pero mai perdere di vista il rispetto verso coloro che in questi crimini hanno perso la vita.
Martina e Federica, hanno già un vasto seguito grazie alla loro abilità di trattare argomenti crudi e oscuri con un linguaggio accessibile e mai superficiale, un insieme perfetto di suspense, analisi psicologica e dettagli affascinanti, in grado di mantenere alta l’attenzione del pubblico.

Il Teatro Bolivar poi, con la sua piccola ma accogliente platea, le luci soffuse e la scenografia minimale si è rivelato il luogo ideale dove portare in scena la cultura del podcasting e del racconto investigativo, aggiungendo una dimensione ancora più suggestiva alla serata.
Alla domanda sul perché il mondo del crimine continui a catturare l’immaginazione collettiva potremmo facilmente rispondere tenendo in considerazione che affrontare le storie criminali permette all’uomo di esplorare paure e ansie in un ambiente sicuro. È una combinazione di curiosità, mistero, introspezione psicologica e riflessione sociale perché da sempre le narrazioni di atti criminali evocano un’ampia gamma di emozioni che spaziano dalla paura all’empatia.
Assistere a Bouquet of Madness, il podcast dal vivo di true crime dunque, non è stato solo un evento, ma un viaggio nel mistero, un’opportunità per approfondire temi complessi in un contesto stimolante e suggestivo. Il talk dal vivo rappresenta una nuova frontiera per la cultura popolare, dimostrando che il true crime non è un semplice fenomeno mediatico quanto piuttosto un modo per esplorare la condizione umana e le sue sfumature più oscure.

Grazie sempre a Emilia Vitulano per le foto





