Dimartino risveglia Udine d’incanto

Udine, ore 7:00, presso la suggestiva cornice panoramica del Castello di Udine: in un’atmosfera sospesa, con il sole già alto che tagliava obliquamente la platea preannunciando la calura di un’anomala giornata estiva, Dimartino è entrato sul palco insieme al sodale Fabrizio Cammarata.

Dopo aver rivolto i propri ringraziamenti al pubblico, gli artisti si sono seduti e hanno dato inizio a una performance che, nota dopo nota, si è rivelata una meravigliosa carezza per l’anima dei presenti, trasformando il risveglio collettivo in un rito di profonda introspezione. Dimartino e Cammarata hanno dato prova di grande intesa, raccontando la loro poetica musicale con un garbo mai privo di calore umano.

Il “Concerto del Risveglio” è nato originariamente come un esperimento sostenuto dal Comune di Udine, ma si è consolidato rapidamente come un appuntamento imprescindibile, crescendo anno dopo anno nel cuore della comunità locale.

Il successo della manifestazione ha confermato la lungimiranza e la solidità della visione imprenditoriale di VignaPr, capace di strutturare un evento atteso e ormai tradizionale, in grado di richiamare ben millecinquecento persone.

Grazie allo spessore artistico dell’ospite di questa edizione, l’appuntamento si è configurato come una gemma da ricordare a lungo e conservare con estrema cura nella memoria dei presenti e della città.

L’esibizione, inserita nel tour dell’album “L’improbabile piena dell’Oreto“, ha trovato la sua forza in un minimalismo espressivo di rara eleganza. L’assetto acustico, incentrato sul dialogo tra le chitarre e due splendide voci, ha permesso di toccare momenti di autentica commozione.

I due artisti si sono presentati spogliati da ogni “luccicanza mediatica”, privilegiando una tessitura sonora educata e rispettosa delle sonorità delicate e della caratura lirica dei testi.

La qualità della performance è stata tale da generare veri e propri quadri poetici dipinti in tempo reale sotto gli occhi degli spettatori: ogni parola è stata una pennellata precisa e ogni verso un piccolo, vivido ritratto d’autore.

Il concerto ha esplorato profondità emotive e riferimenti culturali stratificati, riconducibili a nuclei tematici essenziali: il dualismo tra partire e tornare in un’indagine raffinata sui movimenti dell’animo e sui cambiamenti esistenziali; la tensione tra dubbio e speranza attraverso il racconto di incertezze, preoccupazioni e slanci vitali che definiscono la condizione umana; l’annullamento della distanza con la capacità di eliminare il confine tra palco e platea, rendendo sogni, inciampi e viaggi temi universali e condivisi.

Durante l’esecuzione sono emersi riferimenti dotti alla figura di Chavela Vargas, cantante costaricana-messicana dalla vita quasi mitologica, e alla lirica di Federico García Lorca (Agua ¿donde vas?). La cifra stilistica dell’intero evento è stata una malinconia sottile e costante, ma sistematicamente alleggerita dal respiro vitale della speranza e da una ritrovata serenità.

Ecco la sequenza dei brani eseguiti, specchio di un percorso narrativo coerente e coinvolgente:

L’oro del fiume;

Contemplare cielo tra dita;

Come una guerra;

Non tornerò;

Meravigliosa incoscienza;

Ci diamo un bacio;

Giorni buoni;

Non son di qui, non son di là;

I calendari;

Agua ¿donde vas?;

Feste comandate;

Mare dolce;

Io non parlo mai

Il pubblico ha seguito l’intera esibizione con un rispetto sacrale e un apprezzamento totale, manifestato attraverso applausi sentiti e un’attenzione partecipe. Dimartino e Cammarata sono riusciti nell’intento di annullare ogni distanza tra artista e spettatore, raccontando slanci e sogni comuni a tutti con una leggerezza poetica che è diventata, al contempo, battito d’ali e respiro vitale. L’evento si è concluso con la consapevolezza che i due musicisti sono stati capaci di vestire gli abiti di ognuno dei presenti, lasciando un segno indelebile nella luce del mattino udinese.

bellissime foto di Simone Di Luca Photography