Caracas. Nella crudeltà non esiste ordine

In attesa dell’uscita in sala, il 29 febbraio, The Space Cinema Napoli ha ospitato la presentazione stampa di Caracas, il nuovo film di Marco D’Amore con Toni Servillo e Lina Camélia Lumbroso, ispirato al volume di Ermanno Rea intitolato Napoli Ferrovia.

Un film emozionante, sorprendente e profondo. Un viaggio onirico in un mondo racchiuso tra pochi vicoli oscuri a ridosso di un quartiere in cui si mescolano storie di vite al margine, tra degrado e povertà, dipendenza e desiderio di riscatto di napoletani per nascita o per migrazione.

Caracas – La trama

Voce narrante del film è Giordano Fonte, alter ego dello stesso Rea, ovvero scrittore partenopeo che dopo tanti anni di lontananza torna in una Napoli che non riconosce. Ad accompagnarlo nei meandri della città c’è Caracas, militante dell’estrema destra e allo stesso tempo desideroso di convertirsi all’Islam. Sullo sfondo, l’amore tra Caracas e Yasmina, in lotta con la dipendenza dall’eroina.

Toni Servillo - Caracas - Ph Marco Ghidelli
Toni Servillo – Caracas – Ph Marco Ghidelli

Il libro

Napoli Ferrovia di Ermanno Rea, finalista al Premio Strega nel 2006, è una sorta di diario-cronaca, in cui lo scrittore si ispira alla figura di Ferdinando Ottaviano Quintavalle, in arte México, fotografo, militante di estrema destra e parà, convertitosi all’Islam in Turchia e nato, appunto, a Caracas.

La narrazione letteraria è il punto di partenza di una pellicola che la trascende e la attualizza in un contesto urbano divenuto – se possibile – ancora più complesso, in cui la marginalità resta il sostrato comune per realtà apparentemente distanti, che percepiscono “l’altro” come un usurpatore e la diversità come una minaccia, ignorando tutto ciò che invece rende comunità locali e migranti due facce della stessa moneta.

Il Film

Caracas è un viaggio onirico che plasma una narrazione in cui il tempo è un velo evanescente, è un film – come ha dichiarato Marco D’Amore – di “ritorni”. Il ritorno dell’anziano scrittore partenopeo in una città che non riconosce, il ritorno di un’amicizia perduta tra le maglie del tempo, persino il “ritorno all’Islam” che è l’espressione con cui i musulmani indicano la conversione alla loro religione: ritengono cioè che chi aderisce all’Islam torni alla propria essenza divina, insita nella natura originale di ogni essere umano.

Marco D'Amore - Caracas
Marco D’Amore – Caracas – Ph Marco Ghidelli

Servillo ha evidenziato come l’essenza del romanzo torni anche nel film: “la Napoli di Rea, seppur cambiata rispetto alle utopie della sua generazione è ancora sotto i nostri occhi”. Nel corso della narrazione, Giordano Fonte parla con un imam, che è il punto di riferimento di una piccola comunità di migranti e gli chiede: “Cosa fate voi per tenerli insieme?”. Ricordando i trascorsi di Rea nel PCI, il suo impegno sociale e politico, è facile comprendere che la domanda può essere rovesciata in “Cosa non siamo riusciti a fare noi per tenere insieme la comunità?”.

Marco D’Amore, come regista, si rivela dotato di un enorme talento. Prima di girare ha frequentato la moschea e l’imam Massimo Abdallah Cozzolino, guida dell’associazione culturale islamica Zayd Ibn Thabit, toccando con mano la marginalità sociale, la convivenza tra culture diverse e le contraddizioni insite nell’integrazione. A questo proposito ha dichiarato: “la povertà è dotata di un grande buon senso e spesso riesce, laddove le istituzioni mancano, a gettare la basi per la convivenza tra realtà opposte”.

Personaggi e interpreti di Caracas

Giordano Fonte, alias Toni Servillo è uno scrittore che, partito da Napoli anni prima, decide di tornarvi ormai anziano. Personaggio scostante, infastidito dalla deferenza con cui la sua bolla di riferimento continua a trattarlo, vorrebbe abbandonare la scrittura per sempre, ma nulla può contro la curiosità, la sete di esperienze e conoscenza che lo spinge – suo malgrado, quasi a sua insaputa – a percorrere le vie sotterranee di un inferno urbano in cui niente è come sembra. Il suo Virgilio muta di volta in volta: è un ragazzino votato alla microcriminalità, è un giovane uomo alla ricerca del suo posto nel mondo, è un’anziana donna che ricorda tutti i bambini di cui si è occupata nella sua lunga esistenza. L’interpretazione di Servillo è, come sempre, magistrale: bastano gli sguardi o pochi gesti misurati a tratteggiare l’evoluzione di Giordano, la sua consapevolezza o il suo smarrimento tra i ricordi, le fantasie, le speranze.

Marco D’Amore è Caracas. Ricordate il personaggio di Gomorra? Bene, cancellatelo dalla vostra mente. Marco D’Amore in questo film è un uomo lacerato tra “adesione ai valori neofascisti e desiderio di pace”, sempre sul lato sbagliato della propria storia. La solidarietà umana verso quegli ultimi a cui sente di appartenere si scontra duramente con i valori di ordine e disciplina che nutrono la sua famiglia di elezione, uomini devoti a Mussolini, che coltivano l’odio e la violenza, ma che nel momento del bisogno lo hanno accolto come loro fratello. Marco D’Amore rende Caracas disperatamente umano, provato dalla vita, quasi curvo sotto il peso delle sue brutte esperienze, nascosto da barba e capelli incolti, ma mai domo.

Toni Servillo, Lina Camélia Lumbroso - Caracas - Ph Marco Ghidelli
Toni Servillo, Lina Camélia Lumbroso – Caracas – Ph Marco Ghidelli

L’esordiente Lina Camélia Lumbroso è Yasmina, giovane donna musulmana “stufa di vivere secondo valori che non sentiva come propri”, lavora in un night club ed è schiava dell’eroina. Nel suo amore per Caracas riversa la speranza, il dolore, l’ossessione, ma anche tutta la saggezza e la cura che riesce a trovare. Lina Camélia Lumbroso costruisce magnificamente un essere umano imperfetto, in cui inquietudine, bellezza, passione si mescolano all’oscurità di una dipendenza che impregna e sporca tutto ciò che di bello riesce a vivere.

Protagonista occulta del film è Napoli. Una città quanto mai lontana dalla narrazione oleografica e turistica, una città cupa e umida, che “suda” (come dichiara Marco D’Amore in conferenza stampa), evocata nella sua bellezza, ma immanente nella sua crudezza: vicoli che si snodano come budelli, impalcature che oscurano il cielo, onnipresenti motorini a farla da padrone in uno scenario di brutalità e violenza. Una Napoli che “si fece mamma” per un figlio perduto, ma “era tanti anni fa”. La Napoli dei palazzi antichi e fatiscenti, di porte e portoni di legno scuro, che nascondono – o rivelano – un passato che non è mai realmente passato, aprono un varco per un viaggio nella memoria, o era un sogno?

Insieme alla città, altro protagonista non dichiarato è il tempo. Un’entità non lineare che si avvolge, si dipana, scorre in direzioni imprevedibili. Un tempo che cancella la memoria o la rievoca potente e dolorosa, un tempo alla cui morsa bisogna sfuggire a tutti i costi, perché “A volte è meglio non sapere le cose. Il bello della vita è proprio questo…Ignorare che cosa accadrà domani. Anzi, che cosa accadrà tra un istante. Del resto…come potremmo nutrire qualsiasi speranza sul nostro futuro…Se lo conoscessimo già?

Caracas
un film di Marco D’Amore
con
Toni Servillo, Marco D’Amore, Lina Camélia Lumbroso
Tratto dall’opera letteraria Napoli Ferrovia di Ermanno Rea
una produzione
Picomedia, Mad Entertainment e Vision Distribution
in collaborazione con
Prime Video
in collaborazione con
Sky
prodotto da
Luciano Stella, Roberto Sessa, Maria Carolina Terzi e Carlo Stella
Una distribuzione: Vision Distribution