Al Teatro Bolivar di Napoli è andato in scena Homo Civilus Experience, il nuovo spettacolo di Maldestro

Il teatro Bolivar, piccola gemma nel cuore pulsante di Napoli, apre le porte a nuove forme di espressione artistica con lo spettacolo Homo Civilus Experience, scritto e diretto da Maldestro, andato in scena il 14 marzo.

Sono le 21 di un venerdì stranamente caldo per essere ancora inverno, il sipario è aperto, sul palcoscenico una sedia, un tavolino con un ampolla di vetro, un cappio che pende dal soffitto. In sala le luci sono ancora accese e un suono che assomiglia più ad un rumore, riecheggia nell’aria, confondendosi con il brusio del pubblico che si aggira tra le poltrone in cerca del suo posto. Si respira un’energia vibrante, una strana fibrillazione per quello che ci aspetta. Homo Civilus Experience non è uno spettacolo da spettatori passivi, questo il pubblico lo sa ed è in trepidante attesa.

Pochi minuti ancora poi le luci si spengono, sullo sfondo del palcoscenico un occhio di bue nasconde una figura in ombra, l’autore, mentre un uomo, camminando su piedi e mani, quasi a ricordare i nostri passi primitivi, fa il suo ingresso sul palco, si guarda intorno, raccoglie qualcosa dall’ampolla, si alza in piedi, si avvicina al proscenio e chiede al pubblico dov’è il suo cappello. Le luci in sala si riaccendono, inizia così lo spettacolo, inizia la delirante invettiva dell’artista contro l’uomo civile, colpevole di essere immerso in un mondo dove la tecnologia, la frenesia e il cinismo sembrano aver preso il sopravvento.

 

Ph. Emilia Vitulano

 

La scenografia è minimalista ma efficace, perfettamente adatta per lasciare spazio all’incontro-scontro tra i protagonisti che si avventurano in un duello verbale con riflessioni sul ruolo dell’individuo e della società.

Con una trama che sfida le certezze e smonta le convenzioni del teatro tradizionale, Maldestro azzera le distanze tra attori e spettatori. Ci si aspetterebbe infatti, che i protagonisti si trovino sul palcoscenico e che raccontino la loro storia passando magari da un divano ad una sedia, girando attorno ad un tavolo, bevendo un bicchiere di vino. Niente di tutto questo. Gli attori si disperdono tra il pubblico, camminano tra gli spettatori, si affrontano tra le file delle poltrone, trasformando la platea in un ambiente vivo e dinamico. Il tutto corredato da una colonna sonora composta da suoni che incalzano o accompagnano delicatamente la performance, abilmente orchestrata dall’ombra proiettata sullo sfondo, che altri non è che lo stesso Maldestro.

 

Ph. Emilia Vitulano

 

La pièce è piena di battute pungenti e sarcastiche che spesso inducono il pubblico a ridere, non senza sollecitare un senso di disagio. In fondo quello a cui stiamo assistendo è quello che ormai sappiamo da tempo ma che in realtà non vogliamo realmente vedere. È la messa in scena dell’uomo moderno e della società in cui vive, con i  suoi fallimenti, le sue ipocrisie e le sue contraddizioni. 

Homo Civilus Experience è un’opera audace e provocatoria che invita il pubblico a riflettere sul concetto di civiltà e, mescolando teatro e interattività, riesce a coinvolgere gli spettatori in una riflessione profonda e attuale sulla condizione umana e il progresso.

L’artista, interpretato da Mariano Gallo, incarna una figura di dissenso nei confronti della civiltà moderna. La sua performance è carica di passione e critica, esprimendo un punto di vista che mette in discussione i dogmi del progresso, evidenziando come la nostra società, pur avendo raggiunto traguardi straordinari, abbia anche causato danni irreversibili al nostro pianeta e alle relazioni umane. Gallo riesce a trasmettere un senso di urgenza, facendo emergere i conflitti interiori e le contraddizioni di un’epoca in cui la tecnologia sembra aver preso il sopravvento sulla vita autentica.

Dall’altra parte, Luigi Credendino rappresenta la voce della civiltà. La sua presenza magnetica, porta in scena un personaggio autentico, a tratti ironico e irriverente, dimostrando una capacità straordinaria nel rendere tangibile la complessità umana. Credendino così, si erge a difensore dei valori e delle conquiste di una società che, nonostante i suoi difetti, ha anche portato progresso e innovazione.

Questa contrapposizione tra le due figure crea un dialogo stimolante e dinamico, in cui il pubblico si trova a riflettere su quale visione del mondo preferisca abbracciare.

Una delle caratteristiche più innovative dello spettacolo è proprio la capacità di coinvolgere il pubblico nelle scelte narrative. Non si è più semplicemente spettatori, ma partecipanti attivi che possono influenzare il percorso della performance. Questo aspetto interattivo non solo rende l’esperienza più immersiva, ma invita a una riflessione collettiva sulle decisioni che la società prende quotidianamente. 

L’arrivo del drone, simbolo di una tecnologia che monitora e fornisce dati, aggiunge un ulteriore strato di complessità. Si alza in volo sulle teste degli spettatori e, accompagnato da un mix di suoni e luci, snocciola informazioni precise e dettagliate attraverso la voce a tratti calda e rassicurante, a tratti squillante e canzonatoria, della bravissima Rosaria Vitolo. Questa presenza aerea sottolinea l’idea che, nonostante le nostre convinzioni, siamo sempre sotto il controllo di forze esterne che definiscono il nostro modo di vivere. 

 

Ph. Emilia Vitulano

 

Al centro della narrazione si trova una domanda cruciale: la civiltà ha davvero migliorato la società? 

Questo interrogativo è il filo conduttore che guida gli spettatori attraverso una serie di scelte e riflessioni, rendendo chiara l’ambiguità e la complessità del tema, sebbene non sempre ci si riesca ad identificare in una delle possibili scelte che, di volta in volta, vengono presentate al pubblico. In fondo, anche questo, è un modo per sottolineare quanto la società sia incasellata in determinati stereotipi, al punto tale da non contemplare una quarta o quinta scelta che sia completamente al di fuori degli schemi. Se poi questa fosse o non fosse realmente l’idea che il regista voleva rimandare al suo pubblico, non ci è dato sapere. 

È da sottolineare invece, quanto Maldestro sia riuscito a creare uno spazio in cui il dubbio e la discussione non solo sono permessi, ma incentivati, trasformando l’esperienza teatrale in una riflessione collettiva.

Homo Civilus Experience è un’opera che sfida le convenzioni del teatro tradizionale, proponendo un’esperienza coinvolgente e riflessiva. Grazie alla maestria di Maldestro, alla potenza delle interpretazioni, lo spettacolo non solo intrattiene, ma invita a una profonda introspezione sui valori e le scelte della nostra società contemporanea.

Teatro Bolivar
Presenta
Homo Civilus Experience
Scritto e Diretto da Maldestro
Con
Mariano Gallo
Luigi Credendino
Rosaria Vitolo
Maldestro.
Per le foto si ringrazia
Emilia Vitulano