Napoli ha un nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea, uno spazio bianco white, uno spazio vuoto dedicato alle residenze d’artista.
Una casa studio nel cuore pulsante della città, al terzo piano di un palazzo storico lontano dal frastuono e dal caos, dai turisti e dai loro ombrellini.
La residenza di Pietro Costa, visual artist che si muove tra Napoli e New York è un’oasi di creatività dove poter ammirare i suoi lavori, concetti spaziali e ritratti di sangue alle pareti e visitare la Whitespace Projects/Napoli che ha inaugurato proprio in questi giorni con la prima personale partenopea dell’artista Agnes Questionmark, che si muove tra l’Italia e New York.

La scelta non è per niente casuale infatti Pietro Costa vuole continuare con il suo progetto di residenza a portare avanti questo legame tra Napoli e la Grande Mela costruendo nuove relazioni dal respiro internazionale.
Con questa prima residenza, iniziata quest’estate, la Whitespace offre agli artisti uno spazio dove confrontarsi, contaminarsi. Un rifugio dove tornare dopo essersi immersi, una parola che torna molto nel lavoro partenopeo di Agnes, nella complessità napoletana per elaborare e creare opere che possano dialogare con la sua anima più pura e sincera.
Inoltre il lavoro di Pietro Costa trova dei rimandi interessanti nella ricerca di Questionmark. Entrambi si spingono oltre i limiti dell’arte. Ricercano con percorsi e modalità diversa la verità dietro l’apparenza. Dove Agnes cerca una chimera mostruosa, parte di ognuno di noi, la creatura che si cela nei nostri abissi, Pietro ricerca l’identità assoluta delle persone che ritrae con un progetto Bloodworks iniziato nel 1989, fondato sulla genetica e l’uso del sangue. Entrambi ricercano il mistero dell’universo.
Mistero che Agnes ritrova nel superamento dei confini dell’umano attraverso esperimenti genetici, interventi chirurgici e processi riproduttivi andando oltre il concetto stesso di essere umano.
Il corpo sfida l’idea stessa di classificazione.

La mostra negli spazi della WHITESPACE Projects/Napoli prende corpo durante la sua Inaugural Summer Residency, voluta dal fondatore il visual artist Pietro Costa e curata dalla Guest Curator Alessandra Troncone con Associate Curator Concetta Luise, quest’estate con un progetto di ricerca ambizioso che collega Napoli con la città di Roma dove l’artista ha esposto alla diciottesima Quadriennale d’Arte di Roma: Fantastica l’opera le cui tracce e video e documentazioni sono esposte negli ambienti bianchi della Whitespace.
Opere inedite e site specific create durante la residenza. Disegni, bassorilievi in cera e resina, video, sculture, costumi e oggetti attinenti alle fasi di ricerca dell’artista a Napoli, finalizzata alla realizzazione dell’installazione Exiled in Domestic Life, presentata alla 18a Quadriennale d’Arte di Roma nella sezione Il corpo incompiuto, curata da Troncone.
Agnes Questionmark sta inscenando una storia che combina scienza, mito e autobiografia personale, una vera e propria sci_fiction story dove intreccia diversi linguaggi dell’arte tra loro per un progetto in itinere che vede in Napoli un nuovo capitolo dove l’incipit è una lettera che la curatrice Troncone, personaggio e interprete, come se fossimo in un metaracconto, invita l’artista attrice Agnes nella città campana perché pare sia stata avvistata nelle acque marine una chimera mostruosa. La stessa che l’artista sta cercando da tempo, una creatura frutto di un esperimento scientifico, costretta in un corpo ibrido, alla continua ricerca di se stessa.

Tutti cerchiamo qualcosa, dentro e fuori di noi, la creatura, Agnes, Alessandra, Pietro, tutti vogliamo in qualche modo sapere.
Da queste righe scritte di getto dal personaggio Troncone inizia il complesso racconto che Agnes Questionmark installa a Napoli, lavoro che porterà alla realizzazione dell’opera per Roma e chissà dove altro poi in seguito inseguendo un proprio sogno, il proprio desiderio, una mancanza.
Come quella a cui assistiamo noi negli ambienti della Whitespace. La mancanza della creatura ma le sue prove però, tracce di una possibile esistenza. Veniamo catapultati nel pieno della ricerca dell’artista che come in un intrigato noir assembla sulle pareti tracce scritte, reperti fotografici, appunti, lettere lasciandoci immaginare il suo lavoro di approfondimento alla disperata ricerca della verità. Quattro pannelli, come pezzi di uno stesso puzzle che raccontano la sua permanenza a Napoli, gli incontri in città, al museo Darwin- Dohrn, all’acquario storico, al museo Anatomico. Ritroviamo archeologie, impronte, gessi che documentano l’esistenza della creatura, ma non la creatura stessa. Oggetti sistemati in un’antica vetrina, proprio come in un museo e una coda che ci lascia immaginare, forse sperare.

La verità, la creatura, chissà, la sirena Partenope è sempre più vicina. Ma è sfuggente, bagnata scivola tra le mani e noi possiamo solo guardarla o credere di guardarla nuotare nelle acque della città. Come nel video realizzato, dal titolo che dà il titolo a tutta la mostra, Chimera mostruosa. Come la felicità sembra a portata di mano, eppure si allontana, a largo della gaiola. A noi non restano che tracce, una placenta, rimandi, spunti per iniziare una ricerca tutta nostra, guardare dentro di noi, provare a trovare la nostra creatura, il nostro prodigio.

Dentro di noi, quello che siamo veramente, come organi e viscere e sangue, che ritorna ancora una volta, come nei lavori in cera di Agnes che sembrano pulsare di vita propria, come se all’improvviso potessimo davvero guardarci da dentro e vederci respirare, sentire il nostro battito, chiudere gli occhi e sentire i suoni del video e immaginare una volta almeno nuotando e immergendoci di essere il nostro segno divino, la nostra chimera mostruosa. E trovarci, finalmente.

Agnes Questionmark
CHIMERA MOSTRUOSA
a cura di Alessandra Troncone
18 ottobre 30 novembre 2025
WHITESPACE Projects/Napoli
Via Broggia, 18, 80135 Napoli NA
Dalle 16,00 alle 19,00 – tutti i Sabato – Citofono #8 – Costa
Oppure su appuntamento:
+39 377 334 2247
info@whitespaceprojectsnapoli.org
