Si è spenta a 71 anni Eleonora Giorgi, una morte purtroppo attesa, giacché l’attrice aveva annunciato pubblicamente la sua lotta contro un tumore al pancreas dal 2023. La forza di un sorriso conturbante e grandi occhi azzurri che riempivano lo schermo, questa l’immagine indelebile di un’icona che ha attraversato la storia del cinema italiano, rendendola una delle protagoniste più scintillanti per almeno tre decadi. Dopo una comparsata in Roma di Federico Fellini prende abbrivio la carriera di Eleonora Giorgi, prima come diva sexy negli anni Settanta, poi regina della commedia italiana nel decennio successivo, lasciandosi tentare anche da molto cinema d’autore, risultando sempre perfettamente centrata nei ruoli che via via le hanno cucito addosso registi come Lattuada, Montaldo, Brusati, Damiani, Cavani.
Eleonora Giorgi icona del cinema erotico

Appassionata è forse il primo titolo davvero memorabile di Eleonora Giorgi, in cui condivide la scena con Ornella Muti, e i media ci costruiranno sopra una finta rivalità tra le due allora ninfette del cinema nostrano, entrambe portatrici di un modello muliebre lontano da quello delle maggiorate mediterranee, e più vicine a un tipo di bellezza nordeuropeo. Sono gli anni in cui Eleonora Giorgi si spoglia generosamente, passando dal cinema sexy conventuale alla commedia di Pasquale Festa Campanile Conviene far bene l’amore, fino a molti drammi a sfondo erotico come erano in voga in quel decennio, titoli anche dimenticati e poi riemersi nello sdoganamento cult in anni a noi più recenti, come Una spirale di nebbia e Disposta a tutto, in cui la Giorgi riesce dare carne e sangue a personaggi complessi, inquieti e tormentati. Sono anche anni sbandati e tormentati nel privato, dal fidanzamento con il collega Alessandro Momo morto prematuramente, alla dipendenza da eroina, da cui è riuscita a uscirne non senza fatica.
A dispetto delle psicologie intagliate, Eleonora Giorgi era portatrice di una solarità che illuminava lo schermo, e non ha mai mostrato pentimento per i ruoli più audaci, al contrario di molte sue colleghe. Oltre all’indubbia bellezza la Giorgi era dotata di una forza espressiva che le permetteva di adattarsi a una gran varietà di generi, dal crime movie Liberi, armati, pericolosi, all’horror Inferno di Dario Argento, lasciando una traccia luminosa anche nei ruoli secondari e di contorno.
La regina della commedia Eleonora Giorgi

Saranno gli anni Ottanta a proiettarla come protagonista assoluta principalmente nella commedia, grazie a successi al botteghino come Mia moglie è una strega, Grand Hotel Excelsior, Mani di fata, Sapore di mare 2. Ancora una volta il destino vede Eleonora Giorgi e Ornella Muti contendersi i ruoli da protagonista, accanto a partner come Adriano Celentano o Renato Pozzetto, ma è soprattutto Carlo Verdone a regalarle i ruoli migliori di una carriera poliedrica, con Borotalco e Compagni di scuola. In particolare nel primo titolo, fan scatenata di Lucio Dalla, Eleonora Giorgi fornisce la sua interpretazione più celebre, quella per cui il grande pubblico la rammenterà per sempre, e che le frutta anche un David di Donatello.
Negli anni successivi Eleonora Giorgi lavora molto per la fiction televisiva, e troverà poi una terza vita artistica nel nuovo millennio come regista, sceneggiatrice e produttrice. Ma per tutti noi che l’abbiamo amata come attrice Eleonora Giorgi resterà il simbolo di un cinema colmo di desiderio e di vitalità, che risuona ancora più forte in quest’epoca anemica dove trionfano film bambocceschi dominati da pruderie moralistica. Nell’ultimo periodo della sua vita aveva chiesto pubblicamente più vita ai suoi giorni e non il contrario: una salutare lezione esistenziale che poteva fornire solo chi, come Eleonora Giorgi, ha vissuto sempre al massimo, nel privato come nello schermo, sapendo sempre rialzarsi dopo ogni caduta. Era un fuoco ardente al doppio dello splendore, un fuoco che mai verrà spento grazie al ricordo tramandato da tutto il pubblico che ha profondamente amato la sua voce leggermente roca, la vitalità contagiosa, il primo piano ipnotico. Un amore sempre ricambiato con generosità da un’attrice mai diva, fino all’ultimo dei suoi giorni.
I suoi dieci film più belli
Appassionata (G. Calderone, 1974)
Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno (L. Salce, 1974)
Cuore di cane (A. Lattuada, 1975)
L’Agnese va a morire (G. Montaldo, 1976)
Una spirale di nebbia (E. Visconti, 1977)
Dimenticare Venezia (F. Brusati, 1979)
Nudo di donna (N. Manfredi, 1981)
Borotalco (C. Verdone, 1982)
Mani di fata (Steno, 1983)
Compagni di scuola (C. Verdone, 1988)





