Quel fascino eterno del gotico

Uscì la viglia del Natale del 1764 e cambiò radicalmente la letteratura dell’epoca e quella a seguire: Il castello di Otranto, di Horace Walpole, fu il primo romanzo gotico e il suo successo definì i canoni di questo particolare genere che ebbe una notevole influenza sulla letteratura del periodo, ma non solo. Richiami ai dettami presenti in quel libro sono infatti arrivati sino ai nostri attraverso altri grandi scrittori, capaci, più o meno inconsapevolmente, di rileggere e reinterpretare le atmosfere di Walpole in svariati modi, mantenendo però sempre alcune costanti che fanno del romanzo gotico un genere a sé stante.

Capire la letteratura gotica

Per riuscire a capire cosa sia esattamente, ma soprattutto per avere alcune indicazioni pratiche su quali testi affrontare per conoscere al meglio la letteratura gotica, Fabio Camilletti, professore associato di Letteratura italiana all’Università inglese di Warwick, he redatto un’agile volume per la edizioni Odoya. Guida alla letteratura gotica infatti un libro estremamente utile per chiunque voglia avvicinarsi a questo genere letterario e scoprirne le origini, le influenze e i richiami a un’epoca, quella a cavallo tra Settecento e Ottocento, che rimase affascinata da questi romanzi così nuovi, ma dal sapore e dai richiami antichi, eco di un passato rivisto e rimaneggiato, ma sicuramente affascinante e coinvolgente.

Sotto il termine “letteratura gotica” rientrano molti testi anche parecchio diversi tra di loro, come, ad esempio, la produzione di E.T.A. Hoffmann, il Melmoth errante di Charles Robert Maturin e anche Le 120 giornate di Sodoma del marchese Donatien Alphonse François de Sade, fino al celeberrimo Frankenstein di Mary Shelley. Come scrive l’autore nell’introduzione, però, tre sono le costanti che sembrano essere presenti in tutti (o quasi) i romanzi di questo genere: il paradosso, il gioco dell’impostura e la dimensione industriale. Nei sette capitoli che compongono il volume, Camilletti analizza, alla luce anche di queste caratteristiche, venti teti fondamentali della letteratura gotica, partendo, ovviamente, da Il castello di Otranto di Walpole.

Attraverso una precisa descrizione della genesi e dello sviluppo dell’opera letteraria che di volta in volta va ad analizzare, l’autore allarga poi il discorso a tutte quelle tematiche che in qualche modo hanno influenzato o sono state influenzate dagli scrittori di questo genere: non solo castelli, quindi, ma anche vampiri, sepolture premature, cadaveri e ancora illusioni, fantasmagoria, pseudo streghe e mesmerizzatori. Un caleidoscopico insieme di luoghi immaginari, epoche del passato e personaggi incredibili che rivivono nei venti testi che l’autore ha selezionato proprio per dare le nozioni base a chi volesse avvicinarsi a questo genere letterario e scoprirne le inquietanti e affascinanti caratteristiche.

Grazie a una grafica davvero ben realizzata a all’uso sapiente delle immagini, Guida alla letteratura gotica di Fabio Camilletti assolve appieno il suo compito, quello cioè di fornire l’abc per un futuro approfondimento a tutti i curiosi del genere. In realtà anche chi ha già un’ottima conoscenza del settore può trovare nelle oltre 250 pagine del volume curiosità e aneddoti di indubbio interesse grazie alla precisione e alla ricchezza con cui Camilletti racconta, con uno stile assolutamente coinvolgente, tutto ciò che gravita attorno a questi venti capisaldi della letteratura gotica.

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