Dopo il Gran Premio della Giuria vinto nel 2021 con È stata la mano di Dio, Paolo Sorrentino torna in concorso in Laguna con La Grazia, film di apertura della 82ma Mostra del Cinema di Venezia, che fino alla sua proiezione ufficiale è riuscito a mantenere totale riserbo sulla trama.
Toni Servillo è il Presidente della Repubblica, Mariano De Santis
Toni Servillo, alla sua settima collaborazione con il regista partenopeo, incarna questa volta Mariano De Santis, giurista integgerrimo e autorevole Presidente della Repubblica italiana, capace di trascinare il Paese fuori dalle brutte acque di sei crisi di governo. De Santis, entrato nel semestre bianco, è chiamato alle ultime, scomode, incombenze, tra cui la firma di una legge sull’eutanasia che manca all’Italia e la richiesta di grazia per un uomo e una donna, entrambi in carcere per aver ucciso il coniuge.
Per La Grazia Sorrentino ha dichiarato di non essersi ispirato esplicitamente a Sergio Mattarella, ma di aver fatto una summa di diverse figure presidenziali, delineando un protagonista “verosimile ma rigorosamente inventato”. Il regista de La grande bellezza ha comunque ammesso di aver tratto spunto da un documentato fatto di cronaca – la concessione della grazia da parte di Mattarella a un uomo che aveva ucciso la moglie malata di Alzheimer – e dal Decalogo di Krzysztof Kieślowski.
Il Presidente sorrentiniano vive al Quirinale con la figlia Dorotea (Anna Ferzetti), giurista come lui, che si prende cura della salute del padre e lo sprona a essere meno riflessivo e più coraggioso di fronte ai “dossier” che lo separano dalla fine del mandato. Per un cattolico e amico del Papa (interpretato da Rufin Doh Zeyenouin) come De Santis, non è facile approvare una legge così divisiva e ostile al mondo cattolico, ma i dubbi instillati da Dorotea – e non solo – aprono in lui un altro fronte di crisi interiore, spingendolo alla ricerca della verità.
Il dilemma morale è il motore narrativo de La Grazia
La Grazia, infatti, non è tanto un film sulle responsabilità del politico, quanto sui sussulti dell’uomo. Il tumulto interiore di De Santis è acuito dal rapporto non risolto con i suoi figli, ma soprattutto dall’incessante ricordo della moglie, morta ormai da otto anni; un ricordo dolce amaro perché Aurora è stato sì l’amore della sua vita, ma segnato da un tradimento datato ormai 40 anni, di cui l’uomo non conosce la controparte, ossia l’amante. È in questa fase di solitudine esistenziale che il Presidente si trova a esercitare ancora una volta il dubbio: restare immobili o provare a smentire il soprannone che tutti gli hanno affibiato durante la sua carriera, anelando al sogno, alla leggerezza, alla verità?
“La grazia è un atteggiamento nei confronti del mondo e della vita, un atteggiamento amoroso. Dietro l’aspetto di quest’uomo rigoroso, serio, a volte noioso, c’è in realtà una persona innamorata non solo della moglie che non c’è più e della figlia, ma anche del diritto e di tutta una serie di valori che la politica dovrebbe incarnare e che invece sempre più raramente si intravedono oggi negli uomini di potere”, ha dichiarato Sorrentino in conferenza stampa a Venezia. Il film raggiunge un perfetto equilibro tra retorica, sentimentalismo e riflessione sull’etica, tra dramma e ironia, che non manca nella sceneggiatura, riflessa nel tagliente personaggio di Coco Valori (Milvia Marigliano), esperta d’arte e amica intima sia di De Santis che della moglie.
Ne La Grazia la messa in scena si ancora alla trama e alla costruzione dei suoi personaggi, facendosi più sobria e meno surreale che in altri progetti del regista, costruendo un film particolarmente accessibile al grande pubblico. Sorrentino realizza un film elegante, che scandaglia questioni intime – l’amore, la paternità, la solitudine, la vecchiaia – e celebra l’importanza del frequentare il dubbio, soffermandosi su nervi scoperti del nostro Paese, dilemmi morali mai veramente affrontati in profondità, come l’eutanasia. “Di chi sono i nostri giorni?” è la domanda cult del film, che segna un ritorno convincente per Paolo Sorrentino.
La Grazia sarà distribuito in Italia da PiperFilm; a livello mondiale da MUBI e The Match Factory. L’uscita è per il momento fissata per il 15 gennaio 2026.





