Sara – La donna nell’ombra è un miraggio di originalità nel piatto conformismo che contraddistingue i cataloghi televisivi online.
È una serie che potremmo definire thriller, noir, poliziesca ma che, più che sugli inseguimenti e sulle scene d’azione, fonda la propria ragion d’essere sulla introspezione e sulle dinamiche relazionali.

Sara – La donna nell’ombra, disponibile su Netflix, è una serie in sei episodi della durata di circa 60 minuti l’uno, diretta da Carmine Elia e basata sui romanzi di Maurizio de Giovanni.
Pur differendo dai libri per lo sviluppo della trama, mantiene inalterati quelli che sono i tratti salienti dei personaggi nati dalla penna dello scrittore napoletano.
Sara, interpretata da una sempre magistrale Teresa Saponangelo (È stata la mano di Dio, tra i tanti altri titoli), è un’ex agente dei Servizi Segreti che ha basato tutta la sua carriera sulla incredibile abilità di leggere le labbra, oltre che i gesti e i movimenti altrui.
È stata una donna invisibile per lavoro ma adesso è una donna invisibile per scelta.
Sara è chiusa nel suo mondo, trasandata, dimostra molti più anni di quelli che ha. È schiacciata contemporaneamente dalle conseguenze delle scelte fatte in gioventù e dalla drammaticità del destino che si è trovata ad affrontare.
Ha perso l’uomo della sua vita, Massimiliano (Carmine Recano, Mare Fuori), per vivere con il quale trent’anni prima ha abbandonato suo marito e suo figlio ancora piccolo.
E ha perso anche suo figlio, Giorgio, deceduto in un tragico incidente.
Ed è proprio per indagare sulla sospetta morte di suo figlio che Sara riallaccia i rapporti con la ex collega e amica (ma non troppo) Teresa, interpretata da Claudia Gerini, trovandosi poi costretta a collaborare per aiutarla a risolvere un caso di politica e corruzione che la riguarda personalmente e a rimettersi nuovamente in gioco.

Ad aiutare Sara nelle sue indagini non convenzionali saranno Davide Pardo, Flavio Furno, un ispettore capace ma relegato ai margini lavorativi per alcune vicissitudini personali, e Viola, Chiara Celotto, compagna di Giorgio e al nono mese di gravidanza.
L’elemento a mio avviso più rilevante ed emotivamente coinvolgente di tutta la serie è proprio il rapporto con Viola, quella sensazione di seconda occasione che Sara, pur con la rigidità del suo carattere e la necessità, anche fisica, di essere solitaria, sa bene di non potersi far sfuggire.
Sara – La donna nell’ombra non è una serie stereotipata. Non risponde al classico paradigma di poliziesco d’azione né a quello in cui i protagonisti assurgono al ruolo di supereroi.
Sara è una donna profonda che si trova a fare i conti con il suo passato; ha un superpotere ma lo utilizza con sobrietà e silenzi. Nell’ombra, appunto.
Il cast è di ottimo livello e tutte le interpretazioni sono perfettamente integrate nella trama, senza bisogno di strafare per poter eccellere.

Napoli è il teatro di questa storia ma, anche qui, non è la Napoli di Gomorra, cruda, tetra e violenta, né quella luccicante e sfarzosa della Parthenope di Sorrentino.
Il Vesuvio da cartolina, di tanto in tanto, c’è ma quella che viene raccontata è prevalentemente la Napoli di Fuorigrotta, Bagnoli, Pozzuoli e il Centro Direzionale. Una Napoli fatta di cose belle e di cose brutte, di lavoratori e delinquenti, è Napoli.
La serie ha qualche difetto, chiariamoci: taluni personaggi, ad esempio, sono troppo stereotipati, il dialetto talvolta è molto accentuato (soprattutto da chi napoletano non è, e si sente) e la trama in alcuni punti è poco credibile.
Tuttavia, è un ottimo prodotto televisivo e spero, e credo, che ci saranno altri capitoli per approfondire l’evoluzione di Sara e degli altri personaggi.
Il mio voto è 8.
Anno: 2025
Episodi: 6
Durata: 50-55 minuti (episodio)
Genere: drammatico
Regia: Carmine Elia




