Nell’overdose di titoli che negli ultimi anni provano a sfruttare Napoli e il suo immaginario, un film come Nottefonda di Giuseppe Miale Di Mauro prova a ritagliarsi uno spazio originale eludendo tanto le narrazioni criminali post-Gomorra della città in ombra, quanto l’immaginario da cartolina della città in luce. Nottefonda, che vede l’apporto sostanziale del fresco vincitore del David di Donatello come miglior attore non protagonista Francesco Di Leva, è una sorta di noir intimista incentrato sul rapporto padre-figlio, ambientato a San Giovanni a Teduccio, quella periferia est del capoluogo partenopeo al centro di importanti progetti di riqualificazione negli ultimi anni, ma che sconta ancora povertà, emarginazione e disagio sociale figli della feroce de-industrializzazione cittadina.
La trama di Nottefonda e il trailer
In arrivo nelle sale a partire dall’8 maggio, Nottefonda racconta la quotidianità allo sbando di Ciro (Di Leva), che ha perso la moglie in un tragico incidente: il suo unico scopo ora è girare ogni notte per il quartiere, alla ricerca dell’auto pirata che l’ha investita. In questa odissea fuori orario coinvolge il figlio Luigi (interpretato dal vero figlio di Di Leva, Mario), tredici anni appena e una vita già impegnata a trattenere il padre da una discesa agli inferi senza ritorno.
Qui potete vedere il trailer di Nottefonda, il film di Giuseppe Miale di Mauro distribuito da Cinecittà Luce.
L’esperienza del NEST
Esiste da circa dieci anni a San Giovanni il NEST, il teatro che ha la sua sede nella vecchia palestra di una scuola abbandonata, e che ha visto Di Leva e Miale Di Mauro tra i suoi fondatori. Da questo incontro nasce Nottefonda, ulteriore tassello di un’esperienza artistica e umana che vede nella cultura occasione di riscatto sociale, modello tra l’altro non unico, giacché sono ben numerosi i laboratori teatrali e artistici sorti nei quartieri più difficili di Napoli. Una città fucina di talenti che vede spesso nelle difficoltà terreno fertile per coltivare il talento.
Prima ancora che un film, Nottefonda è un romanzo scritto dallo stesso regista, il quale inizialmente era dubbioso circa la possibilità di dirigerlo. E il motivo lo si può anche scorgere durante la visione della pellicola: è sempre alquanto arduo raccontare il dolore del vissuto, l’abisso nero della disperazione, senza cadere in retorici cliché e una drammaturgia ricattatoria. Altrettanto arduo, se non di più, è ambientare tale storia in una città come Napoli, sfondo scenografico e sociale così potente da divorare spesso le storie che qui si ambientano, un rischio che incorrono anche gli artisti autoctoni. Il decentramento dai luoghi più riconosciuti e riconoscibili della città diventa pertanto in un’opera di per sé piccola e fragile come Nottefonda una questione tanto politica quanto estetica.
Nottefonda, tragedia che si fa corpo e carne

Proprio la messa in scena paesaggistica è uno dei punti di forza di Nottefonda: strade, sottoscala, autogrill, spiazzi attraversati dai binari ferroviari, luoghi apparentemente anonimi che la mirabile fotografia connota di sostanza simbolica, ritratti in cieli perennemente oscuri anche nelle rare scene di giorno, e che delineano una geografia della solitudine e del baratro esistenziale del protagonista.
E proprio Di Leva è l’altro elemento cardine di un’opera che sconta altrimenti qualche passaggio a vuoto narrativo nei suoi 86 minuti di durata: se i personaggi che ruotano intorno a Ciro appaiono per lo più sfocati, appena abbozzati, Di Leva conferma il suo status attoriale caricando sulle sue spalle tutto il peso del film, fisicità e volto segnati da notti insonni, intossicate da crack e disperazione. Diceva Godard che il cinema è un attore e la cinepresa: l’esordio di Giuseppe Miale Di Mauro si fa bastare questi ingredienti basilari per coinvolgere lo spettatore dentro la più indicibile delle tragedie, e se è vero che non mancano fragilità, qualche dialogo un po’ tirato via, un andirivieni temporale incardinato in un montaggio parallelo non sempre preciso ed efficace, l’ultimo viaggio al termine della notte porta finalmente a dissolvere i fantasmi del passato, con un colpo di scena non nuovo ma in grado di lasciare una tenue luce di speranza nel cuore del pubblico. Si può sopravvivere a una tragedia solo affrontandola, accogliendo tutto il dolore che esso comporta.
Nottefonda è al cinema dall’8 maggio 2025.





