Giovedì 8 maggio alle ore 18:30 inaugura la mostra personale di Grazia Famiglietti in un luogo unico nel ventre di Napoli, l’Acquedotto Augusteo del Serino curato dall’Associazione Vergini Sanità.
Costruito nel I secolo d.C. è un ponte, un vero e proprio monumento in bilico tra passato e presente, in cui l’acqua, elemento centrale, è metafora del tempo che scorre in un luogo che ha resistito nei secoli grazie a una stratificazione di interventi. C’è la fissità del luogo, in cui è possibile camminare lì dove i romani fecero, e lo scorrere degli elementi, l’acqua e il tempo. Tutti elementi che vanno a formare il corpo delle opere che l’artista irpina, naturalizzata napoletana esporrà giovedì, in questa mostra a cura di Benedetta Bottino.

In “Non ora” il tempo inteso come un presente sospeso diventa focus da esplorare nelle sue molteplici declinazioni e sviscerare attraverso oli, acrilici, pigmenti e oro. Una riflessione, la sua, che prende spunto dai grandi filosofi del passato e, come acqua che scorre per arrivare all’acquedotto augusto, così i suoi lavori giungono alla Napoli che conosciamo trasformando uno spazio storico in un crocevia di arte e filosofia.






