All’ex Opg Je so paZz di Napoli, per una serata davvero speciale, tornano i Tre Allegri Ragazzi Morti che sono in tour per tutta la penisola a festeggiare i trent’anni di carriera. Sono cresciuti i ragazzi morti? Nemmeno per sogno – quello del gorilla bianco – piuttosto sono diverse adesso le età che si ritrovano sotto al palco. Perché trenta sono tanti e così ci sono gli irriducibili del primo periodo con i loro mostri, quindici anni già, ragazzi codalunga e tatuate belle, e ci sono poi I figli di quelli irriducibili. Come cappello verde, così si fa chiamare questo giovanissimo batterista, che a fine concerto si è raccontato a Luca Masseroni, con Luca che gli ha poi regalato le sue bacchette. Perché poi da sempre i ragazzi morti sono così, mai come voi. Dopo aver saltato ballato e danzato con il pubblico l’incredibile spettaculo della vida, l’incredibile spettaculo della muerte si danno ancora tra foto, quattro chiacchiere e possibilmente una birra dissetante.

A festeggiare con loro sul palco un quarto ragazzo morto, Andrea alla chitarra, e amico speciale per una canzone, Dario Sansone che ha tradotto in lingua partenopea per l’occasione alcuni versi de La faccia della Luna, che da adesso in poi unisce ancora di più Pordenone e Napoli. Come suggerisce Davide Toffolo, questa è da sempre la loro canzone più napoletana.

Non sono mancati momenti di vero impegno sociale a sostegno della Palestina con una fetta di anguria, simbolo del paese che porta con sé i colori della bandiera. Questa fetta gigante come una vera rock star, come una protagonista silente ma presente nei cuori, ha volato sulle teste dei partecipanti al concerto per poi trovare posto in alto. Per non dimenticare. Per ricordare “quella cosa che ci divide tra chi simpatizza con chi vince e dall’altra parte, ovunque, da sempre e per sempre chi simpatizza con chi perde” per dirla alla Giovanni Truppi e la sua bellissima L’unica oltre l’amore. E restando su questo strano e assurdo sentimento non sono mancate le canzoni a lui dedicate, del resto ogni adolescenza coincide con la guerra, e a quell’età l’amore è un sentimento puro e totalizzante.Qualcosa di più grande profumato e incomprensibile come quando ti abbandoni e ti addormenti e sei dentro un’altra realtà. La verità, vi prego sull’amore.

Dal loro ultimo album in studio Garage Pordenone dai suoni sporchi e dalle liriche pazzesche. Cantano l’amore universale ricordandoci che se il grillo torna al campo ci guadagnamo tutti e che riconosco un solo culto, il culto dell’amore. Appartengo ad una razza, la razza dell’umanità, c’è soltanto una ragione. La ragione del cuore. Ho’oponopono, pezzo che apre il nuovo disco. Il brano è stato scritto da Toffolo; in collaborazione con Wilson Wilson dei Sonic Youth. Canzone che richiama la pratica hawaiana della riconciliazione con sé stessi per la risoluzione dei conflitti interiori. Un mantra facile da ballare che il pubblico accompagna con movimenti suggeriti da Davide.

Il nostro modo di essere vivi e connessi. Perché più siamo connessi e meno siamo noi stessi. Ci piace quello che è vero, ci piacciono i tre allegri ragazzi morti perché ci ricordano da trent’anni e per i prossimi trenta che noi siamo quasi adatti, che non ci piace questa visione consumistica e capitalistica del mondo e che non saremo mai come voi, siamo diversi. Puoi chiamarci se vuoi ragazzi persi.






