Carlo Lorenzetti e i suoi Spazi Siderali in mostra a Roma

 

Il piano nobile di Palazzo Caetani Lovatelli, sede romana di Bertolami Fine Arts, ospita per tutto il mese di febbraio Spazi Siderali, una selezione delle opere più significative realizzate tra il 1985 e il 2013 da Carlo Lorenzetti, uno dei più sensibili protagonisti della scultura italiana contemporanea. In esposizione, oltre a 13 sculture, anche una raccolta di disegni del 2007.

Nato a Roma nel 1934, scultore e incisore, Lorenzetti frequentò l’Istituto d’arte di Roma, completando i suoi studi artistici presso l’accademia di Francia a Villa Medici. Dal 1953 ha insegna discipline plastiche all’Istituto d’arte di Roma. Orafo e cesellatore. Si formò con Alberto Gerardi, e strinse amicizia scambiando opinioni ed esperienze con Lorenzo Guerrini abilissimo Maestro orafo.

Disegno, 2007, acrilico e grafite su carta, cm 76 x 56

La sua prima personale risale al 1962 alla Galleria Topazia Alliata di Roma, quando ancora esordiente catturò l’attenzione della critica del tempo. Giovanni Carandente lo invitò quindi a partecipare nello stesso anno alla mostra Sculture nella città a Spoleto. Unico giovane scultore accanto a noti artisti nazionali e internazionali del calibro di A. Calder, D. Smith, H. Arp, H. Moore, P. Consagra, U. Mastroianni, A. Pomodoro e tanti altri. Così per l’occasione Lorenzetti realizzò un’opera di grande dimensione “Figura spoletina” che fu posta in Piazza Campello.

Svirgolata, 2000, ferro e alluminio sbalzato, cm 170 x 101 x 24 (2 elementi)

S’intuisce da una lettera inviata da Lorenzetti nel 1962 a Carandente (Biblioteca G. Carandente Spoleto) come così giovane la sua interpretazione scultorea era matura, non da meno dei grandi Maestri presenti: “La grandiosità di questo ambiente mi ha influenzato in maniera tale da impormi una visione larga e di ampio respiro. Forme acute stagliate alternano ritmi contrapposti in una spazialità antivolumetrica”.

Duale, 1996, ferro sbalzato e grafitato, cm 277 x 220 x 75 (2 elementi)

Dalle parole di Lorenzetti si capisce come la città di Spoleto, le mura, i vicoli, le piazze, le pietre, le architetture, ma anche i profumi e gli odori, le persone, avessero ispirato in lui qualcosa che andava oltre ciò avesse inizialmente pensato, forse una premonizione di essere partecipe della più grande mostra di sculture monumentali mai realizzata prima, ed ancora oggi mai ripetuta. Era la quarta edizione del Festival dei Due Mondi, un edizione memorabile sia per l’imponenza delle sculture installate che per i nomi degli artisti partecipanti.

lorenzetti
Aggrotto, 1985-86, ferro sbalzato e grafitato, cm 310 x 280 x 255 (3 elementi)

Ma per Lorenzetti non fu l’unica partecipazione in quei luoghi: nel 1998 espose alla mostra “Viaggiatori sulla Flaminia” a cura di Franco Troiani. L’opera di Lorenzetti fu installata nella Basilica di San Cipriano e Giustina a Campello sul Clitunno. Un grande ferro nero posto al centro perimetrale della Basilica di cui  rimangono solo parte delle mura perimetrali e l’abside, quasi incapaci di contenere la forza e l’energia sprigionata dalla scultura, creando una suggestione visiva che si godeva percorrendo la via Flaminia.

Lorenzetti
Carlo Lorenzetti

 

Lorenzetti non ha mai sentito il bisogno di procedere in formazione all’interno di gruppi o movimenti, ha percorso in totale autonomia un originale cammino all’interno della linea di ricerca interessata a rinnovare la scultura nel segno della liberazione dalla costrizione della legge di gravità, creando forme capaci di conquistare la terza dimensione non come masse statiche che occupano saldamente lo spazio, ma come mobili intrecci di linee in dialogo con l’aria.

A Palazzo Caetani Lovatelli, osservando le tredici sculture e i quattordici disegni in esposizione, non abbiamo il sapore di una rassegna di carattere antologico, ma si riesce ad afferrarne il senso del suo lavoro. Dai capolavori degli anni ’80 – Aggrotto (1985) e Sidereoerrante (1989), anneriti da uno strato di grafite steso sulla superficie metallica – ai più recenti lavori caratterizzati dal contrasto tra luminose forme di alluminio e nere lamiere di ferro, Carlo Lorenzetti si volge con chiarezza alla ricerca di una geometria essenziale, molto lontana, però, dalla fredda staticità della geometria euclidea. Di geometria inquieta parla nel suo saggio in catalogo Silvia Pegoraro e in effetti sono, quelle dello scultore romano, forme percorse da un sottile respiro energetico che le rende liricamente vibranti.

Lorenzetti
Figura-spoletina-1962- Festival dei Due Mondi Sculture nella Città Spoleto Piazza-Campello

L’effetto del movimento percepito è creato dai calibrati giochi visivi, una costante alternanza di bagliori di luce e gorghi d’ombra, impressi su lastre di rame, ferro, ottone e alluminio dalla lavorazione a sbalzo, una tecnica, in verità, solitamente usata in oreficeria, ma che, applicata in modo del tutto anticonvenzionale alla grande dimensione, consente alla materia metallica di prendere vita.

Lorenzetti
“Lampo spazio” 1993 acciaio cor-ten
“Viaggiatori sulla Flaminia” 1998 a cura di Franco Troiani
Installazione nella Basilica di San Cipriano e Giustina
Campello sul Clitunno Spoleto Pg

Carlo Lorenzetti infonde respiro alla materia, la sua opera è un inno alla perfetta precarietà della vita. Luce e ombra, razionalità e lirismo, controllo formale e fantasia torrentizia, la pesantezza della materia annullata nella leggerezza di forme aeree: la dialettica dei contrasti è al centro della riflessione di un artista tra i più affascinanti dell’arte contemporanea italiana, non solo per il contributo dato al linguaggio scultoreo, ma anche per l’eccezionale talento di disegnatore.

Sidereoerrante
Sidereoerrante, 1989, ferro sbalzato e grafitato, cm 300 x 48 x 235 (2 elementi)

Appena venticinquenne gli fu assegnato dalla Galleria nazionale d’ Arte Moderna di Roma il “Premio d’ incoraggiamento per i giovani artisti” che lo portò sulla ribalta artistica nazionale. Nel 2005 ha ricevuto il Premio nazionale Presidente della Repubblica per la scultura assegnato dall’Accademia di San Luca.

Spazi Siderali
Opere di Carlo Lorenzetti
a cura di Francesco Bonanno
1 – 28 febbraio 2018

Bertolami Fine Arts Palazzo Caetani Lovatelli,
piazza Lovatelli, 100186 Roma
Info: +39 06 3218464 39 06 32609795 +39 345 0825223

www.bertolamifinearts.com

Orario: dal lunedì al sabato ore 10.00-19.00 Domenica chiuso
Ingresso libero
Catalogo Bertolami Fine Arts Books con testo critico di Silvia Pegoraro
Ufficio stampa: Scarlett Matassi – +39 345 0825223