
Teatro Palamostre, Udine – Lo scorso 26 settembre è andata in scena una delle coppie più incisive e travolgenti della satira italiana contemporanea: “L’apocalisse”, spettacolo ideato e scritto da Marco “Makkox” Dambrosio e interpretato da Valerio Aprea. L’appuntamento è stato possibile dalla collaborazione tra Festil – Festival estivo del Litorale e CSS Teatro Contatto, due realtà da sempre attente ai linguaggi del presente e alle forme più originali della drammaturgia d’autore.
Come ha dichiarato Aprea, “Marco [D’Ambrosio] riesce a leggere le cose nella loro potenziale versione comica, ma non solo, anche poetica o allegorica, in continuazione, ogni secondo, ovunque, in automatico, è più forte di lui. Ed è imbarazzante averci a che fare. Perché è chiaramente un potere soprannaturale che tu non hai né avrai mai. È come lavorare con un Avenger. E io, grazie a lui, a mia volta ho scoperto di poter umilmente azzardare ad avventurarmi oltre la soglia di demarcazione tra attorialità (esclusivamente esecutivo-performativa) a me pertinente, e autorialità (creativo-ideativa) a me invece, sin qui, preclusa.”

In un’epoca segnata da scompigli climatici, tensioni geopolitiche e un’ansia collettiva ormai diventata rumore di fondo quotidiano, “Lapocalisse” affronta il tema della fine del mondo senza alcun pietismo, scegliendo la strada del paradosso, dell’esasperazione comica e della riflessione sociale. Makkox costruisce una narrazione lucida e dissacrante, fondata sulla parodia esasperata del presente umano e ricamata fino all’incanto dello stupefacente – nel pensiero e nell’azione – che mette a nudo le nostre nevrosi, la pigrizia intellettuale e la goffaggine con cui l’umanità assiste alla propria deriva.
A dare corpo, voce e respiro a questo affresco è Valerio Aprea, attore dal ritmo scenico impeccabile, amatissimo per le sue interpretazioni dei testi di Mattia Torre e per i suoi monologhi nel programma televisivo “Propaganda Live”. Sul palcoscenico del Palamostre, Aprea ha trasformato le intuizioni acute e graffianti di Makkox in una performance travolgente: la sua recitazione, fatta di accelerate improvvise, pause millimetriche e una mimica tagliente, ha incarnato alla perfezione lo smarrimento dell’uomo comune schiacciato tra la paura del futuro e l’assurdità del presente.

La forza dello spettacolo risiede nell’integrazione tra la parola recitata e l’universo visivo di Makkox. Le sue celebri vignette, la sua satira di costume e il suo tratto inconfondibile non fanno da semplice sfondo, ma dialogano in tempo reale con l’attore come deus ex machina, amplificando l’impatto comico e la portata critica della messinscena. “Lapocalisse” ha presentato cinque monologhi paradossali, ognuno dei quali è la ricerca di una risposta possibile e ironica alle sfumature della deriva umana, intervallati da una piccola presentazione sul contesto creativo degli stessi.
Una nota di attenzione e merito va spesa per la bellezza della ricerca terminologica in fase di scrittura: le parole di Makkox sono come dei mattoncini Lego scelti con assoluta perizia e piacere per il vario e per il bello, fino a costruire l’universo astrattamente onirico e (ben poco?) assurdo dipinto dalla mimica inconfondibile di Aprea sul palco.

La serata al Teatro Palamostre ha confermato il valore delle sinergie culturali sul territorio friulano. L’unione tra la visione del Festil e la programmazione di Teatro Contatto Estate ha regalato al pubblico una tappa imperdibile: un ritratto sferzante del nostro tempo che dimostra come, anche di fronte al baratro, la satira rimanga uno dei pochi strumenti capaci di farci comprendere il mondo e le nostre storture, destandoci dal nostro torpore.
Lapocalisse
uno spettacolo di Makkox e Valerio Aprea
produzione.Argot Produzioni e Dada
in coproduzione con Fondazione Sipario Toscana onlus – La Città del Teatro
in collaborazione con Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito
Durata: 120 min.
