Con Elisa, presentato in concorso alla 82.esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Leonardo Di Costanzo firma un’opera intensa e intima, che si muove tra i territori della memoria, della colpa e della redenzione. Il film racconta la storia di una donna di trentacinque anni, interpretata con straordinaria profondità da Barbara Ronchi, che da dieci anni vive in carcere per aver ucciso la sorella maggiore e averne fatto bruciare il corpo. Un gesto estremo e inspiegabile, che Elisa stessa dice di non ricordare, come se un velo di silenzio avesse cancellato ogni traccia di quel passato oscuro.

Il cuore del film non è tanto l’atto del delitto, quanto la sua elaborazione interiore. Elisa si trova rinchiusa in un carcere modello, Moncaldo, dove si svolgono anche attività universitarie e ricerche. Qui incontra Alaoui, criminologo interpretato da Roschdy Zem, che la coinvolge in un progetto dedicato ai crimini familiari. Attraverso i loro dialoghi, misurati e spesso dolorosi, emergono lentamente frammenti di memoria e di verità, aprendo una possibilità di confronto con il senso di colpa e con la parte più oscura di sé.

La regia di Di Costanzo, già autore di Ariaferma, prosegue la sua esplorazione del mondo carcerario spostando l’attenzione dall’istituzione alla dimensione interiore. Qui il carcere non è soltanto un luogo fisico, ma anche metafora di un silenzio che imprigiona la coscienza. La fotografia di Luca Bigazzi avvolge i personaggi in un’atmosfera sospesa, fatta di chiaroscuri e spazi controllati, mentre il montaggio di Carlotta Cristiani calibra i tempi narrativi con una sobrietà che riflette il lento emergere della memoria.

La forza del film sta proprio nella scelta di non cedere mai alla spettacolarizzazione del dolore. Elisa non offre facili spiegazioni, non cerca colpi di scena o soluzioni nette. È un cinema che abita i silenzi e i non detti, che mette lo spettatore nella posizione scomoda di osservare e di attendere, costringendolo a condividere l’incertezza e l’ambiguità della protagonista. In questo senso l’interpretazione di Barbara Ronchi è decisiva: il suo volto attraversa stati emotivi sottili, dal gelo alla fragilità, dalla resistenza alla resa, mentre la controparte di Roschdy Zem incarna una paziente empatia, capace di scalfire il muro del silenzio senza mai forzarlo.

Se il ritmo contemplativo può risultare ostico a chi cerca una narrazione più immediata, la densità emotiva che Di Costanzo costruisce si rivela potente e duratura. Elisa è un film che si muove lentamente ma lascia tracce profonde, un viaggio interiore che affronta il nodo irrisolto della colpa senza mai fornire risposte definitive. È proprio in questa ambiguità che risiede la sua forza: non pretende di spiegare, ma invita a interrogarsi, trasformando il silenzio in una materia viva e inquietante.

Distribuito da 01 Distribution dal 5 settembre 2025, Elisa si presenta come uno dei titoli più significativi del concorso veneziano. È un’opera che non si limita a raccontare una storia, ma cerca di aprire uno spazio di riflessione sul peso della memoria e sulla possibilità, sempre fragile e incerta, di una redenzione. Un film che chiede tempo, attenzione e ascolto, ma che ricompensa con un’esperienza cinematografica rara e profondamente umana.

Elisa
Venezia 82 Concorso
| Regia: | Leonardo Di Costanzo |
| Produzione: | Tempesta (Carlo Cresto-Dina, Manuela Melissano), Amka Films Productions (Michela Pini, Amel Soudani), Rai Cinema, RSI Radiotelevisione svizzera |
| Durata: | 105’ |
| Lingua: | Italiano, Francese |
| Paesi: | Italia, Svizzera |
| Interpreti: | Barbara Ronchi, Roschdy Zem, Diego Ribon, Valeria Golino |
| Sceneggiatura: | Leonardo Di Costanzo, Bruno Oliviero, Valia Santella |
| Fotografia: | Luca Bigazzi |
| Montaggio: | Carlotta Cristiani |
| Scenografia: | Luca Servino |
| Costumi: | Bettina Pontiggia |
| Musica: | Giorgio Matteo, Aki Oliviero |
| Suono: | Xavier Lavorel, Daniela Bassani, Maxence Ciekawy |
| Effetti visivi: | Florian Margesin (Cine Chromatix Italy) |
| Dal libro: | Io volevo ucciderla di Adolfo Ceretti, Lorenzo Natali |






