Un viaggio allo scoperta di Mondi, Anfibio ci riporta al rock90 per raccontarci il suo presente

Anfibio – al secolo Guido Fiorenza – si presenta nel panorama discografico con un album dal titolo “Mondi” per l’etichetta SorryMom!, disponibile in formato CD e su tutti gli stores e piattaforme streaming dall’8 MAGGIO 2026.

Dopo anni di attività legata a tribute band e busking, il musicista napoletano decide di intraprendere un progetto personale, prima autoprodotto e successivamente supportato da etichette indipendenti quali Orangle Records ed infine la veneta SorryMom! 

L’album è composto da nove tracce, scritte e arrangiate da Anfibio nel corso dei suoi quasi 30 anni di attività, ma registrate solo fra il 2022 e il 2024 nello studio di registrazione Impronte Records. Alcuni singoli risalgono all’adolescenza dell’artista e trattano temi molto personali, legati alla fine di un amore, alla protesta sociale o alla scoperta del mondo. A questi si aggiungono brani di nuova stesura, nei quali si percepisce la crescita personale dell’artista e l’interesse verso le politiche contemporanee.

I brani del disco raccontano viaggi interiori e tensioni sociali, il bisogno di restare autentici mentre tutto cambia. Ogni canzone è un grido, un racconto reale in cui potersi rispecchiare, riconoscersi e ritrovarsi senza difficoltà. 

Si tratta di un mix di buon rock italiano con venature e arrangiamenti made in USA. Tutti gli arrangiamenti sono frutto della collaborazione del cantautore con Claudio Zampa di Impronte Records, ad eccezione del singolo Controvento, che vede la cooperazione con Giacomo Iannaci di Morning View Studio.

L’album nasce dalla sinergia di musicisti diversi per provenienza geografica e background musicale, un mix perfetto che viene completato dalle registrazioni nello studio romano di Impronte Records.

 

Pochi giorni dopo l’uscita del disco abbiamo incontrato il nostro cantautore alla “Piccola Galleria Resistente” dell’artista napoletano Antonio Conte dove con due amici di vecchia data di Anfibio abbiamo avuto modo di intervistarlo tra un forchettata di pasta alla carbonara ed un bicchiere di vino creando un ambiente conviviale tra i presenti mostrandoci un aspetto dell’artista più intimo e personale. Per chiudere la serata siamo stati anche omaggiati da una performance live acustica a conferma della dimensione live del cantautore.

D: Iniziamo subito con la prima domanda, da dove è nata l’idea del tuo nome d’arte Anfibio?

R: Il nome prende ispirazione da una strofa del brano Goccia a Goccia dei Litfiba, nella quale rivivo un periodo particolare della mia vita. In quel momento ricoprivo spesso più ruoli, passando da uno strumento all’altro dove ce n’era bisogno. Questo mi portava ogni volta a riflettere su quale fosse davvero il mio posto all’interno del gruppo.

Proprio mentre ero alla ricerca di un nome per il mio progetto solista, arrivò l’ispirazione ascoltando l’album Mondi Sommersi, a cui ho poi dedicato anche un secondo tributo, dando al mio primo disco il nome Mondi.

D: Lo stesso omaggio è presente anche nella copertina?

R: Non proprio. La copertina è stata realizzata con l’AI e l’unico elemento reale sono io, immerso quasi completamente nell’acqua, ma vestito (ride). Il concetto di Mondi per metà sommersi è invece legato più al significato dei miei brani: sono pezzi scritti in un arco temporale molto lungo, dove gli elementi sommersi rappresentano il passato, mentre quelli in superficie rappresentano il presente.

D: Come mai hai deciso di inserire tre pezzi antecedenti agli anni ’90, risalenti quindi a un periodo storico personale, ma anche globale, molto diverso da oggi? Non hai mai pensato che fosse un azzardo per il tuo primo disco? Di solito, dopo tanti anni, un artista considera queste prime canzoni delle B-side da inserire eventualmente in altri album.

R: Guarda, dovevo chiudere con il passato. Questi tre pezzi dovevano mettere un punto definitivo sulla mia esperienza nei Neurotic. Dopo un periodo di stallo in cui non suonavo, erano diventati quasi una zavorra, quindi, mentre andava avanti lo sviluppo del disco, ho deciso di inserirli. In realtà non volevo dare il segnale di chi non rinnega il proprio passato, ma piuttosto prendere coscienza del fatto che quei brani fossero ancora attuali, alcuni addirittura assumendo un significato completamente diverso, tanto da essere stravolti nella loro forma finale e cambiare persino titolo. A  essere sinceri, adoro gli anni ’90, quindi ho voluto portarli nelle mie canzoni, anche se qualcuno mi ha detto che “suona vecchio”. No, suona Anfibio.

D: Quindi pensi che i ventenni di oggi siano meno propensi ad ascoltare quel genere di rock italiano di fine anni ’90 portato avanti da gruppi come Ligabue, Negrita e i Litfiba di Mondi Sommersi e Infinito?

R: Credo dipenda molto dall’ambiente familiare o dal contesto in cui si cresce, dalla presenza o meno di persone che ascoltavano, e ascoltano tuttora, quel genere musicale. Viviamo in un periodo in cui è molto facile seguire le mode, a discapito della ricerca di ciò che potrebbe realmente interessarci.

 

D: Tra i tuoi brani c’è Trinacria e già dal nome non è difficile capirne il significato.

R: Certo, anche se mi è capitato di incontrare qualcuno che non conoscesse il significato del termine, inteso come antico nome e simbolo della Sicilia. La canzone è un omaggio alla regione che mi ha adottato, dove vivo attualmente, precisamente a Catania. La scelta di vivere lì è dovuta principalmente a motivi di cuore, ma è anche il luogo in cui ho trovato la mia dimensione rispetto ad altre città in cui ho vissuto e registrato, come Roma, dove sono stato per dieci anni ma mi sentivo più lontano dalle mie origini: troppo grande e impegnativa.

D: Parlando del tuo disco con Antonio, abbiamo notato entrambi che l’intro, dove si sente questo strumento tipico della Sicilia, il marranzano, richiama Dimmi il Nome dei Litfiba.

R: Guarda, questo accostamento mi sorprende in modo positivo e mi fa sorridere, perché lo avete notato voi e non posso contraddirvi: è davvero una sorpresa anche per me trovare questa somiglianza. Naturalmente non è voluta, anche se sono felice di questo paragone. L’idea è arrivata quasi per caso: mentre mi trovavo in una piazza c’era una bancarella di strumenti musicali locali, fui attratto da questo marranzano e decisi di prenderlo e imparare a suonarlo. Nel brano ho voluto inserire anche le percussioni di un artista senegalese, dando al tutto un’atmosfera di confine tra mondi e culture.

D: Parliamo del singolo Ombre: da chi, tra di noi, vede una ballad in stile Negrita al video, da osservatore non vedo similitudini con il testo della canzone.

R: Lo svolgimento del video è un’idea del regista. Confermo che non ci sono collegamenti diretti con il testo o il significato della canzone, quindi ho lasciato carta bianca alle sue idee. È un brano nato dopo la fine di una precedente storia e ha subito diverse metamorfosi: inizialmente durava circa sette minuti e ogni volta che ci rimettevo mano ne tagliavo una parte, anche per renderlo più radiofonico. All’inizio era una canzone riferita a questo amore messo alla prova da Ombre che interferivano nella nostra relazione con il chiaro intento di farla finire. Con gli anni, però, ho voluto darle un altro significato: riflettere su quelle persone che non fanno più parte della nostra vita e sulla libertà di poterle rivivere nei sogni.

D: Il terzo singolo, Controvento, anch’esso uscito con un video, ti ha visto collaborare con Alessandro Freschi di Casa Surace. Come è andata?

R: In questo caso anche Alessandro aveva una sua idea su come realizzare il video, ma c’è stata più interazione: voleva conoscere più dettagli sulla canzone e, parlando in modo generico di ribellione senza schierarsi troppo, è nata l’idea di resistere alle folate di vento con un’ambientazione desertica. Girare questo video mi ha persino fatto ammalare: era estate, ma sono stato per parecchio tempo sotto questa raffica di vento sparata al massimo.

D: Mentre Clandestino, come nasce?

R: Clandestino nasce durante una manifestazione contro l’inizio della guerra in Iraq, successiva all’attacco alle Torri Gemelle negli Stati Uniti. La spinta a comporre la canzone mi fu data soprattutto dalla sensazione di impotenza che provai nello scoprire che, nonostante le manifestazioni in tutto il mondo, gli Stati Uniti entrarono comunque in guerra con l’Iraq. Ho quindi voluto scrivere quella canzone per chi, fino all’ultimo, ha combattuto per evitare quella guerra. Già il titolo è un gioco di parole: Clan-Destino, a indicare un gruppo di eroi diversi. Ogni terra ha il suo eroe: dai nostri Falcone e Borsellino a William Wallace in Scozia, fino a Bobby Sands in Irlanda, tutti ancora ben visibili e percepibili nelle strade delle loro città. Musicalmente, più che richiamare gli anni ’90, ho voluto seguire un suono ancora precedente, più vicino a gruppi come gli AC/DC.

D: Nei crediti del disco tra i ringraziamenti c’è quello a Marty McFly che mi incuriosisce non poco, da dove nasce l’idea?

R: Bella domanda. Io sono inceppato col tempo e Marty McFly, con Ritorno al Futuro, non può che esserne il degno rappresentante. I riferimenti al tempo sono presenti in molti miei brani: ad esempio Madrenalina inizia con Amigo, non temo il tempo, mentre Salva il tuo tempo vuole indicare come il tempo a nostra disposizione sia poco e come la clessidra si svuoti sempre più velocemente. Poi, chi non è rimasto stregato da lui quando, chitarra alla mano, esegue Johnny B. Goode? È uno di quei personaggi iconici destinati a lasciare il segno.

D: Prossime date dal vivo?

R: La speranza è quella di suonare nella mia terra, qui a Napoli. Abbiamo una data in provincia di Enna questo mese, altre in arrivo tra Reggio Calabria e Benevento, oltre ad altre ancora da definire sempre in provincia di Enna. Inoltre, siccome a inizio luglio avremo un’intervista per una radio di Pescara, speriamo di riuscire a trovare una data anche lì in quei giorni.

Allora non ci resta che ascoltare il primo disco di ANFIBIO e seguirlo sui maggiori social network per restare aggiornati su nuove date in giro per l’Italia.

TRACK LIST – “MONDI”

1 – Controvento

2 – Clandestino

3 – Ombre

4 – Trinacria

5 – Prossima Destinazione

6 – Nuove Onde

7 –  Salva il tuo tempo

8 –  Madrenalina

9 – Non perderti 

 

Hanno collaborato alla realizzazione dell’LP:
Anfibio – musica, testi, voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, armonica, marranzano
Claudio Zampa – chitarra acustica 12 corde, chitarra elettrica (2,3,5,8)
Flavio Zampa – basso elettrico (2,3,5,6,8)
Gianmarco Ricasoli – chitarra elettrica (2,6,8)
Walter Marzocchella – batteria (2,3,4,5,6,7,8,9)
Pierluca Deioma – basso elettrico (4,7,9)
Vincenzo Pennacchio – chitarre elettriche (4,7,9)
Abramo Laye – percussioni (4)
Giacomo Iannaci – basso elettrico, chitarre elettriche (1)
Massimo Santonocito – batteria (1)

 

Qui un piccolo estratto dell’intervista. A breve troverete il video completo sul nostro canale YouTube Whipart