Sabato scorso nella sala Litza Cittanova Valenzi del Maschio Angioino alla presenza di tanti visitatori e addetti ai lavori è stata inaugurata la mostra Ritratto Sonoro. L’esposizione, visitabile fino al primo febbraio dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17 e dal titolo inequivocabile è composta dalle opere degli artisti selezionati e dai bozzetti preparatori realizzati durante la Settimana di musica insieme a Villa Pignatelli tra novembre e dicembre. Qui gli artisti hanno potuto assistere alle prove e armati di matite e fogli hanno immortalato momenti, si sono lasciati suggestionare dalla musica e dai musicisti fermando istanti e catturando emozioni.
Da questi bozzetti sono nate delle opere esposte in sala. Un bozzetto per ogni opera.

Oltre ai lavori degli artisti, presenti numerosi sabato mattina, sono esposti i disegni di Maurizio Valenzi dedicati alla musica realizzati proprio in occasione della sua frequente partecipazione negli anni Settanta ai concerti organizzati dall’Associazione Scarlatti nella stessa Villa Pignatelli.

Alla presenza del presidente Oreste De Divitiis dell’associazione Alessandro Scarlatti, del direttore Tommaso Rossi e il musicista Francesco Solombrino dell’Orchestra Scarlatti, della professoressa Olga Scotto di Vettimo e del direttore Giuseppe Gaeta per l’Accademia di belle arti e di Lucia Valenzi della fondazione Valenzi gli artisti visibilmente emozionati hanno avuto il piacere di presentare il proprio lavoro.
Come assistere a un concerto, come essere alle prove con loro gli spettatori hanno colto le sfumature e presi per mano dai protagonisti hanno assistito al processo creativo che ha portato alla realizzazione delle opere partendo dal bozzetto definitivo.
Come ascoltare un assolo che si va a incastrare nel tutto che rappresenta il concerto, gli artisti hanno raccontato il proprio punto di vista, il particolare che ha colpito la loro creatività, la nota che ha pungolato la loro visione.

Ogni singola opera, ogni colore steso sulla tela, sulla carta o su lenzuola di lino, ogni gesto, pastello a olio, acrilico o carboncino è servito all’insieme che rappresenta questa mostra. L’insieme, il movimento. La vita tutta attraverso lo strumento come nell’opera di Emilia D’Amelio “De la musique avant toute chose” dove l’oggetto diventa protagonista assoluto e la visione invece contraria rappresentata nel lavoro di Maria Rossi “Fecit Neap 17”. Qui lo strumento sparisce, fa un passo indietro rispetto al suo amante, il musicista in estasi che tocca delicatamente con le mani. La sua passione, sofferenza, voglia è tutta nell’espressione del volto.

Come nell’opera di Alessandra Maisto, anche qui il volto è un catalizzatore di attenzioni, tutta la concentrazione dell’artista è negli occhi chiusi, abbandonati alla musica e al suo violino.

E tanti sono i volti dipinti da Alfredo Romio, anche un autoritratto perché l’artista prende posizione e diventa arte egli stesso. Tutto cambia nelle opere degli artisti, tutto è in movimento per Francesco Napolitano, tutto è “ritmi e frequenze”. Un violino innamorato invece per Celeste Napolitano perché la musica da sempre accompagna l’arte visiva. Fonte d’ispirazione continua e costante tanto da entrare nell’opera stessa in caduta libera, quasi un omaggio a Man Ray per Rosa Jane Toscano con il suo Una notte un punto.

Il processo, lo strumento, le mani del musicista. Tanti gli spunti e gli stimoli che hanno suggestionato gli artisti in mostra, Massimiliano Bruno Calabresi, Leila Costanzo, Marco Valdo delle Donne, Luciano Famoso, Areta Gambero, Alessandro Lista, Adele Manca, Luca Pinelli, Giuseppe Piscopo, Monica Rea, Nathalie Rossetti. Tanti gli artisti che hanno vinto il concorso “Ritratto Sonoro” della Fondazione Valenzi ETS e dell’Associazione Alessandro Scarlatti, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Una mostra da visitare e ammirare, magari con le cuffie nelle orecchie ascoltando la nostra musica preferita, per lasciarci suggestionare a nostra volta in un processo sinestetico. Un rampicante del cuore in dirittura finale.






