Cosa accade quando l’intera opera di una vita di un artista — che abbraccia oltre cinquant’anni di costante cambiamento e sperimentazione — viene riunita e osservata da una prospettiva nuova? È una semplice retrospettiva o si tratta di un nuovo dialogo? E quali verità si svelano quando un artista e la sua arte vengono visti “in controluce”?
Queste sono le domande che l’esposizione al Museo Madre di Napoli si pone di esplorare, offrendo un’analisi profonda e un confronto viscerale con il percorso di Pietro Lista. L’artista, figura chiave ma spesso non classificabile nel panorama dell’arte contemporanea italiana, è il protagonista di In controluce, una mostra che va oltre la semplice cronologia per diventare un atto di profonda riflessione curatoriale sul suo singolare viaggio artistico.

L’esposizione, a cura di Renata Caragliano, si propone non solo di mostrare ma di illuminare, rivelando le trame e i temi ricorrenti che hanno definito la sua poetica.

La Genesi del Segno: Le Fondamenta di un Linguaggio Viscerale
Pietro Lista è un artista la cui identità è forgiata da un crogiolo di influenze geografiche e di esperienze personali. Nato il 12 luglio 1941 a Castiglione del Lago, in Umbria, si trasferì a Salerno nel 1954, un anno che segnò in modo indelebile la sua vita. Questo spostamento lo portò poi a Napoli per studiare all’Accademia di Belle Arti, dove ebbe come maestri figure di spicco come Emilio Notte e Mario Colucci.
Fu in questa città, in un ambiente ricco di “ombre dell’antica ritualità e figure di santità sofferente“, che si formò quel suo “inconscio viscerale e fondamentale” che sarebbe diventato la cifra distintiva della sua pittura“.
La sua arte, tuttavia, trova il suo nucleo più profondo non nelle aule accademiche, ma in un evento traumatico e formativo: l’alluvione di Salerno del 1954. L’artista, all’epoca un adolescente, si ritrovò a soccorrere le vittime e a confrontarsi con una realtà devastante, vedendo “corpi strappati e decomposti che si sono fusi con le rovine nella confusione magmatica”. Questa esperienza, descritta come una “ferita” che ha segnato la sua vita e si è riflessa nella sua arte, ha fornito il motore psicologico ed emotivo per tutta la sua successiva esplorazione della condizione umana. La profonda sofferenza che ha percepito in quel momento ha agito come una fonte inesauribile, alimentando la sua rappresentazione del dolore e della fragilità dell’essere. Questo legame causale tra un evento traumatico e l’espressione artistica permette di comprendere il senso delle sue figure frammentate e il suo costante ritorno al sentimento doloroso dell’uomo, rendendo la sua opera un atto di memoria personale e collettiva.

Pietro Lista, Nero di Marte 44 – Notturno, 2008, Collezione privata, Photo Marilena Abate
Dialoghi e Disconnessioni: Lista e i Movimenti del ‘900
Come può un artista definire il proprio posto all’interno di un momento storico, pur mantenendo la propria individualità? La carriera di Pietro Lista ha inizio nel fermento degli anni ’60, un’epoca di grandi mutamenti e di nuove avanguardie. La sua partecipazione alla storica rassegna Arte Povera più Azioni Povere ad Amalfi, curata da Germano Celant nel 1968, lo colloca in un contesto di grande risonanza internazionale. I documenti confermano la sua presenza a questo evento fondamentale, al fianco di artisti come l’inglese Richard Long e l’olandese Jan Dibbets.
Tuttavia, è interessante notare che Lista non figura nell’elenco degli artisti invitati da Celant per la mostra Arte Povera alla Galleria de’ Foscherari di Bologna, spesso considerata il manifesto fondativo del movimento

Questa duplice realtà rivela un aspetto cruciale del percorso di Lista: la sua natura di artista “nomade e transfuga“, una definizione attribuitagli da Achille Bonito Oliva. Nonostante la sua tangenza con l’Arte Povera, la sua opera non si è mai limitata a un’unica corrente. I suoi lavori iniziali, ad esempio, sono stati descritti come una sintesi tra le “figure stereotipate della Pop Art e un trattamento leggero e vivace dei soggetti“. Questa capacità di muoversi tra diversi linguaggi artistici, dalla pittura alla scultura, dalla performance al cinema d’artista, dimostra come Lista abbia preferito mantenere una traiettoria indipendente, intersecando i grandi movimenti ma rifiutando di farsi ingabbiare da un’unica etichetta.
La sua carriera offre quindi un affascinante esempio di individualità artistica che resiste alla catalogazione, un tema che l’esposizione In controluce invita a indagare.
La sua visione artistica non si è limitata alla produzione personale. Nel 1970, Lista ha aperto a Salerno la Galleria Taide, insieme alla casa editrice omonima e alla rivista Taide Materiali Minimi. Questo spazio non era un semplice luogo di commercio, ma un vero e proprio “punto focale d’incontro” per artisti e intellettuali, che comprendeva figure del calibro di Achille Bonito Oliva, Filiberto Menna, Edoardo Sanguineti e Angelo Trimarco. L’iniziativa fu concepita per proseguire l’idea di promozione culturale del suo amico Marcello Rumma, prematuramente scomparso. Diventando un catalizzatore culturale, Lista ha dimostrato che la sua pratica artistica andava oltre la creazione di oggetti, contribuendo attivamente alla costruzione di un vivace ambiente intellettuale e artistico in una città di provincia come Salerno.
Un Lessico di Simboli: Analisi delle Opere Chiave
L’opera di Pietro Lista è caratterizzata da una costellazione di temi e cicli ricorrenti, un vocabolario visivo che ha continuato a evolversi nel tempo. L’esposizione In controluce offre una preziosa opportunità per confrontarsi con questi elementi.

I Corpi Acefali
Una delle tematiche più potenti e riconoscibili è quella dei Corpi acefali. Cosa significa rimuovere la testa, la sede dell’intelletto e dell’identità, e le braccia, gli strumenti dell’azione? Secondo le fonti, queste figure sono entità “universali, ritratti dell’uomo, non di un uomo”.
Sono “ritratti che si sono ritratti da sé stessi”, opere che trascendono l’individualità per indagare una condizione umana collettiva e archetipica. L’assenza di testa e braccia richiama la vulnerabilità e la frammentazione del sé, temi che risuonano con le prime esperienze traumatiche dell’artista e con la sua esplorazione del dolore.
L’enigma di Nero di Marte
Uno dei cicli più enigmatici e recenti dell’artista è la serie Nero di Marte, grandi oli su tela o su carta realizzati a partire dall’inizio degli anni 2000, caratterizzati dall’uso di un unico colore. Il nome di questa serie, tuttavia, non è un pigmento tradizionale. È lo stesso nome di una band italiana di experimental metal, fondata nel 2012. Questa affascinante coincidenza, o forse una scelta intenzionale, suggerisce un dialogo sottile e imprevisto tra l’alta arte contemporanea e una forma di espressione musicale di nicchia. Mentre l’opera di Lista è un’indagine sul silenzio profondo e sulla cancellazione cromatica, la musica del gruppo evoca atmosfere dissonanti e claustrofobiche.
Sebbene l’opera di Lista sia antecedente alla formazione della band, la comune scelta di un nome che evoca oscurità e guerra (Marte, il dio della guerra) solleva una domanda sulla convergenza di diverse forme artistiche nella loro ricerca di una verità viscerale, una sorta di “etimologia spirituale” che lega campi creativi apparentemente distanti.
Da Nuvole a Cielitudine

Il tema delle “Nuvole” è una costante nella ricerca di Lista, un’ossessione per l’immateriale che si manifesta nella serie-manifesto Cielitudine. Questo interesse per l’elemento aereo e transitorio è direttamente collegato alla sua profonda curiosità per la luce. Lo stesso artista ha dichiarato: “Non mi muovevo nell’ambito delle ricerche visuali e cinetiche… ero interessato alla luce come possibilità di esplorazione virtuale degli spazi“. Le nuvole diventano così un pretesto per studiare la luce, le ombre, la profondità e le forme, elementi centrali nell’esposizione e nel titolo stesso.
L’Arte per la Pubblica: Le Sculture
Come si traduce la visione di un artista dal privato dello studio a uno spazio pubblico accessibile a tutti? Pietro Lista ha affrontato questa domanda con la creazione di diverse sculture. La scultura in bronzo Mnemata, collocata all’ingresso dell’Università di Salerno, è un’opera di memoria storica.
Realizzata nel 1991, è un “omaggio alla campagna distrutta per far posto ad elementi urbani moderni”, ispirata dalla costruzione del campus e dal terremoto che colpì l’Irpinia. L’opera è un monito che celebra e piange al tempo stesso la trasformazione di un paesaggio. Al contrario, la scultura Senza titolo del 2021, donata alla città di Salerno dal Rotary Club, è una dichiarazione di forte impatto sociale. Realizzata in acciaio Corten con uno squarcio simbolico, è esplicitamente dedicata a tutte le donne vittime di violenza.
Queste opere dimostrano che l’arte di Lista non è solo un atto di espressione personale, ma uno strumento civico per la memoria, la denuncia e la riflessione collettiva. Le sue sculture non sono meri oggetti, ma domande poste alla comunità, incoraggiando una riflessione sul passato e un’azione nel presente.
A seguire, una sintesi dei cicli e delle tematiche principali di Pietro Lista.

| Tematica o Ciclo | Media/Tecnica Principale | Concetto Chiave |
| Figure Pop | Pittura | Sintesi tra le figure stereotipate della Pop Art e un trattamento leggero e vivace dei soggetti. |
| Nuvole / Cielitudine | Pittura su tela o carta | Esplorazione della luce e dello spazio virtuale attraverso l’elemento immateriale delle nuvole. |
| Corpi Acefali | Pittura, Disegno | Rappresentazione di figure umane universali e frammentate, “ritratti dell’uomo non di un uomo”. |
| Nero di Marte | Grandi oli su tela o carta | Ciclo di opere monocromatiche che utilizza un solo colore per indagare la profondità e l’assenza di luce. |
| Sculture Pubbliche | Bronzo, Ferro (ad es. Mnemata e Senza titolo) | Monumenti alla memoria storica e alla denuncia sociale, che fungono da punti di riflessione per la comunità. |
In controluce: La Retrospectiva che Illumina il Passato
L’esposizione In controluce non è semplicemente una rassegna celebrativa, ma un progetto con una precisa visione curatoriale. Come parte dell’obiettivo primario del Museo Madre di creare un “archivio dell’arte contemporanea del sud Italia”, la mostra posiziona Pietro Lista come una figura fondamentale del patrimonio artistico campano e meridionale. Il titolo stesso è una metafora che svela l’intento dell’esposizione: proprio come un oggetto “in controluce” rivela la sua trasparenza e le sue opacità, la mostra mira a illuminare le connessioni e le sfumature della carriera di Lista. L’artista stesso ha fornito la chiave interpretativa: “Tutto ciò che si vede è uno scherzo della luce. La luce rimbalza negli occhi, la luce proietta ombre, crea profondità, forme, colori. Spegni la luce ed è tutto finito”.
L’esposizione offre un percorso che si snoda attraverso oltre cinquanta opere, un viaggio che parte dai lavori storici della seconda metà degli anni ’60 e arriva fino alle creazioni più recenti e inedite. Saranno presentati i suoi cicli tematici più significativi, tra cui le Nuvole, i Nero di Marte e i Corpi acefali, oltre a un’ampia documentazione delle sue opere pubbliche e dei suoi interventi performativi.
I dettagli logistici dell’evento sono i seguenti:
Nome della Mostra: Pietro Lista. In controluce
Luogo: Museo Madre, Via Luigi Settembrini 79, Napoli
Date: Dal 17 settembre al 17 novembre 2025
Opening: Lunedì 15 settembre 2025, dalle 18:00 alle 21:00
Contatti: Comunicazione e Ufficio Stampa
Per informazioni, richieste e contatti relativi alla mostra e al Museo Madre, si prega di fare riferimento ai seguenti recapiti. Si segnala che l’affidamento del servizio di ufficio stampa del Museo Madre è stato annullato in passato per una ridefinizione delle prestazioni, pertanto si consiglia di utilizzare i contatti generali per ogni richiesta.
Museo Madre: Orari e Contatti
| Dettaglio | Informazioni |
| Indirizzo | Via Luigi Settembrini 79, 80139 Napoli |
| Telefono Informazioni Generali | +39 081 19978017 |
| E-mail Informazioni Generali | info@madrenapoli.it |
| Telefono Biglietteria e Visite Guidate | +39 081 19528498 |
| E-mail Biglietteria e Visite Guidate | museomadre@culturatela.com |
| Orari di Apertura | Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato: 10:00 – 19:30Domenica: 10:00 – 20:00(La biglietteria chiude un’ora prima) |
| Giorno di Chiusura | Martedì |





