Le città di Mary Cinque

a cura di
OFF Gallery Napoli

Girando per la città di Napoli, perdendosi nei sui vicoli, nella sua storia, tra un turista e una pizza fritta, tra una chiesa e un monumento storico è facile imbattersi nella vita vera, quella vissuta tutti i giorni dalle persone che provano a combattere una quotidianità sempre più frenetica, veloce, caotica e impossibile e se per un attimo alzassimo la testa dai nostri cellulari potremmo vedere la bellezza che ci circonda semplicemente guardando, osservando proprio come fa Mary Cinque nelle sue incursioni cittadine, nelle sue esplorazioni di quel corpo vibrante e pulsante che sono le nostre città, la nostra city. Big City Life, proprio come il titolo della sua ultima personale a Napoli.

Dentro Partenope in un portone si apre la OFF Gallery, nata nel 2018 da un’idea di Beniamino Manferlotti e a pochi passi dalla colonna greca che accoglie i visitatori poco distratti che girano per la città, sulla destra da qualche anno nasce un altro spazio sempre OFF che affaccia proprio sulla strada, dialoga con il passante distratto e con mirati progetti site specific prova a far fermare gli sguardi delle persone che fuggono sulla realtà che attraversano, qualche volta in punta di piedi, altre volte veloci senza lasciare traccia del loro vissuto. Le luci della galleria dal 20 aprile per tutto il mese di maggio come in un gioco di specchi illuminano degli scorci di città, di realtà che accadono mentre tutto scorre, dei rimandi a quella stessa vita quotidiana che ci sfugge tra le mani mentre rincorriamo chissà cosa.

Le opere di Mary Cinque, per la curatela di Alba La Marra chiedono a gran voce di fermarsi a riflettere un attimo sul mondo che ci circonda.
Sono dei pastelli a olio, almeno nella prima parte della mostra, come diapositive, fugaci momenti di quello che siamo mentre facciamo altro.


Come un’esploratrice l’artista nei suoi disegni immortala situazioni che incontra lungo il suo vagare per la città, piccoli dettagli, una lampada accesa nel bar Benteveo di Madrid, un ragazzo che legge un libro in metropolitana, i tetti di Londra dalla torre di Sant’Agostino, una donna che passa distratta davanti al Chelsea Hotel di New York, qualcuno che si guarda intorno cercando forse indicazioni ad Atene, signore in un parco, turisti alle prese con la loro macchina fotografica.


Through a window, attraverso una finestra sul mondo, Mary Cinque racconta gli abitanti delle città in cui ha vissuto, in cui è passata. Lascia un segno su carta e cattura le loro storie, l’anima pulsante di ogni metropoli e riesce a farci sentire le voci delle persone che immortala. Siamo con lei nel momento stesso in cui con occhio attento e curioso disegna interni, passanti, maglie a righe e gessi colorati.

Entriamo nei suoi pastelli a olio come Bart lo spazzacamino attraverso linee e prospettive che ci fanno saltare dentro a piè pari, proprio come Michael e Jane, proprio come quelle stelle linee che disegnano volumi, pieni e vuoti , corpi nello spazio nella seconda parte della mostra, di questa grande Life che è la Citty, che trova la sua naturale collocazione all’interno del portone di via Francesco De Sanctis numero quindici.


Ad accoglierci una grande opera, un polittico a quattro tele in acrilico, come tutte i lavori di questa seconda parte, una torre, un faro, un totem, un grattacielo, simbolo del progresso, si staglia come biglietto di presentazione della mostra. Mondi infiniti, metropoli e palazzi dove non è più presente la figura umana ma è palpabile la sua mano, l’ingegno che ha portato la linea a uscire dal foglio e a farsi linea di architettura.

Due mostre in una quelle di Mary Cinque che parlano sempre di città, quella che interessa all’artista, l’impronta del passaggio dell’essere umano su questo pianeta chiamato Terra. Finestre come battiti scanditi, ritmo di un jazz cittadino suonato nelle strade, quelle che lei percorre per trovare la sua di strada.

Una città universale, quella dell’artista, senza grandi punti di riferimento, siamo cittadini del mondo.
Il pastello da una parte, veloce, caotico, colorato, ricco di particolari, l’acrilico dall’altro con campiture piatte, senza ombre, minimali. Il caos e la calma, la frenesia e il silenzio, momenti diversi per raccontare la visione di Mary Cinque, la sua ricerca. Fino al 18 maggio.

 

INFO e CONTATTI
OFF Gallery, di Beniamino Manferlotti Via Francesco De Sanctis, 15
NAPOLI
tel. 333. 610 02 79
e-mail info@offgalleynapoli.it IG off_galley_napoli
FB OFF Gallery
Responsabile
Michela Vasselli
Orari di apertura
ore 9.30/13.30 – 14.30/18.30
MAR e DOM chiuso
Le visite in giorni e orari diversi sono possibili solo su appuntamento, telefonando al 333. 610 02 79 o scrivendo a info@offgallerynapoli.it