L’abbandono del materasso che t’accoglie!

Un trend espositivo dell’arte contemporanea è quello d’utilizzare la vetrina del proprio spazio espositivo fronte strada.

Il primo esercizio commerciale a fare questo in Europa è stato Gino Ramaglia con il suo “Artisti in vetrina”, il preambolo digressivo è per tessere le lodi di Ultra Moenia, progetto espositivo del Teatro Bellini in collaborazione con L’Arsenale di Napoli che tende a mappare la street art Napoletana contemporanea isolandola dal contesto e dandole un giusto spazio di lettura e visibilità verso l’esterno: quello dell’alfabetizzazione al processo artistico sia una sforzo quotidiano permanente che necessita di una rete in espansa per consentire una crescita di coscienza che consenta senza sforzo la comprensione culturale e simbolica del linguaggio dell’arte, la lettura di un’immagine isolata e messa in una vetrina prestigiosa come quella del Teatro Bellini, non può che fare del bene al movimento d’artisti indipendenti e liberi ricercatori d’area Napoli città metropolitana.

Questo Novembre è comparso in vetrina Samuel (Mojo) con un progetto dal titolo “L’abbandono”: Samuel è artista classe 1993 che si muove su scenari urbani che partono dal sentire culturale e simbolico comune della più cosmopolita e metropolitana città d’Europa, “l’abbandono” è un progetto che rende plastico e palpabile lo stato d’animo di un materasso abbandonato (quanti ne vediamo quotidianamente girando per Napoli?), quanto sono depositari dei nostri sogni, segreti, relazioni, amplessi, desideri e fughe dalla realtà?

Sui materassi ridiamo, piangiamo, soffriamo, giaciamo, ci curiamo, godiamo, stramazziamo e tanto altro, passiamo gran parte della nostra vita sul materasso che diviene una nostra protesi.

Ogni qualvolta Samuel impatta in un materasso abbandonato per strada, rende visibile la tristezza e la melanconia di una relazione stroncata, di una memoria vissuta e depositata gettata via, di una relazione terminata, i suoi materassi sono vivi e sono la nostra vita, perché abbandonarli così?

Quando ho lasciato la mia residenza a Cagliari, in Via San Saturnino 7 (gli street Artist di Cagliari sanno di che strada parlo), dormito per l’ultima notte su un letto e un materasso depositari della mia vita, ho consegnato tutta la mia casa studio, materasso compreso, a un imprenditore e collezionista come Giovanni Ruggeri, che sa quanta sensibilità sia deposta negli oggetti che ci circondano e utilizziamo, sono parte di noi di una nostra ritualistica quotidianità, da collezionista sa quanta memoria e vita gli ho consegnato, energia che quel materasso ha vissuto che non è giusto cancellare e disperdere: apprezzo molto il lavoro e il progetto di Samuel, la memoria non si cancella, farlo determina solo tristezza e lui la rende visibile per noi.