Cinquanta volte ArteFiera

Come quando un amico compie gli anni e tu non puoi fare altro che omaggiarlo con una visita a sorpresa. “Cerca di farti bella, più bella di quello che sei. Muoviti, fai presto che ti voglio vedere” come Dente, “Beato me”, Arte Fiera compie 50 anni e quest’anno per un anniversario speciale, nessuna altra importante fiera può vantarsi così tanto della sua età, la kermesse si è fatta ancora più bella e noi siamo corsi a Bologna per vederla, più bella di quella che è.

Gli invitati si sa, aumentano con il passare degli anni e dove c’è posto per dieci come le gallerie presenti alla prima edizione del 1974 c’è posto per 170 oggi tra presenze costanti, nuovi arrivi e graditi ritorni.

Due le Accademie presenti con i progetti dei giovani studenti – Bologna e Firenze –  e poi Tatjana Pieters dal Belgio, Marcelle Alix da Parigi, Kromya Art da Lugano, tante le italiane, da nord a sud, da Bolzano con la Antonella Cattani a Scicli con la Quam gallery, passando per Napoli con Umberto di Marino, Lia Rumma, Andrea Ingenito e la Shazar. Tutte qui a Bologna, ogni volta più forte, ogni volta più bella ed assomiglia un po’ a te, come canta Gio Evan in Joseph Beuys. Tutte qui come le case editrici e le riviste che tanto amiamo sfogliare: Exibart, Artribune, Flash Art che portiamo felicemente a casa per scoprire le prossime novità, magari della 50+1 come buon augurio, che porta sempre bene.

 

Tutti qui, You are Here, come recita lo slogan di quest’anno, siamo sul pallino rosso, siamo quel pallino rosso, simbolo di Arte Fiera. Dalla vendita alla presenza è un attimo e noi siamo qui dal 2 al 4 febbraio anche se non abbiamo “Praticamente nulla da vendere” possiamo fare la storia, la storia della performance dal 1976 ad oggi.

 

 

Una mostra nella mostra curata da Uliana Zanetti e realizzata in collaborazione con il MAMbo che racconta il rapporto viscerale tra ArteFiera e la performance, un amore tra la città e questa forma d’arte così evanescente e allo stesso tempo carnale, presente, fisica.

È una setta questa qua dei venditori d’arte!” ci racconta Daniela Ortiz con la sua performance Tiro al blanco, invitata da Fondazione Furla a realizzare un intervento inedito per Arte Fiera. Un’installazione, quella dell’artista peruviana che si interroga sull’industria della guerra e sul momento storico così importante che stiamo vivendo. Un pensiero non può che andare a Gaza in questi giorni.

 

A Bologna “C’è una mostra d’arte contemporanea, mi piace quando non dici potevo farlo anch’io e tu assomigli un po’ a Venezia” senz’acqua tra stradine strette e portici a festa in giro per la città per quello che sta diventando un appuntamento imprescindibile sempre più legato a questo fine settimana tra i colli bolognesi:  dodici edizioni di Art City il grande contenitore di eventi diffusi che accompagna la manifestazione fieristica, così dopo aver ascoltato un bravissimo violinista di strada sotto la statua del Nettuno, obbligatorio è un caffè nel bar preferito di Lucio Dalla prima di andare a visitare la casa studio di Morandi, non Gianni ma Giorgio, come De Chirico.

 

Tante infatti le iniziative a lui dedicate per i sessant’anni dalla sua morte. Un omaggio promosso dalla città e da Bologna Fiere che ha coinvolto la città, gallerie d’arte e spazi indipendenti. Cinque speciali progetti che hanno reinterpretato il suo lavoro attraverso diversi linguaggi del contemporaneo.

Giorni importanti, giorni speciali per una città tutta da girare alla ricerca della mostra perfetta per i proprio occhi, quella che ti colpisce al cuore e resta lì a coccolarti per giorni mentre torni alla tua solita vita ripensando magari al gatto nero di Cattelan, colpevole “because” ha rovinato una tela. Una zampata da vero maestro dell’arte. Quella di Cattelan? No, quella del micio di Lucio Fontana.

 

Non lasciamo passare altro tempo, che un anno passa in fretta e Bologna ci aspetta. “il tempo ci ha insegnato che non tutti i tempi son preziosi ma il nostro si”.
Adieu ArteFiera