Chi è devoto a San Gennaro? L’apertura straordinaria

Annunciazione, annunciazione: oggi e domani , ventuno e ventidue giugno, di pomeriggio dalle diciotto alle ventidue ci sarà un’apertura straordinaria del Museo del Tesoro di San Gennaro per presentare a tutti la nuova video installazione che andrà ad arricchire la collezione permanente del museo.


Opera che è stata presentata in anteprima mercoledì alla presenza di Girolamo Carignani di Novoli, deputato della Real Cappella, Mons. Vincenzo De Gregorio, Abate Prelato della Cappella, Francesca Ummarino, Direttrice del Museo, Ilaria D’Uva, CEO D’Uva srl, Stefano Gargiulo Kaos produzioni.

Per l’occasione nel cortile verrà allestito uno specchio che richiama la nuova opera, uno specchio per selfie con tanto di antica cornice dorata che permetterà ai visitatori di esprimere la propria devozione al Santo. In questo modo tutti potranno diventare cultori per un giorno, famosi per quindici minuti.

Chi è devoto a San Gennaro? Questa è la domanda che pare farsi e farci lo specchio guardandoci negli occhi prima di entrare nel Museo del Tesoro e a questa domanda risponde la video installazione progettata e realizzata da Stefano Gargiulo.

Nella stanza della Mitra cinque video proiezioni sincronizzate tra loro e un impianto audio permetteranno ai visitatori un’esperienza unica e immersiva. Un racconto speciale che porterà gli spettatori a diventare parte integrante delle celebrazioni dei prodigi del santo.
Tra la Mitra e la collana solenne, sulle quattro pareti della stanza prenderanno vita il mistero del culto, la devozione popolare attraverso dei video che come in un sogno ci condurranno nei tre giorni dei miracoli di San Gennaro, il primo sabato di maggio, il sedici dicembre e il più famoso diciannove settembre.


Tutti, grandi e bambini, uomini e donne saranno e saremo parte di quelle migliaia di fedeli che accorrono in Cappella e nel Duomo per assistere al prodigio della liquefazione.
Chi è devoto a San Gennaro? Questo è il titolo dell’opera e la riposta è nei video che compongono il lavoro. Mezzi contemporanei per raccontare una vecchia storia. Come ha detto Mons. Vincenzo De Gregorio alla presentazione, “non si cessa di inventare nuove forme e cercare nuovi orizzonti per raccontare la vita”.

Sulle pareti della sala troviamo persone che piangono, che ridono, che pregano. Bambini che applaudono per far arrivare più in alto possibile le loro emozioni. E proprio queste emozioni e questa energia sono il vero motore di quest’opera fortemente voluta da Francesca Ummarino.

In questo modo il culto si apre sempre più e diventa accattivante e al passo con i tempi, ci ricorda Girolamo Carignani di Novoli.
I visitatori vivranno in prima persona le lacrime, la gioia, la magia del prodigio. Diventeranno devoti, come devoti lo sono le donne e i bambini, gli uomini che sulla parete frontale ad incorniciare la collana solenne, ritroviamo in edicole votive ad esprimere la fede per Gennaro in tutta la loro umana varietà.

Il culto per questo santo, patrono della città, valica le mura della religione stessa e si fa opera teatrale tra le più antiche e tra le più rappresentate al mondo. Stefano Gargiulo ci racconta che con tre messe in scena all’anno a sette repliche ognuna più altre rappresentazioni per eventi eccezionali è come se il prodigio fosse avvenuto per quarantacinque anni consecutivi.
Un prodigio e una devozione che diventano devozione e amore per la città stessa, come se il santo e la sua protetta fossero una cosa sola, un sentimento unico, tra verità e rappresentazione, che ha fatto sì che San Gennaro fosse tra i santi il più citato tra intellettuali, scrittori e filosofi.


Celebra quindi i tuoi miracoli, bellissimo Gennaro”, questa frase di Nietzsche è proiettata, quasi sussurata, sulle pareti della sala.
E mentre i visitatori ormai più che devoti saranno lì a raccontarci tra le labbra che “tu con l’asta fiammeggiante rompesti il ghiaccio della mia anima” le musiche e la voce di Marcello Colasurdo mentre recita le sue parole a Gennaro arricchiscono la video installazione e fanno si che l’opera entri ancora di più in profondità nel cuore e nell’anima di chi assiste.


Un lavoro complesso che come ha detto Ilaria D’Uva racconta in un modo nuovo la devozione al santo, l’amore il rispetto e il legame che ancora esistono attraverso la partecipazione dei devoti alle processioni del miracolo.
Sulla parete di fronte troviamo infatti frammenti della solenne processione di maggio, immagini che rappresentano l’iconografia del santo.

Il Museo del Tesoro si fa ancora più vivo con un viaggio attraverso simboli, volti e gesti, che ci raccontano la storia d’amore tra Napoli e il suo Santo Patrono.
Chi è devoto a San Gennaro? Tutti noi che abbiamo una familiarità atavica con la nostra “faccia ‘ngialluta”.
Siamo tutti “parenti” del santo, almeno per una volta, tre giorni all’anno.

Chi è devoto a San Gennaro?
Videoinstallazione progettata e realizzata da Stefano Gargiulo
Museo del Tesoro di San Gennaro
Via Duomo 149, Napoli
Info e biglietti: tesorosangennaro.it